Meccanismi biochimici ed epigenetici
Una parte degli effetti del butirrato può dipendere dall’inibizione delle HDAC, enzimi che rimuovono gruppi acetile dalle proteine istoniche. Quando l’attività delle HDAC viene ridotta, può cambiare il grado di acetilazione degli istoni e, di conseguenza, l’accessibilità di alcune regioni del DNA. Questo può influenzare l’espressione di geni coinvolti nella funzione delle cellule immunitarie, compresi quelli associati alla regolazione immunitaria.
L’esito non è automatico né uguale in ogni tessuto: dipende dalla concentrazione di butirrato, dal tipo di cellula e dai segnali presenti. L’inibizione delle HDAC è un meccanismo biologico studiato, non la prova che l’aumento di un determinato batterio modifichi l’epigenetica in modo terapeutico nell’essere umano.
Cellule T regolatorie e tolleranza immunitaria
Le cellule T regolatorie (Treg) contribuiscono a limitare risposte immunitarie eccessive e a mantenere la tolleranza verso componenti dell’organismo. Studi sperimentali suggeriscono che il butirrato possa favorire, in determinate condizioni, lo sviluppo o la funzione delle Treg e l’espressione di geni regolatori come FOXP3. La risposta varia in base al contesto biologico e non equivale a un trattamento dell’autoimmunità.
Il butirrato può inoltre sostenere il metabolismo delle cellule del colon e la funzione della barriera intestinale. Una barriera efficiente contribuisce a regolare il contatto tra contenuti intestinali e sistema immunitario, ma la relazione tra barriera, microbiota e malattie autoimmuni è complessa e non riducibile a un singolo metabolita.