Test della calprotectina fecale nei bambini: guida ai risultati
Il test della calprotectina fecale nei bambini misura nelle feci una proteina rilasciata da alcune cellule immunitarie quando è presente un processo infiammatorio nell’intestino. È un esame non invasivo che può aiutare il pediatra a capire se sintomi persistenti, come diarrea, dolore addominale o sangue nelle feci, richiedono ulteriori accertamenti.
Un valore elevato non identifica da solo una malattia e non equivale automaticamente a una diagnosi di malattia infiammatoria intestinale. Età, sintomi, infezioni recenti, farmaci e intervalli di riferimento del laboratorio sono tutti elementi importanti per interpretare il risultato.
In breve: cosa sapere sulla calprotectina nei bambini
- Che cos’è: una proteina misurata in un campione di feci, associata all’attività di alcune cellule coinvolte nell’infiammazione.
- A cosa serve: può aiutare a distinguere, nell’ambito della valutazione medica, tra una possibile infiammazione intestinale e disturbi in cui l’infiammazione significativa è meno probabile.
- I valori dipendono dall’età: neonati e bambini piccoli possono avere livelli fisiologicamente più alti rispetto ai bambini più grandi e agli adulti.
- Un valore alto non è una diagnosi: infezioni, alcuni farmaci e altre condizioni possono aumentare temporaneamente la calprotectina.
- Cosa succede dopo: il medico può valutare la ripetizione dell’esame, richiedere altri test o proporre una visita specialistica in base al quadro complessivo.
Che cos’è il test della calprotectina fecale?
La calprotectina è una proteina presente in alcune cellule immunitarie, tra cui i neutrofili. Quando queste cellule raggiungono la mucosa intestinale in risposta a un’infiammazione, possono rilasciare calprotectina, che viene poi eliminata con le feci. Il test misura la quantità di questa proteina nel campione.
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Si tratta di un indicatore indiretto: segnala che potrebbe esserci un’attività infiammatoria nell’intestino, ma non stabilisce quale sia la causa. Per questo il risultato deve essere valutato da un professionista sanitario insieme alla storia clinica, all’esame obiettivo e, quando necessario, ad altri accertamenti.
Quando viene usato nei bambini?
Il pediatra può prendere in considerazione l’esame quando i disturbi gastrointestinali sono persistenti, ricorrenti o accompagnati da segnali che meritano un approfondimento. Tra le situazioni possibili ci sono:
- diarrea persistente, in particolare se dura diverse settimane;
- dolore addominale frequente o dolore che sveglia il bambino durante la notte;
- sangue o muco nelle feci;
- perdita di peso, scarso aumento di peso o rallentamento della crescita;
- febbre ricorrente o stanchezza non spiegata, se associate a sintomi intestinali;
- familiarità per malattie infiammatorie intestinali, come morbo di Crohn o colite ulcerosa.
L’obiettivo è contribuire a capire se sia opportuno indagare una possibile infiammazione intestinale oppure considerare altre cause dei sintomi. Un risultato normale può rendere meno probabile un’infiammazione intestinale importante, ma non esclude tutti i disturbi digestivi, come alcune intolleranze o disturbi funzionali.
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Quali valori di calprotectina sono preoccupanti?
Non esiste un unico valore normale valido per ogni bambino. Gli intervalli possono cambiare in base al metodo utilizzato dal laboratorio e, soprattutto, all’età. È quindi essenziale consultare l’intervallo di riferimento riportato sul referto.
Neonati e bambini piccoli
Nei primi anni di vita i valori possono essere più elevati rispetto a quelli osservati nei bambini più grandi. La maturazione dell’intestino e del sistema immunitario contribuisce a questa variabilità. Un risultato che sarebbe considerato alto in un adolescente potrebbe non avere lo stesso significato in un neonato o in un bambino piccolo.
Bambini più grandi e adolescenti
In molti laboratori, valori inferiori a circa 50 µg/g sono considerati bassi o nella norma negli individui più grandi, ma il riferimento deve essere quello del laboratorio. Valori compresi indicativamente tra 50 e 250 µg/g possono essere descritti come borderline o moderatamente aumentati. Risultati persistentemente superiori a circa 250–300 µg/g possono richiedere un approfondimento, soprattutto se il bambino presenta sintomi compatibili.
Queste soglie non sono una diagnosi e non devono essere usate per decidere autonomamente esami o terapie. Il medico può anche raccomandare di ripetere il test dopo un periodo adeguato, ad esempio quando un’infezione recente si è risolta, per verificare se l’aumento persiste.
Quali sono le cause di una calprotectina fecale alta?
Una calprotectina elevata può avere diverse spiegazioni. Il valore va interpretato considerando la durata dei sintomi, le condizioni del bambino e i farmaci assunti.
Infezioni intestinali
Gastroenteriti batteriche o virali possono aumentare temporaneamente la calprotectina. L’aumento può persistere per un breve periodo anche dopo la scomparsa dei sintomi. In base alla situazione, il medico può valutare esami delle feci o un controllo successivo.
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Il morbo di Crohn e la colite ulcerosa sono esempi di malattie infiammatorie intestinali, spesso indicate con la sigla IBD. La calprotectina può essere uno degli elementi utilizzati nella valutazione, ma la diagnosi richiede un percorso clinico completo e non si basa su un singolo risultato.
Farmaci e altri fattori
Alcuni farmaci, inclusi gli antinfiammatori non steroidei come l’ibuprofene, possono irritare la mucosa gastrointestinale o influenzare il risultato. Non sospendere mai un farmaco prescritto senza parlarne con il medico. Anche altre condizioni infiammatorie dell’apparato digerente possono contribuire a un valore elevato.
Allergie, celiachia e alimentazione
In generale, un alimento non aumenta direttamente la calprotectina come semplice effetto del suo consumo. Tuttavia, se esiste una risposta immunitaria o infiammatoria associata a una condizione specifica, come alcune allergie alimentari o la celiachia, l’infiammazione risultante può contribuire a un valore più alto.
Non è consigliabile eliminare alimenti, iniziare diete restrittive o utilizzare integratori sulla base del solo risultato. Nei bambini, ogni modifica importante dell’alimentazione dovrebbe essere discussa con il pediatra o con un dietista qualificato.
Cosa fare dopo un risultato elevato?
Un valore elevato non richiede automaticamente un trattamento immediato e non si tratta la calprotectina in sé. Il passo successivo consiste nel cercare di comprendere la causa del risultato.
- Esaminare il quadro complessivo: il medico può valutare sintomi, durata dei disturbi, crescita, alimentazione, familiarità e farmaci recenti.
- Considerare un nuovo test: se il bambino ha avuto una gastroenterite o un altro disturbo recente, il pediatra può decidere se ripetere l’esame per verificare l’andamento.
- Richiedere ulteriori accertamenti: possono essere considerati esami del sangue, come emocromo e indici di infiammazione, esami delle feci o test per la celiachia, in base ai sintomi.
- Valutare una visita specialistica: se l’aumento persiste o i sintomi sono significativi, il pediatra può indirizzare il bambino a un gastroenterologo pediatrico.
- Trattare la causa identificata: eventuali terapie dipendono dalla diagnosi e devono essere stabilite dal professionista che segue il bambino.
Contatta tempestivamente un medico se il bambino presenta sangue evidente nelle feci, dolore intenso o crescente, vomito persistente, segni di disidratazione, febbre importante, marcata sonnolenza o un peggioramento generale.
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Come raccogliere il campione
Il laboratorio o il medico forniscono le istruzioni specifiche per la raccolta. In genere il campione deve essere prelevato evitando il contatto con acqua del WC, urine o detergenti e consegnato secondo le indicazioni ricevute. Se il bambino ha assunto farmaci, ha avuto diarrea infettiva o presenta sangue mestruale nel caso di un’adolescente, chiedi al laboratorio o al medico se queste circostanze possono influire sulla raccolta o sull’interpretazione.
Calprotectina e microbioma intestinale
Il microbioma intestinale è l’insieme dei microrganismi che vivono nel tratto digestivo e può essere associato alla salute intestinale e alla funzione immunitaria. Il test della calprotectina e un eventuale test del microbioma forniscono però informazioni diverse: il primo valuta un indicatore di possibile infiammazione, mentre un test del microbioma descrive alcuni microrganismi presenti nel campione.
I test del microbioma disponibili per i consumatori hanno finalità informative e non diagnostiche. Non possono sostituire la valutazione pediatrica, gli esami clinici o le terapie prescritte. Per chi desidera approfondire, il test del microbioma va considerato solo come informazione complementare da discutere con un professionista sanitario.
Domande frequenti
Che livello di calprotectina è preoccupante?
Il significato dipende dall’età, dal laboratorio e dai sintomi. Nei bambini più grandi, valori persistentemente superiori a circa 250–300 µg/g possono richiedere ulteriori accertamenti, ma non costituiscono da soli una diagnosi. Nei neonati e nei bambini piccoli i valori di riferimento possono essere più alti.
Qual è il trattamento per la calprotectina alta?
Non esiste un trattamento specifico per abbassare direttamente il valore. Il medico cerca la causa, ad esempio un’infezione o un’altra condizione, e decide se servono controlli o terapie. Non modificare farmaci o alimentazione senza un parere professionale.
Che cosa può far aumentare la calprotectina fecale?
Tra le possibili cause ci sono infezioni gastrointestinali, malattie infiammatorie intestinali, alcuni farmaci e altre condizioni che coinvolgono la mucosa intestinale. Nei bambini molto piccoli possono contribuire anche valori fisiologicamente più elevati legati all’età.
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Di norma un alimento non causa direttamente un aumento significativo. Se però è presente una condizione con risposta immunitaria, come un’allergia alimentare o la celiachia, l’infiammazione associata può influenzare il risultato.
Il test della calprotectina viene usato comunemente nei bambini?
È uno strumento non invasivo utilizzato in alcune valutazioni pediatriche quando i sintomi fanno sospettare un’infiammazione intestinale. La decisione di richiederlo spetta al pediatra o allo specialista, che ne interpreta il risultato nel contesto clinico.
Un risultato normale esclude tutti i problemi intestinali?
No. Un risultato normale può rendere meno probabile un’infiammazione intestinale importante, ma non esclude disturbi funzionali, intolleranze o altre cause di sintomi digestivi.
Conclusione
Il test della calprotectina fecale nei bambini può essere utile per orientare la valutazione di sintomi intestinali persistenti senza ricorrere subito a esami invasivi. Il risultato deve essere letto in base all’età, all’intervallo del laboratorio e al quadro generale del bambino. In caso di valori elevati o sintomi preoccupanti, parla con il pediatra, che potrà stabilire se servono controlli, ulteriori esami o una valutazione gastroenterologica.
Riferimenti e approfondimenti
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