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Malattie legate al microbiota intestinale: cosa sapere

Le malattie legate al microbiota intestinale sono condizioni in cui le alterazioni della comunità microbica possono essere associate alla salute digestiva, metabolica e immunitaria, senza rappresentare necessariamente una causa unica. Questa guida chiarisce il significato di disbiosi, illustra i principali collegamenti studiati, indica abitudini generalmente favorevoli all’equilibrio intestinale e spiega i limiti dei test del microbioma. In presenza di sintomi persistenti o segnali d’allarme è importante rivolgersi al medico.
What are some diseases related to the gut microbiota

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Le cosiddette malattie legate al microbiota intestinale non sono, nella maggior parte dei casi, patologie causate da un singolo batterio. Più precisamente, alcune condizioni digestive, metaboliche e infiammatorie sono state associate ad alterazioni della composizione o della funzione del microbiota, chiamate spesso disbiosi. Il rapporto è complesso e può funzionare in entrambe le direzioni: la malattia, la dieta, i farmaci e altri fattori possono modificare il microbiota. In questo articolo trovi una spiegazione dei principali collegamenti, dei segnali da non trascurare e del ruolo, con i relativi limiti, dei test del microbioma.

Che cos’è una malattia?

Una malattia, o patologia, è una condizione che altera il funzionamento dell’organismo e può manifestarsi attraverso sintomi, segni clinici o cambiamenti rilevabili dagli esami. Le cause possono essere genetiche, infettive, ambientali, immunitarie, metaboliche o legate a una combinazione di fattori.

In base alle loro caratteristiche, le malattie possono essere:


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  • Infettive: provocate da microrganismi patogeni, come alcuni virus, batteri, funghi o parassiti.
  • Acute o croniche: di durata breve oppure persistente e bisognose di monitoraggio nel tempo.
  • Metaboliche: associate ad alterazioni dei processi con cui l’organismo utilizza e immagazzina energia.
  • Autoimmuni: caratterizzate da una risposta immunitaria diretta, erroneamente, contro componenti dell’organismo.
  • Funzionali: con sintomi e alterazioni del funzionamento di un apparato anche in assenza di lesioni strutturali facilmente identificabili.

Che ruolo ha il microbiota intestinale?

Il microbiota intestinale è l’insieme dei microrganismi che vivono nel tratto intestinale, tra cui batteri, virus e funghi. La sua composizione varia da persona a persona ed è influenzata da età, alimentazione, farmaci, ambiente, infezioni e stile di vita.

Il microbiota contribuisce alla trasformazione di alcuni componenti degli alimenti, alla produzione di metaboliti e all’interazione con la barriera intestinale e il sistema immunitario. Questo non significa che un microbiota diverso o un risultato di laboratorio costituisca, da solo, una diagnosi. La salute dipende da numerosi fattori e il significato di una variazione deve essere valutato nel contesto clinico.


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Disbiosi intestinale: significato e possibili fattori

Con disbiosi intestinale si indica, in modo generale, un’alterazione dell’equilibrio o delle funzioni della comunità microbica. Il termine non descrive una malattia unica e non esiste un profilo microbico ideale valido per tutti.

Tra i fattori che possono influenzare il microbiota ci sono:

  • alimentazione poco varia e povera di fibre, quando protratta nel tempo;
  • uso di antibiotici o di altri farmaci, secondo il tipo e la durata della terapia;
  • infezioni, cambiamenti dello stile di vita e stress prolungato;
  • patologie già presenti e modifiche della motilità intestinale;
  • età, genetica, sonno, attività fisica e condizioni ambientali.

Un’associazione tra disbiosi e una condizione non dimostra che la disbiosi ne sia la causa. Sono ancora in corso studi per comprendere quali cambiamenti siano una conseguenza della malattia, quali possano contribuire ai sintomi e quali abbiano un significato clinico.

Quali condizioni sono state associate ad alterazioni del microbiota?

Sindrome dell’intestino irritabile

In alcune persone con sindrome dell’intestino irritabile sono state osservate differenze nella composizione microbica o nella produzione di metaboliti. Tuttavia, i sintomi possono dipendere anche da motilità intestinale, sensibilità viscerale, alimentazione, stress e altri elementi. La diagnosi e la gestione spettano al professionista sanitario.

Malattie infiammatorie intestinali

Morbo di Crohn e colite ulcerosa sono malattie infiammatorie intestinali complesse, nelle quali interagiscono predisposizione genetica, sistema immunitario, ambiente e microbiota. La disbiosi può accompagnare l’infiammazione, ma un test del microbioma non può confermare o escludere queste patologie e non sostituisce le terapie prescritte.

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Salute metabolica

Obesità, resistenza all’insulina e diabete di tipo 2 sono state associate, in alcuni studi, a variazioni del microbiota. Il metabolismo è però influenzato anche da alimentazione complessiva, attività fisica, sonno, genetica e farmaci. Il microbiota non è un indicatore autonomo del rischio individuale.

Infiammazione, immunità e asse intestino-cervello

Il microbiota comunica con la barriera intestinale, il sistema immunitario e il sistema nervoso attraverso meccanismi studiati nell’asse intestino-cervello. Sono state descritte associazioni con alcune condizioni infiammatorie, autoimmuni e dell’umore, ma queste evidenze non permettono di attribuire al microbiota la causa o la cura di ansia, depressione o altre malattie.

Cosa può sostenere un microbiota diversificato?

Per la maggior parte degli adulti, alcune abitudini generali possono sostenere la salute intestinale:

  1. variare gli alimenti, includendo gradualmente fonti di fibre come legumi, verdura, frutta, cereali integrali, frutta secca e semi, se tollerate;
  2. bere a sufficienza e mantenere un’attività fisica compatibile con le proprie condizioni;
  3. curare il sonno e adottare strategie realistiche per gestire lo stress;
  4. seguire le indicazioni del medico sui farmaci e non modificare autonomamente una terapia;
  5. valutare alimenti fermentati o integratori solo considerando tolleranza, condizioni personali e consiglio di un professionista.

Non è necessario eliminare intere categorie di alimenti senza una ragione clinica. In caso di disturbi digestivi, cambiamenti drastici o l’uso di probiotici e integratori dovrebbero essere discussi con un medico o un dietista.


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Test del microbioma: cosa possono dire e quali sono i limiti

Un test del microbioma analizza un campione, generalmente fecale, per descrivere alcuni microrganismi o caratteristiche della comunità microbica. Può offrire informazioni esplorative sul campione analizzato, ma il risultato può variare nel tempo e non equivale a una diagnosi.

Un test non dovrebbe essere usato per diagnosticare, prevenire o curare una malattia, scegliere autonomamente un integratore o sostituire esami clinici e assistenza sanitaria. Prima di interpretare il risultato è utile verificare quali metodi sono impiegati, quali riferimenti vengono utilizzati e se è prevista una spiegazione da parte di un professionista qualificato. Per saperne di più è possibile consultare la pagina dedicata al test del microbioma.

Quando rivolgersi al medico

È consigliabile chiedere un parere sanitario se i sintomi intestinali persistono, peggiorano o interferiscono con la vita quotidiana. È importante richiedere assistenza con urgenza in presenza di:

  • dolore addominale intenso o improvviso;
  • sangue nelle feci o sanguinamento rettale;
  • febbre elevata associata a sintomi gastrointestinali;
  • vomito persistente o segni di disidratazione;
  • perdita di peso involontaria, stanchezza marcata o anemia sospetta;
  • diarrea persistente o un cambiamento importante e inspiegabile dell’alvo.

Questi segnali non indicano necessariamente una specifica malattia, ma meritano una valutazione clinica. Un test del microbioma non deve ritardare il consulto.

Domande frequenti

La disbiosi è una malattia?

No. Disbiosi è un termine descrittivo usato per indicare possibili alterazioni del microbiota. Da solo non identifica una patologia né spiega necessariamente la causa dei sintomi.

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Quali malattie sono più spesso associate al microbiota intestinale?

La ricerca ha esaminato soprattutto sindrome dell’intestino irritabile, malattie infiammatorie intestinali e alcune condizioni metaboliche, immunitarie e dell’umore. Si tratta di associazioni complesse, non di prove che il microbiota causi o curi queste malattie.

Un test del microbioma può diagnosticare una malattia?

No. Il test fornisce una descrizione del campione analizzato e non sostituisce anamnesi, visita, esami diagnostici o trattamento medico.

Quando è opportuno parlare con un professionista?

Quando i sintomi sono persistenti, intensi, in peggioramento o accompagnati da segnali d’allarme. Anche l’interpretazione di un test o la scelta di probiotici e integratori va discussa con un professionista qualificato.

In sintesi

Il microbiota intestinale è coinvolto in molte funzioni dell’organismo e le sue variazioni sono state associate a diverse condizioni di salute. Le associazioni, però, non equivalgono a diagnosi o causalità. Un’alimentazione varia e uno stile di vita equilibrato possono sostenere il benessere generale, mentre sintomi importanti o persistenti richiedono una valutazione medica.

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