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Sequenziamento completo del 16S rRNA: guida alle regioni V1–V9

Il sequenziamento completo del 16S rRNA legge quasi tutto il gene batterico di circa 1.500 basi, comprese le regioni variabili V1–V9. Questa guida spiega dove si trova il gene, com’è strutturato, come si può cercare una sequenza e quali informazioni offre sul microbioma. Confrontiamo inoltre il sequenziamento full-length con V4 o V3–V4, chiarendone vantaggi, limiti e interpretazione prudente dei risultati.
Full-Length 16S rRNA Sequencing: A New Era in Gut Microbiome Profiling

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Il sequenziamento completo del 16S rRNA legge quasi tutta la sequenza del gene 16S, lungo in genere circa 1.500 paia di basi, invece di analizzare soltanto una regione come V4 o V3–V4. In questo modo si ottiene spesso una classificazione tassonomica più dettagliata dei batteri e degli archei presenti in un campione, anche se il metodo non identifica sempre con certezza la specie e non descrive direttamente la funzione microbica o lo stato di salute.

Che cos’è il gene 16S rRNA?

Il gene 16S rRNA codifica per l’RNA ribosomiale 16S, una componente della subunità minore 30S del ribosoma nei batteri e negli archei. Il ribosoma partecipa alla produzione delle proteine. Poiché il gene è presente in molti procarioti e contiene sia parti conservate sia parti variabili, viene usato come marcatore genetico per confrontare e classificare i microrganismi.

È utile distinguere il gene dalla molecola che produce: il gene 16S rRNA è una sequenza di DNA nel genoma; l’rRNA 16S è la molecola di RNA derivata da quella sequenza e inserita nel ribosoma.


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Dove si trova il gene 16S rRNA?

Il gene si trova nel genoma dei batteri e degli archei, spesso all’interno di un operone ribosomiale insieme ad altri geni che codificano RNA ribosomiale. Nei batteri può essere presente in più copie, che non sono necessariamente identiche. Per questo motivo, la sequenza osservata in un campione può riflettere anche differenze tra copie dello stesso genoma.

Nel gene, le regioni conservate si alternano alle nove regioni variabili, indicate come V1, V2, V3, V4, V5, V6, V7, V8 e V9. La loro posizione esatta e la lunghezza possono variare tra i diversi gruppi microbici.

Struttura del 16S rRNA: regioni conservate e variabili

La struttura del 16S rRNA può essere descritta su due livelli:


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  • Struttura primaria: l’ordine dei nucleotidi lungo una sequenza di circa 1.500 basi.
  • Struttura secondaria: l’RNA si ripiega formando steli e anse. Alcune porzioni sono molto conservate perché contribuiscono alla funzione del ribosoma, mentre altre tollerano più variazioni.

Le regioni ipervariabili V1–V9 contengono differenze che possono aiutare a distinguere gruppi batterici. Le regioni conservate, invece, sono utili per progettare primer che si leghino a molti microrganismi durante la PCR. La scelta dei primer e della regione sequenziata influenza direttamente quali microrganismi vengono rilevati e con quale livello di dettaglio.

Una mappa semplificata

Il gene può essere immaginato come una sequenza lineare in cui tratti conservati e variabili si susseguono:

V1 – regione conservata – V2 – regione conservata – V3 – V4 – V5 – V6 – V7 – V8 – V9

Questa rappresentazione è orientativa: la disposizione e i confini delle regioni dipendono dall’organismo e dal riferimento utilizzato per l’annotazione.

Come trovare una sequenza 16S rRNA?

Il metodo dipende dal tipo di informazione disponibile. Per una sequenza già pubblicata o proveniente da un singolo isolato, si può:

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  1. cercare il nome dell’organismo o il relativo codice di accesso in banche dati come NCBI, SILVA o RDP;
  2. controllare che la sequenza corrisponda al gene 16S rRNA e non a un altro frammento ribosomiale;
  3. confrontare la sequenza con database tassonomici usando strumenti di allineamento o ricerca di similarità, come BLAST;
  4. verificare la qualità, la lunghezza, la presenza di basi ambigue e il metodo con cui la sequenza è stata ottenuta.

Per un campione ambientale o intestinale, la sequenza viene normalmente ottenuta estraendo il DNA, amplificando il gene o una sua regione con la PCR, sequenziando i prodotti e confrontando le letture con un database curato. La classificazione dipende dalla qualità del campione, dai primer, dal processo bioinformatico e dal database scelto.

Che cosa ci dice il sequenziamento 16S?

Il sequenziamento 16S può aiutare a stimare quali gruppi microbici sono presenti in un campione e in quale proporzione relativa, secondo la strategia analitica usata. Può inoltre supportare confronti tra campioni, ad esempio in uno studio di ricerca sul microbioma.

Non fornisce però una fotografia completa della biologia del microbioma. In particolare:

  • non misura direttamente l’attività o la vitalità dei microrganismi;
  • non determina automaticamente quali geni funzionali siano attivi;
  • non garantisce sempre l’identificazione a livello di specie o ceppo;
  • le abbondanze relative non equivalgono necessariamente alle quantità assolute;
  • un risultato del microbioma non è, da solo, una diagnosi né dimostra una relazione di causa ed effetto con un sintomo.

Per valutare la funzione microbica possono essere necessari altri approcci, come metagenomica shotgun, metatranscrittomica o analisi metabolomiche, a seconda dell’obiettivo della ricerca.

Quanto è lunga la regione V4?

La lunghezza della regione V4 non è un valore universale. Il frammento ottenuto in laboratorio dipende dai primer e dal gruppo microbico analizzato. Con protocolli comuni, l’amplicone V4 è spesso nell’intervallo di circa 250–300 paia di basi; alcuni set di primer producono frammenti diversi. Un protocollo V3–V4, invece, può generare un amplicone di circa 400–500 paia di basi, a seconda del disegno sperimentale.

Questi valori descrivono il frammento amplificato, non una lunghezza identica per ogni genoma. Prima di confrontare due studi è quindi importante verificare primer, regione target, piattaforma e pipeline bioinformatica.


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Sequenziamento completo o parziale del 16S?

CaratteristicaRegione parzialeGene completo
Porzione lettaUna o più regioni, per esempio V4 o V3–V4Quasi tutte le regioni V1–V9
VantaggiCosti e analisi spesso più semplici; adatto a molti campioniPiù informazioni per la classificazione e il confronto filogenetico
LimitiLa risoluzione può fermarsi al genere; possibile bias dei primerCosti, qualità e analisi possono essere più impegnativi; la specie non è sempre risolvibile

Il sequenziamento parziale rimane utile quando si devono confrontare molti campioni con un protocollo standardizzato. Il full-length può essere preferibile quando la distinzione tassonomica più dettagliata è importante e la piattaforma consente di leggere un frammento di circa 1.500 basi.

Tecnologie usate per il sequenziamento full-length

  • PacBio HiFi: produce letture lunghe con elevata accuratezza dopo il consenso di più passaggi, una caratteristica utile per coprire il gene 16S.
  • Oxford Nanopore: consente letture lunghe e analisi in tempo reale, ma l’accuratezza dipende dalla chimica, dal dispositivo e dalla pipeline utilizzata.
  • Approcci a letture lunghe sintetiche: possono ricostruire sequenze estese a partire da tecnologie a lettura più corta, con prestazioni dipendenti dal protocollo.

Nessuna tecnologia elimina completamente gli errori, il bias di amplificazione o i limiti dei database. La scelta dovrebbe considerare obiettivo dello studio, numero di campioni, qualità del DNA, risoluzione desiderata e budget.

Come interpretare i risultati con cautela

Un risultato 16S descrive una composizione microbica stimata in uno specifico campione e momento. Dieta recente, farmaci, transito intestinale, raccolta del campione e condizioni di conservazione possono influenzare il risultato. Anche il confronto con valori di riferimento richiede cautela, perché i metodi di laboratorio e le popolazioni analizzate possono essere diversi.

Per uso personale, un test del microbioma non dovrebbe essere interpretato come strumento diagnostico. Se sono presenti sintomi persistenti, intensi, in peggioramento o comunque preoccupanti, è opportuno rivolgersi a un professionista sanitario qualificato.

Domande frequenti

Dove si trova il gene 16S rRNA?

Si trova nel genoma di batteri e archei, spesso in un operone che contiene altri geni dell’RNA ribosomiale. La molecola 16S rRNA prodotta dal gene entra nella subunità ribosomiale 30S.

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Come si trova una sequenza 16S rRNA?

Una sequenza pubblicata può essere cercata in banche dati come NCBI, SILVA o RDP usando il nome dell’organismo o un codice di accesso. Una sequenza di campione si ottiene invece da DNA estratto, PCR, sequenziamento e confronto bioinformatico con un database curato.

Che cosa indica il sequenziamento 16S rRNA?

Indica soprattutto la composizione tassonomica stimata del campione, cioè quali batteri o archei sono rilevabili e come si distribuiscono relativamente. Non misura da solo la funzione, la vitalità o una malattia e non sostituisce una valutazione clinica.

Qual è la struttura del 16S rRNA?

È una molecola di RNA di circa 1.500 nucleotidi, con una struttura secondaria formata da steli e anse. Comprende regioni conservate, importanti per la funzione ribosomiale e per il legame dei primer, intervallate da nove regioni variabili chiamate V1–V9.

Il sequenziamento completo identifica sempre la specie?

No. Può migliorare la risoluzione rispetto a una singola regione, ma specie molto affini possono avere sequenze 16S quasi identiche. Anche la qualità della lettura, il database e il metodo di classificazione influenzano il risultato.

In sintesi

Il sequenziamento completo del 16S rRNA analizza quasi tutto un marcatore genetico che combina regioni conservate e variabili. Rispetto a V4 o V3–V4 può offrire più informazioni per la classificazione, ma non risolve ogni distinzione tra specie e non descrive da solo la funzione o la salute del microbioma. Per interpretare correttamente i dati servono un protocollo trasparente, controlli di qualità e un database appropriato.

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