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Sistema digerente: organi, funzioni e segnali da conoscere

Il sistema digerente trasforma gli alimenti, assorbe nutrienti e contribuisce all’eliminazione delle scorie. In questa guida trovi una spiegazione chiara degli organi principali, delle fasi della digestione, dei tempi del transito intestinale e del ruolo del microbioma. Troverai anche indicazioni generali per sostenere la salute intestinale e sapere quando è opportuno chiedere il parere di un professionista sanitario.
What is the study of the gut microbiome

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Il sistema digerente è l’insieme degli organi che trasforma il cibo, assorbe nutrienti e acqua e contribuisce all’eliminazione delle scorie. Comprende il tratto gastrointestinale, dalla bocca all’ano, e alcuni organi accessori, tra cui fegato e pancreas. Capire come funziona può aiutare a interpretare meglio la digestione e a prendersi cura della salute intestinale senza confondere i sintomi comuni con una diagnosi.

Che cos’è il sistema digerente?

La digestione comprende processi meccanici e chimici. La masticazione riduce il cibo in particelle più piccole, mentre acidi, bile ed enzimi lo scompongono in molecole che l’organismo può assorbire. Il tratto gastrointestinale coordina inoltre il movimento del contenuto intestinale e l’eliminazione dei residui.


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Il Test del Microbiota

Nell’intestino crasso vive il microbioma intestinale, una comunità di batteri, virus, funghi e altri microrganismi. Il microbioma interagisce con l’ambiente intestinale e può contribuire alla fermentazione di alcune fibre e alla produzione di metaboliti. La sua composizione varia da persona a persona e non esiste un unico profilo ideale valido per tutti.

Organi e strutture principali

Il sistema digerente non è formato soltanto da sette organi isolati: è una rete di organi e strutture collegate. Tra i principali troviamo:


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  1. Bocca: avvia la digestione attraverso masticazione e saliva, che inizia la scomposizione di alcuni carboidrati.
  2. Faringe ed esofago: guidano il bolo alimentare verso lo stomaco durante la deglutizione e attraverso movimenti coordinati.
  3. Stomaco: rimescola il cibo e lo espone ai succhi gastrici; contribuisce soprattutto alla digestione iniziale delle proteine.
  4. Intestino tenue: completa gran parte della digestione e assorbe molti nutrienti grazie alla sua ampia superficie interna.
  5. Intestino crasso o colon: assorbe acqua ed elettroliti, compatta il materiale residuo e ospita una parte importante del microbioma.
  6. Fegato: produce la bile, che aiuta a emulsionare i grassi, e svolge numerose funzioni metaboliche.
  7. Pancreas: rilascia enzimi digestivi nell’intestino tenue e produce ormoni coinvolti nella regolazione della glicemia.

La digestione coinvolge anche retto e ano, che partecipano all’accumulo e all’eliminazione delle feci, oltre a cistifellea e ghiandole salivari, che aiutano a gestire la bile e la saliva.

Le principali fasi della digestione

  1. Ingestione: il cibo entra nella bocca.
  2. Propulsione: deglutizione e peristalsi spostano il contenuto lungo il tratto gastrointestinale.
  3. Digestione meccanica: masticazione e contrazioni dello stomaco frammentano e rimescolano il cibo.
  4. Digestione chimica: acidi ed enzimi scompongono carboidrati, proteine e grassi.
  5. Assorbimento: nutrienti, acqua ed elettroliti attraversano la parete intestinale e vengono utilizzati o distribuiti dall’organismo.
  6. Fermentazione: nel colon, i microrganismi fermentano parte delle fibre non digerite, producendo tra l’altro acidi grassi a catena corta.
  7. Defecazione: il corpo elimina il materiale non assorbito sotto forma di feci.

Quanto dura la digestione?

Non esiste un tempo identico per tutti. Il passaggio del cibo attraverso lo stomaco può richiedere in media alcune ore; il transito nell’intestino tenue richiede generalmente altre ore, mentre nel colon il materiale può permanere più a lungo. Nel complesso, il passaggio dalla bocca all’eliminazione può durare circa 24-72 ore, con ampie variazioni individuali.

Tipo e quantità degli alimenti, contenuto di fibre, idratazione, attività fisica, stress e motilità intestinale possono influire sui tempi. È utile distinguere la digestione, cioè la scomposizione e l’assorbimento degli alimenti, dal transito intestinale, che comprende anche lo spostamento dei residui fino all’eliminazione.

Segnali digestivi da osservare

Disturbi occasionali come gonfiore o variazioni dell’alvo possono dipendere da alimentazione, stress, cambiamenti di routine o infezioni transitorie. Se sono persistenti o ricorrenti, meritano una valutazione professionale. Tra i segnali più comuni ci sono:

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  • Gonfiore e gas: possono essere associati a specifici alimenti, fermentazione, abitudini alimentari o altre condizioni.
  • Stitichezza o diarrea: possono essere influenzate da fibre, liquidi, farmaci, stress, infezioni o problemi gastrointestinali.
  • Dolore o crampi addominali: hanno molte possibili cause e non consentono da soli di identificare una condizione.
  • Reflusso e bruciore: possono comparire quando il contenuto dello stomaco risale verso l’esofago.

Rivolgiti a un medico se i sintomi persistono, peggiorano o interferiscono con la vita quotidiana. Un parere tempestivo è particolarmente importante in presenza di sangue nelle feci o nel vomito, dolore intenso, febbre persistente, vomito continuo, difficoltà a deglutire, disidratazione o perdita di peso non intenzionale.

Il ruolo del microbioma intestinale

Il microbioma intestinale collabora con il sistema digerente, soprattutto nel colon, dove alcuni microrganismi utilizzano fibre che gli enzimi umani non riescono a digerire completamente. Questo processo produce metaboliti, tra cui acidi grassi a catena corta, che possono contribuire al normale funzionamento dell’ambiente intestinale.

  • Fermentazione delle fibre: trasforma parte dei carboidrati non digeribili in metaboliti.
  • Interazione con la barriera intestinale: i microrganismi e i loro prodotti interagiscono con la mucosa e con l’ambiente intestinale.
  • Interazione con il sistema immunitario: il microbioma comunica con i tessuti immunitari intestinali, senza sostituire le difese dell’organismo.
  • Produzione di alcune sostanze: determinati microrganismi possono contribuire alla disponibilità di vitamina K e di alcune vitamine del gruppo B, ma il contributo varia.

Il microbioma è solo uno dei fattori che influenzano la digestione. Un test del microbioma, come il test del microbioma intestinale di InnerBuddies, può descrivere alcuni aspetti della composizione microbica, ma non sostituisce una valutazione clinica e non dovrebbe essere usato da solo per diagnosticare o trattare disturbi.


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Come sostenere la salute digestiva

Per la maggior parte degli adulti, alcune abitudini generali possono contribuire al benessere digestivo:

  • Varia la dieta: includi gradualmente verdura, frutta, legumi, frutta secca e cereali integrali, adattando le quantità alla tua tolleranza.
  • Bevi a sufficienza: un’adeguata idratazione contribuisce alla normale consistenza delle feci.
  • Aumenta le fibre gradualmente: un incremento improvviso può accentuare il gas o il gonfiore in alcune persone.
  • Muoviti con regolarità: l’attività fisica può favorire la motilità intestinale.
  • Mangia con calma: masticare bene e rispettare pasti regolari può facilitare la gestione della digestione.
  • Considera gli alimenti fermentati con equilibrio: yogurt, kefir e altri prodotti possono rientrare in una dieta varia, ma non sono adatti a tutti e non costituiscono una cura.
  • Gestisci lo stress: il collegamento tra cervello e intestino può influenzare la percezione dei sintomi e la motilità.

Se sospetti un’intolleranza o noti che un alimento provoca sintomi ripetuti, evita di eliminare interi gruppi alimentari senza il supporto di un medico o di un dietista. Anche probiotici e integratori non sono automaticamente necessari: la loro utilità dipende dal prodotto, dalla persona e dal contesto.

Domande frequenti

Quali sono i sette organi principali del sistema digerente?

In una classificazione semplificata si citano bocca, faringe ed esofago, stomaco, intestino tenue, intestino crasso, fegato e pancreas. In realtà partecipano anche altre strutture, come cistifellea, retto, ano e ghiandole salivari.

Quali sono le fasi della digestione?

Le fasi principali sono ingestione, propulsione, digestione meccanica, digestione chimica, assorbimento, fermentazione nel colon e defecazione.

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Quanto tempo serve per digerire completamente il cibo?

Il transito completo può richiedere indicativamente 24-72 ore, ma il tempo cambia in base all’alimento, alla motilità intestinale e alle caratteristiche individuali.

Quali segnali possono indicare un problema digestivo?

Gonfiore persistente, gas, cambiamenti ricorrenti dell’alvo, dolore addominale e reflusso sono segnali comuni, ma non indicano una causa specifica. Se persistono o si associano a sintomi d’allarme, è consigliabile consultare un professionista sanitario.

In sintesi

Il sistema digerente scompone gli alimenti, assorbe ciò che l’organismo può utilizzare e elimina i residui. Il microbioma intestinale partecipa soprattutto alla fermentazione delle fibre e interagisce con l’ambiente intestinale. Un’alimentazione varia, un’idratazione adeguata, il movimento e l’attenzione ai sintomi possono sostenere il benessere digestivo; per disturbi persistenti o preoccupanti è importante chiedere una valutazione qualificata.

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