Le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) comprendono principalmente il morbo di Crohn e la colite ulcerosa. Il microbioma intestinale è oggetto di ricerca e alcune sue caratteristiche sono associate alle MICI, ma non è dimostrato che ne sia la causa in ogni caso né può essere usato da solo per diagnosticarle. Il rapporto può essere bidirezionale: l’infiammazione e i trattamenti possono influenzare il microbioma, e alcune caratteristiche microbiche possono essere associate alla malattia. La gestione clinica resta affidata al team sanitario.
Che cosa sono le MICI: morbo di Crohn e colite ulcerosa
Le MICI sono condizioni infiammatorie croniche che interessano l’apparato digerente. Il morbo di Crohn può coinvolgere diverse sedi del tubo digerente, mentre la colite ulcerosa interessa il colon e il retto. Sono condizioni diverse dalla sindrome dell’intestino irritabile: i sintomi digestivi, da soli, non permettono di distinguerle o formulare una diagnosi. Le MICI sono multifattoriali e non si spiegano con una sola causa.
- Morbo di Crohn: può interessare diverse parti del tubo digerente.
- Colite ulcerosa: interessa il colon e il retto.
- Entrambe richiedono una valutazione clinica; i sintomi non bastano per formulare una diagnosi.
Qual è il legame tra microbioma intestinale e MICI
Il microbioma intestinale è la comunità di microrganismi e dei relativi elementi biologici presenti nell’intestino: non comprende soltanto batteri. Nelle MICI la ricerca studia, tra l’altro, la composizione e la diversità di questa comunità, i metaboliti microbici e le interazioni tra microbioma, rivestimento intestinale e sistema immunitario. I risultati possono variare tra persone e studi; non indicano una spiegazione unica valida per tutti.
Disbiosi e interazione con la risposta immunitaria
Con disbiosi si descrivono cambiamenti nella comunità microbica. Il termine non indica una diagnosi autonoma e non dimostra che tali cambiamenti causino una MICI. Le variazioni osservate e il modo in cui microbioma, barriera intestinale e sistema immunitario interagiscono sono oggetto di ricerca: un’associazione o un’ipotesi biologica non equivalgono a una causalità dimostrata.
Perché il rapporto può essere bidirezionale
Infiammazione, dieta, farmaci e altri fattori possono modificare l’ambiente intestinale e il microbioma. Perciò una differenza rilevata in un test non dimostra, da sola, che abbia avviato o mantenga la malattia. Né il Crohn né la colite ulcerosa sono necessariamente associati a un unico profilo microbico condiviso da tutte le persone.
Sintomi delle MICI e importanza della valutazione clinica
Tra i sintomi che possono presentarsi ci sono diarrea persistente, dolore addominale, urgenza intestinale e sangue nelle feci. Anche stanchezza o disturbi al di fuori dell’intestino possono verificarsi, ma non sono specifici delle MICI. Sintomi e attività dell’infiammazione non sempre coincidono; la valutazione considera il quadro clinico e gli accertamenti scelti dal professionista.
- Diarrea persistente o cambiamenti intestinali che non si risolvono.
- Dolore addominale o urgenza di evacuare.
- Sangue nelle feci.
- Stanchezza o altri disturbi da riferire al professionista insieme ai sintomi intestinali.
Sintomi nuovi, persistenti, intensi o preoccupanti meritano un confronto con un professionista sanitario. Non è possibile stabilire la causa basandosi soltanto sui sintomi.
Alimentazione e microbioma: indicazioni senza una dieta universale
L’alimentazione può influenzare il microbioma, ma non esiste una dieta universale che curi le MICI o sia adatta a ogni persona. Le esigenze possono essere diverse durante una riacutizzazione e in remissione e dipendono dalla condizione clinica, dai sintomi e dalle indicazioni del team curante. Fibre, alimenti fermentati, prebiotici e probiotici non sono necessariamente indicati per tutti.
- Concordare le modifiche alimentari con il professionista che segue la MICI.
- Considerare la tolleranza individuale e la fase della malattia, senza eliminare intere categorie di alimenti senza indicazione.
- Chiedere supporto nutrizionale se la dieta diventa molto restrittiva o difficile da mantenere.
Vivere con una MICI: gestione quotidiana e supporto
Un dialogo continuativo con il gastroenterologo e gli altri professionisti sanitari può aiutare a discutere i cambiamenti dei sintomi e a seguire il piano concordato. Annotare sintomi, alimentazione e fattori della vita quotidiana può essere utile per preparare questi confronti, ma non è un metodo diagnostico.
- Preparare domande e annotazioni per gli appuntamenti clinici.
- Chiedere un supporto nutrizionale o psicologico quando utile.
- Valutare il sostegno di familiari, persone fidate o gruppi dedicati.
Una MICI può incidere sull’energia, sulla routine e sul benessere emotivo. Il sostegno di persone fidate e, quando utile, di gruppi dedicati può essere una risorsa. Non modificare o interrompere i farmaci prescritti sulla base dei sintomi, della dieta o dei risultati di un test del microbioma.
Test del microbioma: che cosa possono indicare e quali sono i limiti
I test commerciali del microbioma forniscono informazioni legate alla metodologia e al campione analizzato, ma non stabiliscono da soli la presenza del morbo di Crohn o della colite ulcerosa. Non è dimostrato che identifichino la causa di una MICI, prevedano con affidabilità una riacutizzazione o forniscano una terapia personalizzata validata. Non sostituiscono gli accertamenti clinici e il parere del team sanitario.
Per conoscere una risorsa commerciale, puoi consultare il test del microbioma intestinale. Il test non è uno strumento per diagnosticare, gestire o trattare le MICI; eventuali risultati vanno interpretati con un professionista sanitario.