Allattamento e batteri intestinali
Il latte materno contiene oligosaccaridi del latte umano (HMO), che il bambino digerisce solo in parte e che possono essere utilizzati da alcuni batteri intestinali, tra cui specie di Bifidobacterium. Per questo l’allattamento al seno è associato, in media, a differenze nella composizione del microbioma rispetto all’alimentazione con formula.
I bambini allattati al seno hanno un microbioma migliore? Non è corretto definire una modalità di alimentazione come migliore in ogni situazione sulla base del microbioma. I profili differiscono, ma la composizione microbica da sola non misura la salute complessiva del bambino. L’allattamento può offrire benefici riconosciuti, ma le decisioni sull’alimentazione devono considerare le esigenze della famiglia e le indicazioni del pediatra; la formula per lattanti è un’alternativa regolamentata quando necessaria o scelta.
Quali sono i modelli e i marcatori studiati?
Durante l’allattamento, in alcuni bambini si osserva una maggiore presenza relativa di Bifidobacterium. Con la diversificazione alimentare possono aumentare la varietà dei microrganismi e i gruppi capaci di utilizzare nuovi componenti della dieta. I ricercatori esaminano anche funzioni microbiche e metaboliti, come gli acidi grassi a catena corta, ma questi risultati dipendono da età, dieta, metodo di analisi e altri fattori.
Non esiste un elenco universale di batteri che definisca un microbioma infantile “buono” o “cattivo”. I profili descritti negli studi sono spesso associazioni di gruppo e non sono test diagnostici individuali. Anche termini come disbiosi possono essere usati in modi diversi e non indicano, da soli, una diagnosi.