Intestini: cosa sono, funzioni, dolore e come sostenerli
Gli intestini sono la parte dell'apparato digerente compresa tra lo stomaco e l'ano. Si dividono in intestino tenue e intestino crasso: insieme completano la digestione, assorbono nutrienti, acqua e alcuni sali minerali e trasformano i residui in feci. Capire come sono fatti aiuta a interpretare meglio alcuni disturbi, senza però permettere di formulare una diagnosi basandosi soltanto sui sintomi.
Cosa sono e come si chiamano gli intestini?
Nel linguaggio comune si parla di intestini al plurale, ma si tratta di un unico lungo organo formato da diverse sezioni. Le due parti principali sono:
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- Intestino tenue: è lungo circa 6-7 metri e comprende duodeno, digiuno e ileo. Qui avvengono gran parte della digestione e dell'assorbimento dei nutrienti.
- Intestino crasso: è lungo circa 1,5 metri e comprende cieco, colon e retto. Riassorbe acqua ed elettroliti, ospita una parte importante del microbiota intestinale e contribuisce alla formazione e all'eliminazione delle feci.
Anatomia e funzioni dell'intestino tenue
L'intestino tenue riceve il contenuto parzialmente digerito proveniente dallo stomaco. La sua mucosa presenta pieghe e strutture che aumentano la superficie disponibile per l'assorbimento.
- Duodeno: riceve il chimo gastrico e lo mescola con la bile e i succhi pancreatici, favorendo la digestione.
- Digiuno: assorbe una parte rilevante di carboidrati, proteine, grassi, vitamine e minerali già digeriti.
- Ileo: completa l'assorbimento e trasferisce il contenuto al cieco attraverso la valvola ileocecale. Tra le sostanze assorbite ci sono la vitamina B12, legata a specifici meccanismi digestivi, e i sali biliari.
Anatomia e funzioni dell'intestino crasso
L'intestino crasso riceve ciò che non è stato assorbito nel tenue. I suoi movimenti e il microbiota contribuiscono alla trasformazione del contenuto intestinale, mentre il riassorbimento di acqua lo rende progressivamente più consistente.
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- Cieco: è la prima porzione e comunica con l'ileo; all'area è collegata l'appendice.
- Colon: comprende colon ascendente, trasverso, discendente e sigmoideo.
- Retto: è la parte finale, dove le feci vengono temporaneamente raccolte prima dell'evacuazione.
Dove fa male quando l'intestino è infiammato?
Il dolore addominale può comparire in zone diverse e la sua posizione, da sola, non indica con certezza quale organo sia coinvolto. Crampi, gonfiore e cambiamenti dell'alvo possono dipendere da molte condizioni, anche non infiammatorie.
- Parte centrale o inferiore dell'addome: può accompagnare distensione, gas o alterazioni del transito.
- Lato destro: può essere percepito nell'area del cieco o del colon ascendente, ma anche in organi che non appartengono all'intestino.
- Lato sinistro e basso ventre: possono comparire fastidio o crampi nell'area del colon discendente e sigmoideo.
Un dolore intenso o improvviso, febbre, vomito persistente, sangue nelle feci, addome molto gonfio, disidratazione o perdita di peso non intenzionale richiedono un parere medico tempestivo. Se i sintomi persistono, peggiorano o si ripetono, è consigliabile parlarne con un professionista sanitario.
Disturbi intestinali comuni
- Sindrome dell'intestino irritabile: può associarsi a dolore addominale ricorrente, gonfiore, stitichezza, diarrea o alternanza tra questi sintomi. La valutazione spetta al medico.
- Malattie infiammatorie croniche intestinali: comprendono, tra le altre, morbo di Crohn e colite ulcerosa e richiedono diagnosi e gestione specialistica.
- Alterazioni del microbiota: il termine disbiosi viene usato per descrivere cambiamenti nella comunità di microrganismi intestinali, ma non è una diagnosi sufficiente a spiegare ogni disturbo.
- Intolleranze e malattie correlate agli alimenti: lattosio, celiachia e altre condizioni possono causare sintomi digestivi e vanno valutate in modo appropriato, senza eliminazioni alimentari arbitrarie.
Come sostenere il benessere intestinale
Seguire un'alimentazione varia
Frutta, verdura, legumi, frutta secca e cereali integrali forniscono fibre e altri nutrienti. Aumentare le fibre gradualmente e bere a sufficienza può favorire la regolarità, ma la quantità più adatta dipende dalla tolleranza individuale e dalle condizioni di salute. In presenza di sintomi importanti, chiedi consiglio a un professionista.
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Durante alcuni episodi di diarrea, le fibre solubili, presenti per esempio in avena, banana e alcuni alimenti ricchi di pectina, possono essere meglio tollerate delle fibre più ruvide. Non sono una cura e non sostituiscono la reidratazione. Se la diarrea è intensa, dura più giorni, contiene sangue o si accompagna a febbre o segni di disidratazione, contatta un medico.
Curare idratazione, sonno e movimento
Bere regolarmente, dormire bene e svolgere attività fisica compatibile con le proprie condizioni può sostenere il normale funzionamento dell'apparato digerente. Lo stress può influenzare motilità e percezione dei sintomi; tecniche di respirazione e pause di rilassamento possono essere utili come supporto generale.
Limitare gli eccessi e usare i farmaci con criterio
Alcol in eccesso e un'alimentazione basata soprattutto su prodotti ultra-processati possono rendere più difficile seguire una dieta equilibrata. Gli antibiotici devono essere assunti solo quando prescritti: non interrompere o modificare una terapia senza parlare con il medico.
Conoscere il microbiota con prudenza
Un test del microbioma intestinale può offrire informazioni sulla composizione dei microrganismi rilevati nel campione. I risultati non costituiscono una diagnosi e vanno interpretati con cautela, soprattutto in presenza di sintomi o patologie. Non sostituiscono esami clinici, una visita o le indicazioni del professionista sanitario.
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Cosa bere al mattino per pulire l'intestino?
Non esiste una bevanda che pulisca o disintossichi l'intestino in modo speciale: l'organismo elimina naturalmente i residui attraverso il normale transito. Al mattino puoi bere acqua, anche tiepida, o una tisana non zuccherata se la tolleri. Evita lassativi, drenanti o integratori usati per fare una pulizia intestinale senza il parere di un professionista.
Domande frequenti
Quali sono le parti dell'intestino tenue?
Sono duodeno, digiuno e ileo. Il duodeno riceve bile e succhi pancreatici, il digiuno assorbe molti nutrienti e l'ileo completa l'assorbimento prima del passaggio al crasso.
Quali sono le parti dell'intestino crasso?
Sono cieco, colon e retto. Il colon si suddivide in ascendente, trasverso, discendente e sigmoideo.
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Gli intestini comprendono intestino tenue e intestino crasso. Il tenue è principalmente coinvolto nella digestione e nell'assorbimento, mentre il crasso riassorbe acqua e contribuisce alla formazione delle feci.
Quando rivolgersi a un medico per un disturbo intestinale?
È opportuno chiedere assistenza per dolore forte o persistente, sangue nelle feci, febbre, vomito continuo, diarrea prolungata, disidratazione, perdita di peso involontaria o un cambiamento dell'alvo che non migliora.
Le informazioni hanno finalità educative e non sostituiscono una diagnosi o una terapia. Per sintomi persistenti, gravi o preoccupanti, consulta un medico o un altro professionista sanitario qualificato.