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Miglior test per il microbiota intestinale: guida alla scelta

Il miglior test per il microbiota intestinale dipende dall’obiettivo: una panoramica generale, un’analisi più dettagliata o un approfondimento della funzione microbica. In questa guida confrontiamo sequenziamento 16S, metagenomica shotgun e altri metodi, spieghiamo come raccogliere il campione e quali sono i costi indicativi. Troverai anche informazioni sulla disbiosi, sui sintomi e sull’importanza di interpretare il referto con un professionista.
What is the best test for the microbiome

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Il miglior test per il microbiota intestinale non è uguale per tutti: dipende da ciò che vuoi conoscere e dal livello di dettaglio necessario. I test più comuni analizzano un campione di feci attraverso il sequenziamento del DNA, ma non tutti offrono lo stesso tipo di informazioni. In questa guida confrontiamo le principali metodiche, spieghiamo come si raccoglie il campione, quali sono i costi indicativi e come leggere i risultati senza considerarli una diagnosi.

Qual è il miglior test per il microbiota intestinale?

Per una panoramica generale della composizione batterica, il sequenziamento del gene 16S rRNA può essere una scelta pratica e generalmente più accessibile. Se invece serve una caratterizzazione più approfondita delle specie e dei geni presenti, il sequenziamento metagenomico shotgun può fornire maggiori dettagli, con costi spesso più elevati.

Nessun test, da solo, stabilisce se una persona è in buona salute o diagnostica una malattia. Il microbiota varia nel tempo e il risultato rappresenta soprattutto una fotografia del campione raccolto. Per scegliere in modo consapevole, considera:


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Il Test del Microbiota
  • Obiettivo dell’analisi: composizione microbica, specie presenti o funzioni potenziali.
  • Metodo utilizzato: verifica se il test impiega 16S, metagenomica shotgun o altre analisi.
  • Qualità del laboratorio: controlla informazioni su protocolli, controlli di qualità e gestione del campione.
  • Chiarezza del referto: preferisci spiegazioni comprensibili e indicazioni che non presentino il risultato come una diagnosi.
  • Supporto all’interpretazione: valuta se è disponibile il confronto con un professionista qualificato.

Confronto tra i principali test del microbiota

Sequenziamento del gene 16S rRNA

Il sequenziamento 16S analizza una regione del DNA batterico e permette di stimare quali gruppi batterici sono presenti nel campione, spesso a livello di genere e talvolta di specie. È comune nei test commerciali e può offrire una panoramica della diversità microbica. La risoluzione e l’accuratezza dipendono dalla regione analizzata, dal database di riferimento e dal protocollo del laboratorio.

Sequenziamento metagenomico shotgun

La metagenomica shotgun analizza il DNA presente nel campione in modo più ampio, includendo materiale genetico di diversi microrganismi. Può fornire informazioni più dettagliate sulla composizione e sui geni associati a determinate funzioni, ma l’interpretazione è più complessa e il prezzo può essere maggiore.

Analisi metabolomica

La metabolomica misura alcune molecole prodotte o trasformate dai microrganismi, come gli acidi grassi a catena corta. Non indica direttamente quali microbi siano presenti, ma può aggiungere informazioni sulla loro attività potenziale. Va considerata come un complemento e non come un sostituto automatico del sequenziamento.


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Metodi basati sulla coltura

Le colture possono essere utili per cercare specifici microrganismi in contesti clinici, ma non rappresentano l’intera comunità intestinale: molti microrganismi sono difficili da coltivare nelle condizioni di laboratorio. Un test del microbiota basato sul DNA ha quindi un obiettivo diverso rispetto a un esame microbiologico richiesto per cercare un patogeno specifico.

Come si fa l’esame del microbiota intestinale?

Nella maggior parte dei casi si tratta di una raccolta non invasiva di un campione di feci a domicilio. Le istruzioni possono variare in base al kit e al laboratorio, quindi è importante seguire quelle ricevute.

  1. Ricevi il kit: di solito contiene istruzioni, dispositivo di raccolta, provetta e materiali per la spedizione.
  2. Prepara la raccolta: evita di contaminare il campione con acqua del WC, detergenti o urine. Non modificare farmaci o terapie senza aver parlato con il medico.
  3. Raccogli il campione: usa esclusivamente lo strumento fornito e inserisci la quantità indicata nella provetta.
  4. Conserva e spedisci: chiudi bene la provetta e segui le istruzioni sulla temperatura e sui tempi di invio. Non congelare il campione se il kit non lo prevede.
  5. Attendi il referto: i tempi dipendono dalla metodica e dal laboratorio; per analisi più complesse possono essere necessarie diverse settimane.

Antibiotici, alcuni farmaci, cambiamenti importanti nella dieta e infezioni recenti possono influenzare il profilo rilevato. Non sospendere mai una terapia per eseguire il test: chiedi al laboratorio o al professionista che ti segue se il momento scelto è adatto e annota le informazioni richieste nel questionario.

Chi può prescrivere o interpretare il test?

Molti kit per il microbiota sono acquistabili direttamente, senza prescrizione. Tuttavia, l’interpretazione è più utile se inserita nel contesto di sintomi, alimentazione, stile di vita, storia clinica ed eventuali esami convenzionali.

  • Medico di medicina generale: può valutare i sintomi e indicare se sono necessari approfondimenti.
  • Gastroenterologo: può inquadrare disturbi digestivi persistenti e decidere quali esami clinici siano appropriati.
  • Dietista o biologo nutrizionista: può aiutare a valutare l’alimentazione e a introdurre cambiamenti graduali e adeguati.

Un test del microbiota non dovrebbe sostituire una valutazione medica, soprattutto in presenza di sintomi nuovi, intensi, persistenti o in peggioramento.

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Quanto costa un test per il microbiota intestinale?

I prezzi sono indicativi e cambiano in base al laboratorio, alla tecnologia e ai servizi inclusi.

  • Analisi basate sul 16S rRNA: spesso circa 100–250 euro.
  • Analisi metagenomiche shotgun: spesso circa 300–500 euro o più.

Il prezzo può includere soltanto il referto oppure anche analisi aggiuntive, supporto all’interpretazione, marcatori diversi dal microbiota o una consulenza. Prima dell’acquisto, verifica la metodica, il tipo di campione, i tempi, la gestione dei dati e ciò che viene effettivamente consegnato.

Disbiosi intestinale: come capirla?

Il termine disbiosi indica un’alterazione dell’equilibrio o della composizione del microbiota, ma non è una diagnosi unica con criteri identici in ogni situazione. Gonfiore, gas, cambiamenti dell’alvo, dolore addominale e irregolarità possono avere molte cause e non dimostrano da soli la presenza di disbiosi.

Un test commerciale del microbiota può descrivere alcuni microrganismi presenti nel campione, ma non può confermare o escludere da solo una causa dei sintomi. Se i disturbi persistono, è preferibile parlarne con il medico, che potrà valutare anamnesi, visita ed eventuali esami appropriati.

Come sono le feci in caso di disbiosi?

Non esiste un aspetto delle feci specifico e affidabile che permetta di riconoscere la disbiosi. Consistenza, colore e frequenza possono cambiare per alimentazione, idratazione, farmaci, infezioni, stress e numerose altre condizioni. Sangue nelle feci, feci nere non spiegate, febbre, dolore intenso, vomito persistente, disidratazione o perdita di peso non intenzionale richiedono un contatto tempestivo con un professionista sanitario.


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Cosa non mangiare in caso di disbiosi?

Non esiste una lista universale di alimenti da eliminare e non è consigliabile iniziare diete molto restrittive basandosi soltanto su un referto del microbiota. In alcune persone determinati alimenti possono peggiorare temporaneamente gonfiore o altri disturbi, mentre in altre sono ben tollerati.

Può essere utile annotare per un periodo limitato alimenti, sintomi e abitudini, poi discutere il quadro con un professionista. In generale, evita eliminazioni prolungate senza supervisione, aumenta le fibre gradualmente se sono tollerate e mantieni un’alimentazione varia. Se hai una condizione diagnosticata, allergie o intolleranze, segui il piano concordato con il team sanitario.

Come si risolve la disbiosi intestinale?

Non esiste un trattamento unico per la disbiosi e la parola risolvere può essere fuorviante senza conoscere la causa dei sintomi. Il percorso può includere la valutazione di farmaci, alimentazione, transito intestinale, infezioni o altre condizioni, sempre con il supporto di un professionista. Non interrompere terapie prescritte e non usare probiotici o integratori come sostituti della valutazione medica: la loro utilità può dipendere dalla situazione individuale e dal prodotto.

Per approfondire il funzionamento del microbiota e valutare un kit di analisi, puoi consultare il test del microbioma di InnerBuddies. Il risultato va considerato come una fonte informativa da integrare con una valutazione generale del benessere digestivo, non come una diagnosi.

Domande frequenti

Qual è il miglior esame per il microbiota intestinale?

Dipende dall’obiettivo. Il 16S può essere sufficiente per una panoramica generale, mentre la metagenomica shotgun offre in genere un’analisi più ampia e dettagliata. La qualità del laboratorio e la chiarezza del report sono importanti quanto la tecnologia.

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Come si fa l’esame del microbiota intestinale?

Si raccoglie un piccolo campione di feci a casa con il kit fornito, lo si inserisce nella provetta e lo si spedisce seguendo le istruzioni. Preparazione, conservazione e tempi variano tra laboratori.

Chi prescrive l’esame del microbiota intestinale?

Molti test possono essere acquistati senza prescrizione. Il medico di base, il gastroenterologo o un professionista della nutrizione possono aiutare a capire se il test è appropriato e come contestualizzare il risultato.

Come capire se si ha la disbiosi intestinale?

Sintomi come gonfiore o irregolarità non bastano per riconoscerla. La valutazione deve considerare la storia della persona, i sintomi e, quando indicato, esami scelti da un professionista. Un test del microbiota non è sufficiente da solo per formulare una diagnosi.

Cosa non mangiare in caso di disbiosi intestinale?

Non esiste un elenco valido per tutti. Evita diete di eliminazione fai da te e valuta la tolleranza individuale con il supporto di un professionista, mantenendo se possibile un’alimentazione varia.

Come sono le feci con la disbiosi intestinale?

Non hanno un aspetto caratteristico che permetta di identificare la disbiosi. Cambiamenti persistenti o segnali d’allarme devono essere discussi con un medico.

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