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Calprotectina fecale alta: cause, valori e cosa fare

La calprotectina fecale alta indica la possibile presenza di infiammazione intestinale, ma non identifica da sola la causa e non equivale a una diagnosi. In questa guida trovi i valori indicativi, le cause più comuni, il ruolo delle infezioni batteriche, i segnali d’allarme, le risposte sulla dieta e sul significato tumorale del test. Scoprirai anche quali passi discutere con il medico.
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Una calprotectina fecale alta può indicare un processo infiammatorio nell’intestino, ma il risultato da solo non stabilisce né la causa né una diagnosi. Infezioni, malattie infiammatorie croniche intestinali e altri fattori possono aumentarla. Il valore va interpretato insieme ai sintomi, alla storia clinica e agli intervalli riportati dal laboratorio.

In questa guida trovi cosa significa il test, quali batteri e condizioni possono essere associati a un aumento, quando contattare il medico, cosa valutare nell’alimentazione e come proseguire in modo sicuro.


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Che cos’è la calprotectina fecale?

La calprotectina è una proteina presente nei neutrofili, cellule coinvolte nelle risposte infiammatorie. Quando questi globuli bianchi raggiungono la mucosa intestinale, la calprotectina può essere rilevata nelle feci. Il test è non invasivo e aiuta a distinguere, in alcuni contesti, un’infiammazione intestinale da disturbi funzionali come la sindrome dell’intestino irritabile, che in genere non causa un aumento significativo della calprotectina.

La calprotectina è però un marcatore aspecifico: segnala che può esserci infiammazione, ma non dice automaticamente se dipende da un’infezione, da una malattia infiammatoria cronica intestinale o da un’altra condizione.


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Valori della calprotectina: come orientarsi

Gli intervalli possono variare in base al metodo usato e al laboratorio. Come orientamento generale, il referto e il medico hanno la precedenza:

  • Inferiore a 50 µg/g: spesso considerato nella norma negli adulti, se coerente con il quadro clinico.
  • Tra 50 e 200-250 µg/g: possibile zona intermedia o borderline; il risultato può richiedere una valutazione dei sintomi e, in alcuni casi, un controllo.
  • Oltre 200-250 µg/g: aumento più significativo, da discutere con il medico per individuare le possibili cause.
  • Oltre 500 µg/g: valore molto elevato, che può essere associato a un’infiammazione importante e merita una valutazione medica tempestiva, soprattutto se sono presenti sintomi.

Un singolo numero non permette di stabilire la gravità di una malattia. Età, farmaci, infezioni recenti, sintomi e andamento nel tempo sono tutti elementi importanti. Nei bambini piccoli i valori possono avere intervalli diversi.

Quando la calprotectina è preoccupante?

La calprotectina alta è più meritevole di approfondimento quando il valore è molto elevato, resta alto nei controlli o si accompagna a sintomi persistenti. Contatta il medico se hai diarrea prolungata, dolore ricorrente, evacuazioni notturne, stanchezza marcata o cambiamenti intestinali che non migliorano.

Richiedi assistenza medica rapidamente in presenza di sangue evidente nelle feci, feci nere, febbre persistente, dolore addominale intenso, vomito continuo, segni di disidratazione o perdita di peso non intenzionale. La necessità di esami come analisi del sangue, esami delle feci o colonscopia dipende dalla valutazione clinica e non dal solo valore della calprotectina.

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Quali batteri possono causare calprotectina alta?

Alcune infezioni intestinali batteriche provocano un’infiammazione acuta e possono aumentare la calprotectina. Tra gli agenti che il medico può valutare, in base ai sintomi e al contesto, ci sono:

  • Salmonella e Campylobacter, spesso associati a diarrea, crampi e febbre;
  • Clostridioides difficile, soprattutto dopo una recente esposizione ad antibiotici o a strutture sanitarie;
  • Shigella, Yersinia ed alcuni ceppi patogeni di Escherichia coli.

Non è possibile identificare il batterio dalla calprotectina. Se il medico sospetta un’infezione, può richiedere coprocoltura, test molecolari o altri esami delle feci. Gli antibiotici non sono indicati per tutte le gastroenteriti e non dovrebbero essere assunti senza prescrizione. Dopo la risoluzione di un’infezione, la calprotectina può ridursi, ma tempi e andamento variano.

Altre possibili cause

Oltre alle infezioni batteriche, una calprotectina fecale alta può essere associata a diverse condizioni, tra cui:

  • Morbo di Crohn e colite ulcerosa, le principali malattie infiammatorie croniche intestinali;
  • altre forme di colite o infiammazione intestinale;
  • diverticolite;
  • celiachia non trattata, in alcuni casi;
  • uso di farmaci come i FANS, ad esempio ibuprofene o naprossene, che il medico deve valutare nel contesto personale;
  • polipi o neoplasie, che sono tra le possibilità da considerare in base all’età, ai sintomi e agli altri esami, ma non possono essere diagnosticate dal test.

La cosiddetta disbiosi non è una spiegazione sufficiente per interpretare da sola una calprotectina alta. Le variazioni del microbiota possono accompagnare diversi disturbi, ma il test della calprotectina richiede comunque una valutazione clinica delle cause di infiammazione.


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La calprotectina è un marcatore tumorale?

No, la calprotectina non è un marcatore tumorale specifico. È un indicatore generale di possibile infiammazione intestinale. Un valore elevato non significa automaticamente avere un tumore, ma neppure consente di escludere altre condizioni. Se sono presenti sangue nelle feci, anemia, perdita di peso o cambiamenti persistenti dell’alvo, il medico stabilirà quali accertamenti siano appropriati.

Cosa non mangiare con la calprotectina alta?

Non esiste una dieta unica valida per tutti e la calprotectina alta non indica, da sola, quali alimenti eliminare. Durante diarrea o disturbi acuti, alcune persone tollerano meglio pasti semplici e porzioni moderate. Può essere utile limitare temporaneamente, se peggiorano i sintomi:

  • alcol e bevande contenenti caffeina;
  • fritture, pasti molto grassi e alimenti ultraprocessati;
  • cibi piccanti o molto speziati;
  • latticini, solo se sembrano peggiorare i disturbi o se è presente una temporanea difficoltà a digerire il lattosio;
  • grandi quantità di fibre insolubili, come crusca e alcune verdure crude, durante una fase di diarrea o dolore.

Riso, patate, banana, mela sbucciata, pesce o carni magre possono essere opzioni generalmente semplici da tollerare, ma la scelta dipende dai sintomi e dalle esigenze individuali. Bevi a sufficienza, soprattutto in caso di diarrea. Non eliminare a lungo interi gruppi alimentari senza il supporto di medico o dietista: nelle malattie infiammatorie croniche intestinali la dieta deve essere personalizzata e non sostituisce la terapia prescritta.

Come si cura la calprotectina alta?

Non si cura la calprotectina in sé: si cerca e si tratta, quando possibile, la causa dell’infiammazione. Il percorso può includere:

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  1. Condividere il referto con il medico, insieme alla durata e al tipo di sintomi.
  2. Rivedere farmaci e fattori recenti, come antibiotici, FANS, infezioni, viaggi o cambiamenti dell’alimentazione. Non sospendere farmaci prescritti senza indicazione medica.
  3. Eseguire eventuali esami, ad esempio analisi del sangue, esami delle feci o valutazione gastroenterologica.
  4. Seguire una terapia mirata solo quando la causa è stata valutata: il trattamento di un’infezione non è uguale a quello di una malattia infiammatoria cronica intestinale.
  5. Ripetere la calprotectina se indicato, per osservare l’andamento nel tempo e la risposta alla gestione stabilita dal medico.

Cosa fare dopo un risultato alto

  • Controlla nel referto l’unità di misura e l’intervallo di riferimento del laboratorio.
  • Annota sintomi, durata, frequenza delle evacuazioni, febbre e presenza di sangue.
  • Prepara l’elenco dei farmaci e degli integratori assunti, inclusi FANS e antibiotici recenti.
  • Prenota un confronto con il medico di base o con un gastroenterologo se il valore è elevato, persistente o associato a sintomi.
  • Non assumere antibiotici, antidiarroici o integratori come alternativa agli accertamenti.

Domande frequenti

Quanto tempo impiega la calprotectina a scendere?

Dipende dalla causa, dal valore iniziale e dal trattamento. Dopo un’infezione può diminuire con la risoluzione dell’episodio, mentre nelle malattie infiammatorie croniche intestinali l’andamento viene seguito dal medico. Non è possibile prevedere i tempi per una singola persona senza conoscere il quadro clinico.

Un valore alto significa necessariamente IBD?

No. Il morbo di Crohn e la colite ulcerosa sono possibili cause, ma anche infezioni e altre condizioni possono aumentare la calprotectina. La diagnosi richiede la combinazione di sintomi, visita ed esami appropriati.

È utile un test del microbioma con la calprotectina alta?

Un test del microbioma, come il test del microbioma di InnerBuddies, non diagnostica la causa della calprotectina alta e non sostituisce visita, esami clinici o terapia. Eventuali risultati possono essere discussi con un professionista, soprattutto se i sintomi sono ricorrenti.

In sintesi

La calprotectina fecale alta è un segnale da interpretare, non una diagnosi. Le infezioni batteriche, le malattie infiammatorie croniche intestinali e altre condizioni possono contribuire all’aumento. Valori persistenti o sintomi come sangue nelle feci, febbre, dolore intenso e perdita di peso richiedono un confronto medico. Evita il fai-da-te e chiedi indicazioni personalizzate su esami, alimentazione e trattamento.

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