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Diagnosi IBS: come il medico conferma la sindrome dell'intestino irritabile

La diagnosi di sindrome dell'intestino irritabile (IBS) si basa su criteri clinici come i Criteri di Roma IV e sull'esclusione di altre patologie. In questo articolo spieghiamo come il medico raccoglie i sintomi, esegue l'esame fisico e utilizza esami del sangue, delle feci o breath test per escludere condizioni come la celiachia o le MICI, con un approfondimento sul ruolo del test del microbioma.
How do doctors confirm if you have IBS

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Come viene diagnosticata l'IBS: il percorso diagnostico passo-passo

Se hai sintomi come dolore addominale, gonfiore, diarrea o stitichezza che si ripetono nel tempo, potresti chiederti come il medico conferma la sindrome dell'intestino irritabile (IBS). A differenza di molte altre malattie, non esiste un singolo esame che diagnosticHI l'IBS. La diagnosi si basa principalmente su un'attenta valutazione dei sintomi e sull'esclusione di altre condizioni. Ecco il percorso che il medico segue, passo dopo passo.

1. Anamnesi e raccolta della storia clinica

Il medico inizierà con un colloquio dettagliato. Ti chiederà di descrivere i tuoi sintomi: dove localizzi il dolore, quando compare, se è legato all'evacuazione o ai pasti, e come sono le tue feci (usando la Scala di Bristol). Potrebbe anche chiederti da quanto tempo i sintomi sono presenti e se hai notato fattori scatenanti come cibi o stress.


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2. Applicazione dei Criteri di Roma IV

Questi criteri internazionali aiutano a standardizzare la diagnosi di IBS. In generale, per parlare di IBS, devono essere presenti dolore addominale ricorrente per almeno un giorno a settimana negli ultimi tre mesi, associato a due o più dei seguenti fattori:

  • Il dolore migliora dopo l'evacuazione.
  • La frequenza delle evacuazioni è cambiata.
  • L'aspetto delle feci è cambiato.

Questi criteri aiutano il medico a riconoscere il quadro tipico dell'IBS.


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3. Esame fisico

L'esame obiettivo, in particolare dell'addome, serve a escludere altri segni che potrebbero indicare condizioni diverse. Il medico controllerà la presenza di dolorabilità, gonfiore o masse.

4. Ricerca di campanelli d'allarme (red flags)

Il medico valuterà la presenza di sintomi che richiedono indagini più approfondite, come:

  • Perdita di peso involontaria
  • Sangue nelle feci
  • Anemia
  • Febbre
  • Comparsa dei sintomi dopo i 50 anni
  • Storia familiare di malattie infiammatorie croniche intestinali o cancro al colon

Se questi segni sono assenti e i sintomi sono tipici, la diagnosi di IBS può essere formulata con maggiore sicurezza.

5. Esami per escludere altre patologie

Se necessario, il medico può prescrivere esami per escludere condizioni che possono simulare l'IBS. Questi esami non diagnosticano l'IBS, ma aiutano a escludere altre cause.

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Quali esami può prescrivere il medico per l'IBS?

Gli esami più comuni includono:

  • Esami del sangue: per cercare segni di infiammazione (come PCR o VES), escludere la celiachia (anticorpi anti-transglutaminasi) o valutare eventuale anemia.
  • Esame delle feci: per escludere infezioni o sangue occulto, e per misurare la calprotectina fecale, un marcatore di infiammazione che aiuta a distinguere l'IBS dalle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI).
  • Breath test (test del respiro): per diagnosticare la sovracrescita batterica nell'intestino tenue (SIBO) o intolleranze al lattosio o al fruttosio, che possono presentare sintomi simili all'IBS.
  • Esami di imaging ed endoscopia: come ecografia, TAC o colonscopia, in casi selezionati, soprattutto in presenza di campanelli d'allarme, per escludere problemi strutturali.

Cosa può essere scambiato per IBS?

Molte condizioni possono causare sintomi simili all'IBS. Per questo è importante una diagnosi differenziale accurata. Le condizioni più comuni che possono essere confuse con l'IBS includono:

  • Malattia celiaca: un'infiammazione dell'intestino tenue scatenata dal glutine. Si esclude con esami del sangue specifici e, se necessario, biopsia intestinale.
  • Malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI): come il Morbo di Crohn e la colite ulcerosa, che causano infiammazione e danni alla parete intestinale. Spesso presentano marcatori infiammatori elevati.
  • Intolleranze alimentari: come l'intolleranza al lattosio, che provoca gonfiore e diarrea dopo l'ingestione di latticini.
  • Endometriosi: in particolare quando colpisce l'intestino, può causare dolore pelvico e sintomi digestivi che variano con il ciclo mestruale.

Un iter diagnostico completo aiuta a distinguere l'IBS da queste condizioni.


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Sintomi principali dell'IBS

I sintomi dell'IBS variano da persona a persona, ma i più comuni includono:

  • Dolore o crampi addominali che spesso migliorano dopo la defecazione.
  • Gonfiore e sensazione di gas.
  • Alterazioni dell'alvo: stitichezza (IBS-C), diarrea (IBS-D) o alternanza (IBS-M).
  • Sensazione di evacuazione incompleta.
  • Presenza di muco nelle feci.

Il ruolo del test del microbioma intestinale

I test del microbioma, come quelli offerti da InnerBuddies, non vengono utilizzati per diagnosticare l'IBS. Tuttavia, possono fornire informazioni utili sulla composizione dei batteri intestinali. La ricerca scientifica suggerisce che nelle persone con IBS può essere presente uno squilibrio del microbiota (disbiosi). Analizzare il microbioma può offrire spunti per personalizzare la dieta e l'uso di probiotici, in supporto al percorso medico. Parla sempre con il tuo medico o un nutrizionista prima di apportare modifiche significative alla tua alimentazione.

Domande frequenti sulla diagnosi di IBS

Come fa il medico di base a diagnosticare l'IBS?

Il medico di medicina generale (MMG) è solitamente il primo punto di riferimento. Dopo aver ascoltato i tuoi sintomi e valutato i criteri di Roma IV, se non ci sono campanelli d'allarme, può formulare la diagnosi. In caso di dubbi, può indirizzarti a un gastroenterologo.

Esiste un test definitivo per l'IBS?

No, non esiste un singolo test che possa confermare da solo l'IBS. La diagnosi si basa sull'analisi dei sintomi e sull'esclusione di altre malattie.

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Quanto tempo ci vuole per ottenere una diagnosi di IBS?

Il processo può richiedere diverse settimane o mesi, poiché i criteri diagnostici richiedono che i sintomi siano presenti per almeno tre mesi. La durata dipende dalla necessità di eventuali esami.

Cosa devo dire al medico durante la visita?

Prepara una descrizione accurata dei tuoi sintomi: quando sono iniziati, quanto spesso si presentano, l'intensità del dolore, la consistenza delle feci (puoi usare la Scala di Bristol) e se ci sono fattori che li alleviano o li peggiorano. Tenere un diario dei sintomi per alcune settimane può essere molto utile.

In sintesi

La diagnosi di sindrome dell'intestino irritabile è un processo clinico basato sui sintomi e sull'esclusione di altre condizioni. Non esiste un test singolo, ma un'anamnesi accurata, l'esame fisico e, se necessario, esami mirati permettono di arrivare a una diagnosi corretta. Approcci complementari come l'analisi del microbioma possono supportare la gestione personalizzata del benessere intestinale. Se hai sintomi persistenti, parlane con un medico.

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