Diagnosi IBS nei bambini: sintomi, esami e segnali d’allarme
La diagnosi IBS nei bambini non dipende da un singolo esame. Il pediatra valuta il dolore addominale e le modifiche dell’alvo, applica criteri clinici come i criteri di Roma IV e verifica che non siano presenti segnali d’allarme. Esami del sangue, delle feci o breath test possono essere richiesti in base ai sintomi, soprattutto per escludere altre condizioni.
Se il bambino ha disturbi persistenti, intensi o in peggioramento, è importante parlarne con il pediatra prima di modificare in modo significativo la dieta o utilizzare integratori.
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Come si diagnostica l’IBS nei bambini
L’IBS, chiamata anche sindrome dell’intestino irritabile o colon irritabile, è una condizione funzionale. Questo significa che i sintomi possono essere reali e persistenti anche quando non si rilevano lesioni evidenti, ma la valutazione deve comunque escludere cause che richiedono cure diverse.
1. Valutazione dei sintomi secondo i criteri di Roma IV
In genere, nei bambini e negli adolescenti, il medico considera la presenza di dolore addominale almeno quattro giorni al mese per almeno due mesi, associato ad almeno uno dei seguenti elementi:
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- il dolore è collegato alla defecazione;
- è cambiata la frequenza delle evacuazioni;
- è cambiata la forma o la consistenza delle feci.
I criteri aiutano a descrivere un quadro compatibile con l’IBS, ma devono essere interpretati dal medico nel contesto della storia clinica e della crescita del bambino.
2. Anamnesi, visita e diario dei sintomi
Il pediatra può chiedere informazioni su durata e localizzazione del dolore, frequenza e aspetto delle feci, relazione con i pasti, uso di farmaci, infezioni recenti, sonno e fattori di stress. Un diario di due o quattro settimane può essere utile: annotate dolore, evacuazioni, pasti, eventuali episodi di vomito o febbre e l’impatto sulle attività quotidiane.
3. Controllo dei segnali d’allarme
Alcuni sintomi rendono necessaria una valutazione più approfondita e non permettono di attribuire automaticamente i disturbi all’IBS. Contattate il pediatra se compaiono:
- perdita di peso, scarso accrescimento o pubertà ritardata;
- sangue visibile nelle feci;
- febbre persistente;
- dolore o diarrea che svegliano il bambino di notte;
- vomito persistente, in particolare se verdastro;
- diarrea intensa o prolungata;
- stanchezza marcata o anemia;
- familiarità per celiachia, malattie infiammatorie intestinali o altre patologie rilevanti.
In presenza di dolore improvviso e intenso, sangue abbondante, vomito verdastro, marcata sonnolenza o segni di disidratazione, rivolgetevi rapidamente a un servizio medico.
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Non esiste un test che confermi da solo l’IBS. Gli esami vengono scelti in base alla visita e servono soprattutto a cercare o escludere altre cause dei sintomi. In un bambino senza segnali d’allarme, il medico può limitare gli accertamenti ed evitare procedure non necessarie.
Esami del sangue
- Emocromo: può fornire indicazioni su anemia o altre alterazioni.
- Proteina C reattiva e VES: possono contribuire alla valutazione di un’infiammazione sistemica, ma non diagnosticano l’IBS.
- Screening per la celiachia: comprende generalmente anticorpi anti-transglutaminasi IgA e IgA totali, se ritenuto appropriato dal medico.
- Altri esami: come quelli della tiroide, possono essere valutati solo quando i sintomi o la visita lo suggeriscono.
Non iniziate una dieta senza glutine prima dello screening per la celiachia senza averne parlato con il medico: potrebbe rendere meno interpretabili alcuni risultati.
Esami delle feci
- Calprotectina fecale: può aiutare a valutare la presenza di un processo infiammatorio intestinale e a distinguere, quando indicato, un quadro compatibile con IBS da una malattia infiammatoria intestinale. Un risultato elevato non stabilisce da solo una diagnosi.
- Ricerca di sangue occulto: può essere richiesta in situazioni selezionate.
- Esami microbiologici o parassitologici: possono essere utili in caso di diarrea persistente, esposizioni particolari o viaggi recenti.
Breath test
Il breath test può essere preso in considerazione per valutare il malassorbimento di alcuni zuccheri, come lattosio o fruttosio, quando la storia clinica lo rende plausibile. Talvolta viene valutato anche per la sovracrescita batterica dell’intestino tenue, ma il suo impiego nei bambini è selettivo e l’interpretazione richiede esperienza. Non è un esame di routine per diagnosticare l’IBS.
Ecografia, endoscopia e altri accertamenti
L’ecografia addominale può essere indicata se la visita o i sintomi suggeriscono la necessità di approfondire. Endoscopia e altri esami specialistici vengono considerati soprattutto in presenza di segnali d’allarme, risultati anomali o sintomi persistenti non chiariti. Non sono normalmente necessari per un quadro tipico e privo di elementi preoccupanti.
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Chi fa la diagnosi di IBS nei bambini?
Il primo riferimento è il pediatra di libera scelta, che raccoglie la storia clinica, visita il bambino e decide se servono esami. Se i sintomi persistono, sono complessi o compaiono segnali d’allarme, il pediatra può inviare a un gastroenterologo pediatrico. La diagnosi deve essere formulata da un professionista sanitario, non da un test acquistato autonomamente o da un diario dei sintomi.
Quando rivolgersi al gastroenterologo pediatrico
È opportuno chiedere una valutazione specialistica quando i disturbi durano a lungo, interferiscono con scuola, sonno o alimentazione, non migliorano secondo il piano concordato con il pediatra oppure sono accompagnati da crescita insufficiente, sangue nelle feci, febbre, diarrea notturna o altri segnali d’allarme.
Il ruolo del microbioma intestinale
Il microbioma intestinale è oggetto di ricerca anche nell’ambito dei disturbi funzionali, ma un test del microbioma non diagnostica l’IBS, non misura da solo un’infiammazione e non sostituisce visita ed esami prescritti. Eventuali risultati devono essere interpretati con cautela da un professionista qualificato e non dovrebbero portare autonomamente a eliminare molti alimenti o ad assumere probiotici e integratori.
Domande frequenti
Come scoprire se si soffre di IBS?
Per un bambino, è necessario osservare la ricorrenza del dolore addominale e i cambiamenti delle feci, quindi parlarne con il pediatra. Il medico valuta i criteri clinici, la crescita e l’eventuale presenza di segnali d’allarme. Non esiste un esame unico che confermi l’IBS.
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Il colon irritabile viene considerato quando il dolore addominale ricorrente è associato a cambiamenti dell’alvo e non emergono elementi che suggeriscano un’altra malattia. La valutazione è clinica e può includere esami mirati, se indicati.
Chi fa la diagnosi di IBS?
Il pediatra può valutare e diagnosticare molti casi. Per sintomi persistenti, dubbi diagnostici o segnali d’allarme può essere necessario il gastroenterologo pediatrico.
Che analisi fare per vedere se l’intestino è infiammato?
Il medico può valutare esami del sangue, come PCR e VES, e un esame delle feci come la calprotectina fecale. Questi risultati non sono sufficienti da soli per stabilire la causa e devono essere interpretati insieme alla visita e alla storia del bambino.
In sintesi
La diagnosi IBS nei bambini nasce dall’insieme di sintomi, visita e criteri clinici, con esami scelti quando servono a escludere altre condizioni. Tenere un diario può rendere più utile il colloquio con il pediatra, ma non sostituisce la valutazione professionale. Chiedete assistenza se i sintomi sono persistenti, severi, peggiorano o compromettono la crescita e la vita quotidiana.