Che cosa sono le cellule Th17 e come interagiscono con i batteri intestinali

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    Batteri intestinali e sistema immunitario: come interagiscono

    Cellule Th17: una guida alle loro funzioni e al rapporto con il microbioma

    Le cellule Th17 sono linfociti T helper che contribuiscono alla difesa contro alcuni batteri extracellulari e funghi, soprattutto a livello delle mucose. Si sviluppano in risposta a segnali immunitari e ambientali, compresi quelli influenzati dai microbi intestinali. La loro attività è utile per la protezione, ma una risposta persistente o mal regolata può contribuire all’infiammazione e ad alcune malattie immunomediate.

    Il termine «batteri attivanti Th17» descrive in modo generale microrganismi o comunità microbiche capaci di influenzare questa risposta. Non identifica un gruppo universale di batteri: gli effetti dipendono dalla specie e dal ceppo, dall’ambiente intestinale e dall’ospite. Inoltre, gran parte delle conoscenze sui singoli batteri induttori deriva da modelli sperimentali, quindi non si può presumere che gli stessi effetti si verifichino nell’uomo.

    Che cosa sono le cellule Th17?

    Le Th17 sono una sottopopolazione di linfociti T helper CD4+. Dopo aver riconosciuto un antigene presentato da una cellula presentante l’antigene, alcune cellule T CD4+ naïve possono differenziarsi in cellule Th17, se ricevono i segnali appropriati. Il fattore di trascrizione RORγt è centrale nel loro programma di sviluppo; anche STAT3 contribuisce alla regolazione di geni associati alla risposta Th17.

    Questa linea cellulare è stata riconosciuta come distinta dalle altre principali sottopopolazioni T helper nei primi anni Duemila. La sua identificazione ha aiutato a chiarire che l’immunità non si divide soltanto in risposte Th1 e Th2: le cellule che producono IL-17 hanno funzioni e meccanismi di regolazione propri.

    A che cosa servono le cellule Th17?

    Le Th17 partecipano alla difesa delle barriere, tra cui intestino, vie respiratorie e cute. Attraverso le citochine che producono, possono stimolare le cellule epiteliali e altre cellule immunitarie a favorire il richiamo dei neutrofili e le risposte antimicrobiche. In questo modo contribuiscono a contenere alcuni microrganismi, mantenendo al tempo stesso una risposta locale regolata.

    La protezione non equivale però a un beneficio in ogni circostanza. L’intensità, la durata e il contesto della risposta determinano in parte il suo effetto: un’attività eccessiva può danneggiare i tessuti. Le Th17, quindi, partecipano sia alla difesa dell’organismo sia, in determinate condizioni, all’immunopatologia.

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    Come si differenziano le cellule Th17?

    La differenziazione avviene quando una cellula T CD4+ naïve riconosce il proprio antigene e riceve segnali da citochine e cellule circostanti. Nell’uomo e nei modelli sperimentali, il contributo preciso dei segnali può variare. Tra quelli studiati figurano TGF-β, IL-6 e IL-1β; la segnalazione attraverso IL-23 è particolarmente importante per sostenere ed espandere alcune risposte Th17 e può favorire caratteristiche più infiammatorie.

    È utile distinguere l’avvio della differenziazione dal mantenimento o dalla specializzazione delle cellule: IL-23 non va considerata semplicemente l’unico segnale che «crea» una Th17. Il risultato dipende dalla combinazione di citochine, dal tipo di antigene e dal contesto tissutale. Fattori di trascrizione come RORγt e STAT3 regolano parti di questo programma cellulare.

    Nel tratto intestinale, le cellule dendritiche e altre cellule presentanti l’antigene possono rilevare segnali microbici e contribuire alla produzione di citochine. Anche l’epitelio e i metaboliti microbici possono influire sull’ambiente locale. Questi segnali non determinano sempre una risposta Th17: il loro effetto varia con la composizione della comunità microbica e con le condizioni dell’ospite.

    Quali citochine producono le cellule Th17?

    Le cellule Th17 sono associate soprattutto alla produzione di IL-17A e IL-17F. Possono produrre anche IL-21 e IL-22; in alcune condizioni producono altre molecole, tra cui GM-CSF. Il profilo non è identico in tutte le cellule e può cambiare in base ai segnali ricevuti e al tessuto in cui si trovano.

    • IL-17A e IL-17F favoriscono segnali di difesa e possono contribuire al richiamo di neutrofili.
    • IL-22 agisce soprattutto sulle cellule epiteliali e può sostenere risposte di barriera e produzione di molecole antimicrobiche.
    • IL-21 può partecipare alla regolazione e all’espansione delle risposte immunitarie.

    Queste citochine hanno funzioni che dipendono dal contesto: la loro presenza non indica da sola una malattia né permette di stabilire la causa di un’infiammazione.

    Le cellule Th17 sono CD4 o CD8?

    Le cellule Th17 classiche sono cellule T helper CD4+. Esistono anche cellule T CD8+ capaci di produrre IL-17, spesso chiamate Tc17, ma non sono la stessa popolazione delle Th17. La distinzione è importante quando si interpretano studi immunologici o risultati di laboratorio.

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    Batteri intestinali e sistema immunitario: come interagiscono

    Differenze tra Th1, Th2 e Th17

    Th1, Th2 e Th17 sono sottotipi di cellule T helper CD4+ con profili di citochine e funzioni immunitarie in parte diversi. La distinzione è utile per orientarsi, ma le risposte reali possono sovrapporsi e le cellule possono modificare il proprio profilo in base ai segnali ricevuti.

    • Le cellule Th1 producono soprattutto IFN-γ e partecipano alla difesa contro alcuni patogeni intracellulari e all’attivazione dell’immunità cellulare.
    • Le cellule Th2 producono principalmente IL-4, IL-5 e IL-13 e sono coinvolte nella risposta contro i parassiti e in alcuni fenomeni allergici.
    • Le cellule Th17 producono in particolare IL-17A e IL-17F e contribuiscono alla difesa delle barriere contro alcuni batteri extracellulari e funghi.

    Questi gruppi non agiscono come interruttori indipendenti. Le citochine dell’ambiente possono influenzare il loro sviluppo e la loro attività, mentre altre popolazioni, come le cellule T regolatorie, contribuiscono a contenere le risposte immunitarie.

    Come i batteri intestinali influenzano le risposte Th17

    Il microbiota intestinale può interagire con il sistema immunitario attraverso il contatto con la barriera, i segnali riconosciuti dalle cellule immunitarie e le sostanze prodotte dai microrganismi. Queste interazioni possono influire sulle risposte Th17, ma non esiste una semplice corrispondenza per cui una specie batterica determini sempre un aumento o una diminuzione di queste cellule.

    I batteri filamentosi segmentati, o SFB, sono un esempio molto studiato della capacità di alcuni microbi di promuovere risposte Th17 intestinali. I risultati più noti provengono da modelli animali e non dimostrano che gli SFB abbiano lo stesso ruolo o lo stesso effetto negli esseri umani. Anche altri batteri possono influire sulle risposte immunitarie, con effetti che dipendono dal ceppo e dal contesto della comunità microbica.

    I metaboliti microbici, tra cui gli acidi grassi a catena corta, possono modulare l’ambiente immunitario e la funzione delle cellule. Non è corretto dedurre che un singolo alimento, metabolita o batterio regoli da solo l’equilibrio Th17 nell’uomo. La ricerca su queste interazioni è complessa e non consente di usare un profilo del microbioma per stabilire l’attività delle Th17 o diagnosticare una patologia.

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    Difesa immunitaria e possibile ruolo nelle malattie

    Una risposta Th17 ben regolata contribuisce alla protezione delle mucose. Quando la risposta è intensa, persistente o diretta in modo inappropriato, le citochine associate alle Th17 possono partecipare all’infiammazione e al danno tissutale. Questo duplice ruolo aiuta a spiegare perché le vie Th17 siano oggetto di studio sia nella difesa contro le infezioni sia nelle malattie immunomediate.

    Th17, autoimmunità e infiammazione

    Alterazioni delle vie Th17 sono state associate a diverse condizioni infiammatorie e autoimmuni. La psoriasi è un esempio importante di patologia in cui la segnalazione IL-23/IL-17 ha rilevanza clinica. Le risposte Th17 sono studiate anche nell’artrite reumatoide e in altre malattie, ma non sono l’unica causa di queste condizioni: genetica, ambiente e numerosi altri meccanismi immunitari contribuiscono alla malattia.

    Un’associazione tra microbiota e attività immunitaria non prova che un particolare batterio causi una malattia. Né un’alterazione del microbioma, da sola, permette di prevedere o diagnosticare una condizione autoimmune.

    Terapie che agiscono sulle vie Th17

    Alcuni farmaci biologici sono progettati per interferire con IL-17 o IL-23 e vengono utilizzati per specifiche malattie infiammatorie, tra cui la psoriasi e alcune forme di spondiloartrite. La scelta di un trattamento dipende dalla diagnosi, dalle caratteristiche cliniche e dalla valutazione di un professionista sanitario. Questi farmaci non sono interventi generici sul microbioma e non sono adatti a tutte le condizioni associate alla risposta Th17.

    Probiotici, prebiotici e interventi sul microbiota sono oggetto di ricerca, ma non si può affermare che riequilibrino le cellule Th17 o trattino malattie autoimmuni senza prove specifiche. I risultati ottenuti in laboratorio o negli animali non equivalgono a un’efficacia dimostrata nell’uomo.

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    Domande frequenti sulle cellule Th17

    Che cosa fanno le cellule Th17?

    Contribuiscono alla difesa delle barriere contro alcuni batteri extracellulari e funghi, in parte attraverso la produzione di citochine che favoriscono risposte antimicrobiche e il richiamo di neutrofili. Se mal regolate, possono partecipare all’infiammazione.

    Quali citochine producono le cellule Th17?

    Le principali sono IL-17A e IL-17F. A seconda del contesto, le cellule Th17 possono produrre anche IL-21, IL-22 e altre citochine.

    Come si differenziano le cellule Th17?

    Le cellule T CD4+ naïve riconoscono un antigene e ricevono segnali immunitari. TGF-β, IL-6 e IL-1β possono contribuire alla differenziazione; IL-23 è importante soprattutto per sostenere ed espandere alcune risposte Th17. I segnali coinvolti variano in base al contesto.

    Le cellule Th17 sono CD4 o CD8?

    Le Th17 classiche sono cellule T helper CD4+. Le cellule CD8+ che producono IL-17 sono una popolazione distinta, chiamata spesso Tc17.

    Qual è la differenza tra Th1, Th2 e Th17?

    In sintesi, Th1 sono associate soprattutto a IFN-γ e alla difesa contro alcuni patogeni intracellulari; Th2 a IL-4, IL-5 e IL-13 e alle risposte contro parassiti e a fenomeni allergici; Th17 a IL-17A e IL-17F e alla difesa delle barriere. Le funzioni possono sovrapporsi e dipendono dal contesto.

    In sintesi

    Le cellule Th17 sono una parte importante dell’immunità delle mucose: sostengono la difesa, ma una risposta non regolata può contribuire a patologie infiammatorie. I batteri intestinali possono influenzarne lo sviluppo e l’attività, ma gli effetti sono specifici del contesto e molte evidenze sui singoli microbi provengono da modelli sperimentali. Le conoscenze attuali non giustificano l’uso di test del microbioma o di integratori per diagnosticare o trattare alterazioni Th17.

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