Infiammazione intestinale: cause, sintomi e cosa fare
L’infiammazione intestinale può essere legata a un’infezione, a una malattia infiammatoria intestinale, alla celiachia, all’uso di alcuni farmaci o ad altri fattori. Può causare dolore o crampi, diarrea, gonfiore e talvolta febbre o sangue nelle feci. I sintomi, però, non permettono da soli di stabilire la causa: se sono intensi, persistenti o peggiorano, è importante rivolgersi a un medico.
Che cosa può causare l’infiammazione intestinale?
Il termine infiammazione intestinale comprende situazioni diverse, acute o croniche. Tra le cause più comuni o rilevanti ci sono:
Scopri il test del microbioma
Laboratorio UE certificato ISO • Il campione rimane stabile durante la spedizione • Dati protetti dal GDPR
- Malattie infiammatorie intestinali: il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa possono interessare il tratto digerente e richiedono diagnosi e follow-up specialistici.
- Infezioni intestinali: batteri, virus o parassiti possono provocare un’infiammazione temporanea, spesso accompagnata da diarrea, crampi e talvolta febbre.
- Celiachia: è una risposta immunitaria al glutine che può danneggiare la mucosa dell’intestino tenue. Non è opportuno iniziare una dieta senza glutine prima degli accertamenti, perché potrebbe rendere più difficile la diagnosi.
- Farmaci: alcuni medicinali, inclusi i farmaci antinfiammatori non steroidei, possono irritare l’apparato digerente o essere associati a disturbi intestinali. Non sospendere una terapia senza parlarne con un professionista.
- Alterazioni del microbioma intestinale: cambiamenti nella composizione dei microrganismi intestinali possono essere associati a sintomi digestivi, ma non costituiscono da soli una diagnosi.
- Altri fattori: intolleranze, stress, cambiamenti alimentari e disturbi funzionali possono contribuire ai disturbi intestinali, senza significare necessariamente che sia presente un’infiammazione visibile.
Quali sono i sintomi di un intestino infiammato?
I sintomi dipendono dalla causa e dalla parte dell’intestino coinvolta. Possono includere:
- dolore addominale o crampi;
- diarrea, talvolta persistente, oppure stitichezza;
- gonfiore e aumento dei gas;
- nausea e, in alcuni casi, vomito;
- febbre o malessere, soprattutto in presenza di infezione;
- stanchezza e perdita di peso involontaria;
- sangue o muco nelle feci.
Gonfiore e dolore possono comparire anche nell’intestino irritabile o in altre condizioni non infiammatorie. Per distinguere le possibili cause il medico può valutare la storia clinica, la visita e, se necessario, esami del sangue, delle feci o indagini strumentali.
Visualizza esempi di consigli dalla piattaforma InnerBuddies
Visualizza in anteprima i consigli sulla nutrizione, gli integratori, i diari alimentari e le ricette che InnerBuddies può generare in base al test del tuo microbioma intestinale
Infiammazione intestinale e intestino irritabile: qual è la differenza?
Le malattie infiammatorie intestinali, come morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa, sono condizioni in cui l’infiammazione può essere rilevata con valutazioni cliniche e diagnostiche. La sindrome dell’intestino irritabile è invece un disturbo funzionale caratterizzato da dolore e cambiamenti dell’alvo, senza lesioni infiammatorie evidenti negli esami di routine. Le due condizioni possono avere sintomi simili, quindi non è possibile distinguerle con certezza basandosi soltanto sui sintomi.
Quali alimenti possono peggiorare i disturbi?
Non esiste un elenco universale di alimenti che infiammano l’intestino. La tolleranza è individuale e dipende dalla causa dei sintomi. In alcune persone possono peggiorare il disagio:
- pasti molto grassi o abbondanti;
- alcol e, per alcune persone, bevande contenenti caffeina;
- cibi piccanti;
- latticini in caso di intolleranza al lattosio;
- alimenti ricchi di FODMAP, come cipolla, aglio, alcuni legumi e alcuni frutti, in persone sensibili;
- glutine nelle persone con celiachia, sempre dopo una valutazione medica.
Questi alimenti non devono essere eliminati automaticamente. Un diario di alimenti e sintomi può aiutare a individuare ricorrenze da discutere con un medico o un dietista. Diete restrittive, come quella a basso contenuto di FODMAP, dovrebbero essere impostate e seguite con un professionista.
Cosa fare in caso di colica intestinale?
Una colica intestinale è un dolore addominale spesso intermittente o crampiforme, che può accompagnarsi a gonfiore, gas, diarrea o stimolo a evacuare. Il termine descrive un sintomo e non identifica necessariamente una specifica malattia.
Controllo rapido in 2 minuti Un test del microbioma intestinale è utile per te? Rispondi a poche domande veloci e scopri se un test del microbioma è davvero utile per te. ✔ Richiede solo 2 minuti ✔ Basato sui tuoi sintomi e stile di vita ✔ Raccomandazione chiara sì/no Scopri se il test è adatto a me →- Fermati e riposa, osservando se il dolore diminuisce o cambia.
- Bevi a piccoli sorsi per mantenere una buona idratazione, soprattutto se hai diarrea o vomito.
- Quando riesci a mangiare, scegli porzioni semplici e moderate, evitando temporaneamente alcol, pasti molto grassi e gli alimenti che sai di tollerare male.
- Non assumere antibiotici, antidiarroici o antidolorifici senza aver chiesto consiglio, in particolare se hai febbre o sangue nelle feci.
- Contatta un professionista se il dolore è nuovo, ricorrente, intenso o non migliora.
Non è consigliabile praticare un digiuno prolungato o seguire la cosiddetta dieta in bianco per molti giorni senza indicazione sanitaria.
Quando rivolgersi rapidamente a un medico?
Chiedi assistenza medica tempestiva in presenza di:
- dolore improvviso, molto intenso o in progressivo aumento;
- addome rigido, svenimento o marcata debolezza;
- sangue nelle feci o feci nere;
- febbre elevata o vomito persistente;
- segni di disidratazione, come poca urina, capogiri e bocca molto secca;
- perdita di peso involontaria o diarrea che persiste;
- dolore in gravidanza, nei bambini, negli anziani o in persone con malattie croniche.
In caso di emergenza o sintomi gravi, chiama i servizi di emergenza della tua zona.
Diventa membro della community InnerBuddies
Esegui un test del microbioma intestinale ogni due mesi e osserva i tuoi progressi mentre segui le nostre raccomandazioni
Microbioma intestinale e infiammazione
Il microbioma intestinale è l’insieme dei microrganismi che vivono nell’intestino. La sua composizione può variare in relazione a dieta, farmaci, infezioni e altri fattori, ed è oggetto di ricerca in diverse condizioni digestive. Un test del microbioma intestinale può fornire informazioni sulla composizione microbica, ma non diagnostica una malattia e non sostituisce gli esami prescritti dal medico.
Anche i probiotici possono avere effetti diversi a seconda del ceppo e della persona. Prima di usarli per sintomi persistenti o in presenza di una malattia, è preferibile chiedere consiglio a un professionista.
Domande frequenti sulla colica intestinale
Come si riconosce una colica intestinale?
Di solito si presenta come dolore o crampi addominali intermittenti, talvolta con gonfiore, gas, diarrea o stimolo a evacuare. Questi sintomi sono aspecifici e possono avere anche altre cause.
Quanto tempo dura una colica intestinale?
La durata varia in base alla causa: può risolversi in poco tempo oppure durare più a lungo. Se il dolore non migliora, ritorna frequentemente o si associa a febbre, vomito, sangue nelle feci o disidratazione, è necessaria una valutazione medica.
Controllo rapido in 2 minuti Un test del microbioma intestinale è utile per te? Rispondi a poche domande veloci e scopri se un test del microbioma è davvero utile per te. ✔ Richiede solo 2 minuti ✔ Basato sui tuoi sintomi e stile di vita ✔ Raccomandazione chiara sì/no Scopri se il test è adatto a me →Quali sono i sintomi della colica intestinale?
I sintomi più comuni sono crampi o dolore addominale, gonfiore, gas e cambiamenti dell’alvo. La presenza di dolore intenso o di segnali d’allarme richiede assistenza sanitaria.
Cosa fare in caso di colica intestinale?
Riposo, piccoli sorsi d’acqua e pasti leggeri e moderati possono essere misure temporanee. Evita gli alimenti che peggiorano chiaramente i sintomi e chiedi consiglio a un medico se il disturbo è intenso, persistente o ricorrente.
Nota: questo contenuto è informativo e non sostituisce una diagnosi o una terapia personalizzata. Per sintomi persistenti, severi o in peggioramento, consulta un medico.