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VEO-IBD: cos’è, sintomi, cause e diagnosi nei bambini

La VEO-IBD è una malattia infiammatoria intestinale diagnosticata prima dei 6 anni. L’articolo chiarisce il significato di IBD, descrive i sintomi che meritano una valutazione pediatrica, illustra i principali fattori coinvolti e spiega come si arriva alla diagnosi. Include inoltre indicazioni sul ruolo, limitato e non diagnostico, del test del microbioma e sulle domande da rivolgere allo specialista.
What age is considered very early-onset IBD

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In breve: la VEO-IBD è una forma di malattia infiammatoria intestinale, o IBD, diagnosticata prima dei 6 anni. Diarrea persistente, sangue nelle feci, dolore addominale, febbre o difficoltà nella crescita richiedono una valutazione da parte del pediatra. La diagnosi non si basa su un singolo sintomo o sul test del microbioma, ma su una valutazione clinica completa affidata a professionisti sanitari.

Che cos’è la VEO-IBD?

VEO-IBD è l’acronimo inglese di Very Early Onset Inflammatory Bowel Disease, cioè malattia infiammatoria intestinale a esordio molto precoce. In genere il termine indica un’IBD diagnosticata prima del sesto compleanno. Nei bambini molto piccoli il medico può dover considerare con particolare attenzione cause genetiche, immunitarie, infettive e altre condizioni che possono produrre sintomi simili.

L’età di esordio è un elemento di classificazione, non una diagnosi in sé. La valutazione deve essere eseguita da un pediatra e, quando indicato, da un gastroenterologo pediatrico.


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Che cosa significa IBD in gastroenterologia?

IBD significa Inflammatory Bowel Disease, ovvero malattia infiammatoria intestinale. È un termine che comprende soprattutto:

  • Morbo di Crohn, che può interessare diverse parti dell’apparato digerente;
  • colite ulcerosa, che coinvolge principalmente il colon e il retto;
  • IBD non classificata, quando non è ancora possibile definire con chiarezza il tipo di malattia.

Le IBD sono condizioni croniche caratterizzate da periodi di attività e remissione. Non sono la stessa cosa della sindrome dell’intestino irritabile e non devono essere confuse con una gastroenterite occasionale. I sintomi, tuttavia, possono sovrapporsi: per questo sono necessari esami e interpretazione specialistica.

Classificazione orientativa per età

  • VEO-IBD: esordio o diagnosi prima dei 6 anni;
  • IBD a esordio precoce: esordio durante l’infanzia, spesso prima dei 10 anni;
  • IBD a esordio giovanile: esordio in età scolare o adolescenziale.

Le soglie e le definizioni possono variare leggermente in base alle classificazioni utilizzate. Sarà lo specialista a inquadrare il caso individuale.


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Quali sono le possibili cause dell’IBD?

Non esiste una causa unica dell’IBD. La malattia può essere associata all’interazione tra diversi fattori:

  • Predisposizione genetica: alcune varianti possono aumentare la probabilità di sviluppare una risposta infiammatoria anomala;
  • Sistema immunitario: una regolazione alterata della risposta immunitaria può contribuire all’infiammazione intestinale;
  • Fattori ambientali: infezioni, farmaci, alimentazione e altre esposizioni possono influenzare il contesto, senza costituire da sole una spiegazione certa;
  • Microbiota intestinale: nei pazienti con IBD sono state osservate alterazioni della composizione microbica, ma la disbiosi è un’associazione e non dimostra da sola la presenza della malattia.

Quando l’esordio avviene molto presto, il medico può valutare anche condizioni genetiche o immunologiche rare. Questo non significa che siano sempre presenti, ma che possono essere rilevanti nel percorso diagnostico.

Che cosa significa sospetta IBD?

Sospetta IBD significa che sintomi, esami o storia familiare fanno considerare possibile una malattia infiammatoria intestinale, ma non hanno ancora confermato la diagnosi. Il sospetto può derivare da:

  • diarrea persistente o ricorrente;
  • sangue o muco nelle feci;
  • dolore addominale prolungato;
  • crescita o aumento di peso inferiori alle attese;
  • stanchezza, febbre o scarso appetito senza una spiegazione chiara;
  • alterazioni negli esami del sangue o nella calprotectina fecale;
  • familiarità per Crohn o colite ulcerosa.

Questi segnali non sono specifici dell’IBD. Possono comparire anche in caso di infezioni, allergie, celiachia o altre condizioni. La diagnosi richiede quindi un percorso personalizzato.

Sintomi della VEO-IBD nei bambini

Segnali iniziali o meno evidenti

Le forme lievi possono presentarsi con sintomi intermittenti e facili da attribuire ad altri disturbi:

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  • feci non formate o episodi ripetuti di diarrea;
  • dolore, crampi o gonfiore addominale;
  • appetito ridotto;
  • stanchezza, irritabilità o minore energia;
  • rallentamento della crescita o del peso.

Un singolo episodio non indica necessariamente un’IBD. È la persistenza, la ricorrenza o la combinazione di più segnali a rendere opportuna una valutazione medica.

Segnali più importanti da non trascurare

  • diarrea frequente o prolungata;
  • sangue evidente nelle feci;
  • dolore addominale significativo o ricorrente;
  • perdita di peso o mancato aumento ponderale;
  • febbre senza causa evidente;
  • rifiuto del cibo, disidratazione o segni di malnutrizione.

In presenza di sangue nelle feci, dolore intenso, vomito persistente, marcata sonnolenza, segni di disidratazione o peggioramento rapido, è importante contattare tempestivamente un medico o un servizio di assistenza urgente. Nei bambini piccoli, non aspettare che i sintomi si risolvano da soli se sono persistenti o preoccupanti.

Come si diagnostica la VEO-IBD?

Non esiste un unico esame sufficiente per diagnosticare la VEO-IBD. Il percorso può includere:

  1. Valutazione clinica: il medico raccoglie sintomi, durata, crescita, alimentazione, infezioni recenti, farmaci e storia familiare.
  2. Esami di laboratorio: possono comprendere emocromo, marcatori di infiammazione, stato nutrizionale, esami per infezioni e altri test scelti dal medico.
  3. Esami delle feci: possono aiutare a cercare infezioni e a valutare marcatori come la calprotectina fecale, che segnala possibile infiammazione ma non è specifica dell’IBD.
  4. Esami strumentali: ecografia, risonanza magnetica o altri esami possono essere indicati in base ai sintomi e all’età.
  5. Endoscopia con biopsie: in alcuni casi gastroscopia e colonscopia permettono di osservare la mucosa e analizzare piccoli campioni di tessuto.
  6. Valutazione genetica o immunologica: può essere presa in considerazione soprattutto negli esordi molto precoci o quando il quadro clinico lo suggerisce.

La scelta degli esami spetta al gastroenterologo pediatrico. Non è necessario eseguire ogni test in tutti i bambini.

Il ruolo del microbioma intestinale

Il microbioma intestinale è l’insieme dei microrganismi che vivono nell’intestino, tra cui batteri, virus e funghi. Può essere influenzato da età, alimentazione, farmaci, infezioni e altri fattori. In alcune persone con IBD sono state osservate differenze nella diversità e nella composizione microbica, ma il significato di questi risultati non è sufficiente per formulare una diagnosi individuale.

Un test del microbioma, come l’InnerBuddies Microbiome Test, analizza un campione di feci e descrive alcuni aspetti della composizione microbica. Non diagnostica la VEO-IBD, non conferma o esclude il morbo di Crohn o la colite ulcerosa e non sostituisce visita, esami clinici, endoscopia o terapia prescritta.


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Se una famiglia sceglie di effettuare un’analisi del microbioma, il risultato dovrebbe essere discusso con un professionista qualificato. Non è consigliabile modificare autonomamente dieta, farmaci o uso di probiotici sulla base del referto.

Come si cura l’IBD?

La cura dell’IBD dipende dal tipo e dall’estensione della malattia, dall’età del bambino, dalla gravità dei sintomi e dalla risposta ai trattamenti. Il piano può includere farmaci prescritti dallo specialista, controlli regolari, supporto nutrizionale e monitoraggio della crescita. In alcuni casi possono essere coinvolti un dietista pediatrico, un immunologo o altri professionisti.

Non esiste un alimento, integratore o probiotico che curi autonomamente l’IBD. Probiotici, modifiche della dieta e altre strategie possono essere valutati solo con il team curante, perché nei bambini una dieta non adeguata può compromettere l’apporto di energia e nutrienti. Non bisogna iniziare, sospendere o modificare una terapia senza consultare il medico.

Domande frequenti

Che cos’è la patologia IBD?

IBD è il termine inglese per malattia infiammatoria intestinale. Comprende soprattutto morbo di Crohn e colite ulcerosa, condizioni croniche che richiedono valutazione e monitoraggio specialistici.

Come si cura l’IBD?

Il trattamento viene stabilito dal gastroenterologo in base al singolo caso e può comprendere farmaci, supporto nutrizionale e controlli periodici. Non esiste una cura fai-da-te e non si devono modificare le terapie prescritte senza parere medico.

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Cosa sono le IBD in gastroenterologia?

Le IBD sono malattie infiammatorie croniche dell’intestino. In gastroenterologia il termine distingue queste condizioni da disturbi funzionali e da infezioni acute, anche se alcuni sintomi possono essere simili.

Cosa prendere per l’IBD?

Non è possibile indicare un farmaco valido per tutti. La scelta dipende dalla diagnosi e dalla situazione clinica del bambino e deve essere effettuata dal medico. Evita di somministrare antidiarroici, antibiotici, integratori o probiotici senza aver chiesto consiglio a un professionista.

Il test del microbioma diagnostica la VEO-IBD?

No. Il test può descrivere la composizione del microbioma, ma non è un test diagnostico per l’IBD e non sostituisce il percorso medico.

A che età può comparire la VEO-IBD?

La VEO-IBD può essere diagnosticata nei primi anni di vita, prima dei 6 anni. Sintomi persistenti in questa fascia d’età meritano un confronto con il pediatra, senza presumere che si tratti necessariamente di IBD.

Da ricordare

  • La VEO-IBD è un’IBD diagnosticata prima dei 6 anni.
  • IBD comprende soprattutto morbo di Crohn e colite ulcerosa.
  • I sintomi possono includere diarrea persistente, sangue nelle feci, dolore, febbre e difficoltà nella crescita.
  • Le cause sono multifattoriali e possono coinvolgere genetica, immunità, ambiente e microbioma.
  • La diagnosi richiede una valutazione pediatrica e, quando indicato, gastroenterologica.
  • Il test del microbioma è informativo e non diagnostico: non sostituisce le cure mediche.

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