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Punteggio di diversità del microbioma: guida pratica

Il punteggio di diversità del microbioma riassume alcuni aspetti della varietà dei microrganismi presenti in un campione, ma non è una diagnosi né un giudizio completo sulla salute intestinale. Questa guida spiega diversità alfa e beta, ricchezza, uniformità, indice di Shannon, normalizzazione e percentili dei test commerciali. Troverai anche indicazioni prudenti per leggere il referto e sostenere il microbioma con abitudini alimentari equilibrate.
microbiome diversity score

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Che cos’è il punteggio di diversità del microbioma?

Il punteggio di diversità del microbioma è un valore calcolato a partire dall’analisi di un campione, spesso un campione fecale. Cerca di descrivere quanto è varia la comunità microbica osservata, considerando soprattutto due aspetti: la ricchezza, cioè il numero di microrganismi o caratteristiche rilevate, e l’uniformità, cioè quanto sono equilibrate le loro abbondanze relative.

Non esiste un punteggio universale valido per tutti. Il risultato dipende dal metodo di laboratorio, dalla profondità di sequenziamento, dal modo in cui i dati sono normalizzati e dal gruppo di riferimento usato per il confronto. Per questo, un valore alto o basso non può da solo stabilire se una persona è sana o se ha una malattia.

In pratica, il punteggio può offrire un’indicazione descrittiva del campione, ma va letto insieme alla composizione microbica, ai dati clinici, all’alimentazione, ai farmaci e agli eventuali sintomi. Un test del microbioma non sostituisce la valutazione di un professionista sanitario.


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Perché la diversità microbica può essere rilevante?

La diversità descrive una dimensione dell’ecosistema intestinale. In molti studi, una minore diversità è stata osservata in associazione con alcune condizioni di salute, ma queste associazioni non dimostrano che il punteggio causi o predica una specifica malattia. Inoltre, persone in buona salute possono avere valori diversi tra loro e la relazione tra diversità e salute non è sempre lineare.

Il significato dipende da quali microrganismi sono presenti, dalle loro possibili funzioni, dalle interazioni nella comunità e dalle caratteristiche individuali. La cosiddetta disbiosi non ha una definizione unica applicabile a ogni persona e non può essere identificata da un solo indice.

Diversità alfa e diversità beta: qual è la differenza?

La distinzione più importante è semplice:


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  • Diversità alfa: misura la varietà all’interno di un singolo campione. Risponde alla domanda: quanti tipi di microrganismi sono stati rilevati e quanto sono distribuiti uniformemente?
  • Diversità beta: confronta la composizione di due o più campioni. Risponde alla domanda: quanto sono simili o diverse queste comunità microbiche?

Un esempio: la diversità alfa descrive i libri presenti in una singola biblioteca; la diversità beta confronta la collezione di quella biblioteca con quella di un’altra. I test commerciali riportano spesso indici di diversità alfa, mentre la diversità beta è comune soprattutto negli studi che confrontano gruppi o momenti diversi.

Che cosa misura la diversità alfa negli studi sul microbioma?

La diversità alfa misura la varietà interna a un campione. Può includere il numero di caratteristiche osservate, l’equilibrio delle abbondanze e la distanza evolutiva tra i microrganismi. Non misura direttamente la presenza o l’assenza di una malattia, né descrive da sola le funzioni svolte dalla comunità.

Come si calcola la diversità alfa?

Il calcolo dipende dall’indice scelto. Le caratteristiche osservate sono un conteggio delle unità rilevate, mentre l’indice di Shannon considera sia la ricchezza sia l’uniformità. In forma semplificata, l’indice di Shannon si esprime come H = -Σ pᵢ ln(pᵢ), dove pᵢ è l’abbondanza relativa di ciascuna caratteristica. Il risultato cambia se cambiano il metodo di sequenziamento, la profondità dei dati e la procedura di normalizzazione.

Principali indici di diversità alfa

IndiceChe cosa descriveCome leggerlo
Caratteristiche osservateConta le unità microbiche rilevate, come ASV o gruppi tassonomici.Un valore maggiore indica più caratteristiche rilevate, ma è sensibile alla profondità di sequenziamento.
Indice di ShannonCombina ricchezza e uniformità con una misura basata sull’entropia.Un valore maggiore riflette, in quel campione e con quel metodo, più varietà e una distribuzione meno dominata da poche caratteristiche.
Diversità filogenetica di FaithConsidera la distanza evolutiva tra i microrganismi rilevati.Può aumentare quando il campione rappresenta rami evolutivi più diversi, anche senza un grande aumento del numero di caratteristiche.
Uniformità di PielouDescrive quanto le abbondanze sono distribuite in modo equilibrato.È spesso espressa su una scala da 0 a 1; valori più alti indicano una distribuzione più uniforme nel campione analizzato.

Che cosa significa l’indice di Shannon?

L’indice di Shannon riunisce ricchezza e uniformità in un unico valore. Non ha una soglia universale che separi un microbioma sano da uno non sano. Il suo significato dipende dalla piattaforma usata, dal tipo di campione, dall’algoritmo e dal riferimento del laboratorio.

È generalmente più utile confrontare risultati ottenuti con lo stesso metodo e interpretare eventuali cambiamenti insieme al contesto personale. Un singolo valore non dovrebbe spingere a modificare farmaci, seguire diete restrittive o assumere integratori senza il parere di un professionista.

Che cos’è la diversità beta in parole semplici?

La diversità beta indica quanto differiscono due comunità microbiche. Un valore di distanza basso significa che i campioni hanno una composizione più simile secondo il metodo scelto; un valore alto indica una differenza maggiore. Non è una classifica di salute e non significa automaticamente che uno dei due campioni sia migliore.

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Tra le misure utilizzate ci sono la distanza di Bray-Curtis, basata sulle abbondanze condivise, e la distanza UniFrac, che considera anche le relazioni evolutive. Nei lavori di ricerca, i risultati possono essere rappresentati con un grafico PCoA: punti vicini indicano campioni più simili secondo quella misura e quei dati.

Perché la profondità di sequenziamento e la normalizzazione contano?

Un campione con più sequenze può rendere più probabile il rilevamento di microrganismi rari. Di conseguenza, il numero di caratteristiche osservate e alcuni indici possono cambiare anche per motivi tecnici, non solo biologici.

I laboratori possono applicare procedure diverse per rendere confrontabili i campioni. La rarefazione seleziona casualmente lo stesso numero di sequenze per ogni campione; altre procedure usano fattori di scala o trasformazioni statistiche. Ogni approccio presenta vantaggi e limiti. Prima di confrontare due referti, verifica se provengono dallo stesso laboratorio e se descrivono metodo, profondità minima e normalizzazione.

Come interpretare il punteggio di un test commerciale

Un test può presentare un valore assoluto, un indice come Shannon oppure un percentile. Un percentile indica la posizione del risultato rispetto al database interno del laboratorio: non dice automaticamente se il microbioma è sano e non equivale a una soglia clinica.

  • Controlla il riferimento: età, area geografica, alimentazione e caratteristiche del gruppo possono influenzare il confronto.
  • Leggi il metodo: cerca informazioni su sequenziamento, unità analizzate, profondità e normalizzazione.
  • Non confrontare dati incompatibili: risultati ottenuti con laboratori o pipeline diversi possono non essere direttamente comparabili.
  • Considera il quadro completo: composizione microbica, sintomi, anamnesi, alimentazione e farmaci sono elementi distinti dal punteggio.
  • Usa prudenza nei cambiamenti: un risultato isolato non dimostra una causa e non giustifica da solo una terapia o una dieta restrittiva.

Se hai sintomi persistenti, intensi o in peggioramento, oppure dubbi su un referto, parlane con il medico o con un altro professionista sanitario qualificato.


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Un punteggio più alto è sempre migliore?

No. Una maggiore diversità può essere un’informazione interessante, ma non è un obiettivo valido in modo identico per ogni persona. Conta anche la composizione della comunità, la qualità dei dati e il contesto individuale. Un indice elevato non esclude la presenza di microrganismi potenzialmente problematici e un indice più basso non costituisce da solo una diagnosi.

Allo stesso modo, una variazione rapida dopo un cambiamento alimentare o l’assunzione di antibiotici può riflettere sia modifiche reali sia differenze tecniche o temporanee. Per interpretare una tendenza servono misurazioni comparabili e una valutazione complessiva.

Abitudini generali per sostenere il microbioma

Non esiste una strategia garantita per aumentare il punteggio di diversità, e non è necessario inseguire un numero perfetto. In assenza di controindicazioni personali, possono essere utili abitudini alimentari varie e sostenibili:

  1. Varia gli alimenti vegetali: alterna verdura, frutta, legumi, cereali integrali, frutta secca, semi ed erbe aromatiche, aumentando le fibre gradualmente e secondo la tolleranza.
  2. Preferisci una dieta equilibrata: limita gli schemi molto restrittivi prolungati, salvo indicazione e supervisione di un professionista.
  3. Valuta gli alimenti fermentati: yogurt, kefir e altri alimenti fermentati possono rientrare in un’alimentazione varia, ma la tolleranza e gli effetti individuali differiscono.
  4. Usa gli antibiotici solo quando prescritti: non interrompere mai una terapia prescritta senza parlare con il medico.
  5. Procedi gradualmente: aumenti rapidi delle fibre possono causare gonfiore o disagio in alcune persone.

Un test completo del microbioma può fornire dati descrittivi sul campione, ma i risultati vanno interpretati con cautela e non sostituiscono esami o consulenze mediche.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra diversità alfa e beta?

La diversità alfa riguarda la varietà dentro un singolo campione; la diversità beta confronta la composizione di campioni diversi.

Come si calcola la diversità alfa?

Si calcola applicando un indice ai dati ottenuti dal sequenziamento. Gli indici possono contare le caratteristiche osservate oppure combinare ricchezza e uniformità, come fa Shannon.

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Che cosa misura la diversità alfa negli studi sul microbioma?

Misura la varietà interna di un campione, includendo una o più dimensioni come ricchezza, uniformità e diversità filogenetica.

Che cos’è la diversità beta in termini semplici?

È un modo per descrivere quanto due comunità microbiche sono simili o diverse. Il risultato dipende dalla misura usata e non rappresenta da solo un giudizio clinico.

Qual è un punteggio di diversità normale?

Non esiste un intervallo normale universale. Il valore dipende dal metodo, dal campione, dalla popolazione di riferimento e dalle caratteristiche della persona.

Il punteggio può migliorare?

La composizione microbica può cambiare nel tempo, ma non è possibile prevedere come varierà il punteggio per una singola persona. Un’alimentazione varia e ricca di fibre può sostenere un ecosistema intestinale diversificato, senza garantire uno specifico risultato del test.

In sintesi

  • Il punteggio di diversità del microbioma descrive alcuni aspetti della varietà microbica, non la salute nel suo complesso.
  • La diversità alfa riguarda un campione; la diversità beta confronta più campioni.
  • Shannon, caratteristiche osservate, Faith e Pielou misurano aspetti diversi.
  • Profondità di sequenziamento, normalizzazione e database influenzano il risultato.
  • Un valore alto non è sempre migliore e un valore basso non è una diagnosi.
  • Per una lettura responsabile, considera il metodo del test e il quadro clinico complessivo.

Nota editoriale: le informazioni sono di carattere educativo e non sostituiscono il parere di un medico o di un altro professionista sanitario qualificato.

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