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A che età compaiono i sintomi dell’IBS? Guida pratica

I sintomi dell’IBS possono comparire a qualsiasi età, ma spesso iniziano nell’adolescenza o nella prima età adulta. Questa guida spiega quali disturbi osservare, perché l’IBS può durare mesi o cambiare nel tempo e cosa fare durante una riacutizzazione. Troverai anche indicazioni sui segnali d’allarme, sul ruolo ancora studiato del microbioma intestinale e sull’importanza di una valutazione medica, soprattutto quando i sintomi iniziano più avanti nella vita.
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I sintomi dell’IBS possono comparire a qualsiasi età, ma sono più comuni dall’adolescenza alla prima età adulta. Dolore addominale ricorrente, gonfiore, diarrea, stitichezza o alternanza tra le due possono essere compatibili con la sindrome dell’intestino irritabile, ma non bastano da soli per una diagnosi. Se i disturbi sono nuovi, persistenti, intensi o iniziano in età avanzata, è importante parlarne con un medico per escludere altre cause.

A che età compaiono più spesso i sintomi dell’IBS?

L’IBS può iniziare nell’infanzia, durante l’adolescenza, nell’età adulta o, meno frequentemente, dopo i 50 anni. In molti casi l’insorgenza avviene prima dei 40-50 anni, ma l’età di comparsa varia da persona a persona. Alcune persone riconoscono i primi disturbi dopo un’infezione gastrointestinale, un periodo di stress, un cambiamento alimentare o l’assunzione di determinati farmaci; in altri casi non è possibile individuare un singolo fattore scatenante.

Un esordio tardivo non significa automaticamente che si tratti di IBS. Quando i sintomi iniziano per la prima volta in età più avanzata, il medico può valutare con maggiore attenzione la storia clinica e prescrivere gli accertamenti appropriati.


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IBS nell’infanzia e nell’adolescenza

Anche bambini e adolescenti possono avere disturbi funzionali dell’intestino. I sintomi possono includere dolore addominale ricorrente, gonfiore, cambiamenti nella frequenza o nella consistenza delle feci e urgenza evacuativa. Stress scolastico, sonno insufficiente e cambiamenti ormonali possono influenzare la percezione dei sintomi, senza essere necessariamente la loro unica causa.

Per un minore è consigliabile coinvolgere il pediatra, soprattutto se il dolore interferisce con la scuola o le attività quotidiane, se c’è perdita di peso o se compaiono segnali d’allarme.


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IBS nella prima età adulta

La prima età adulta è una fase in cui l’IBS viene riconosciuta frequentemente. Orari irregolari, pasti consumati rapidamente, stress, ridotta attività fisica o una precedente gastroenterite possono coincidere con l’inizio dei disturbi. Questi fattori possono contribuire ai sintomi in persone predisposte, ma non permettono di stabilire da soli la causa.

IBS dopo i 50 anni

L’IBS può essere diagnosticata anche dopo i 50 anni, ma sintomi nuovi o in rapido cambiamento meritano una valutazione clinica. Disturbi simili possono comparire in caso di celiachia, malattie infiammatorie intestinali, alterazioni della tiroide, effetti indesiderati di farmaci o altre condizioni. Non è prudente attribuire automaticamente ogni cambiamento intestinale all’IBS.

Quali sono i sintomi dell’IBS?

I sintomi dell’IBS possono presentarsi con intensità e frequenza diverse. In genere comprendono:

  • dolore o crampi addominali, spesso associati all’evacuazione;
  • gonfiore e tensione addominale;
  • diarrea, stitichezza o alternanza tra le due;
  • urgenza evacuativa o sensazione di evacuazione incompleta;
  • muco nelle feci, che può comparire in alcune persone.

Secondo i criteri clinici comunemente usati, la diagnosi considera dolore addominale ricorrente associato alla defecazione o a cambiamenti nella frequenza o nella forma delle feci, con una durata e una frequenza specifiche. La valutazione spetta comunque a un professionista sanitario.

Perché l’IBS può peggiorare con l’età?

L’IBS non peggiora necessariamente con l’età. Per alcune persone i sintomi diminuiscono, per altre persistono o attraversano periodi di riacutizzazione. Cambiamenti nel sonno, nello stress, nell’attività fisica, nell’alimentazione, nella motilità intestinale o nei farmaci possono modificare il quadro. Nelle donne, anche le variazioni ormonali possono coincidere con cambiamenti dei disturbi, ma il rapporto è individuale.

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Un peggioramento improvviso o un cambiamento importante del solito schema non dovrebbe essere considerato una normale conseguenza dell’invecchiamento: è opportuno chiedere un parere medico.

Cosa fare durante una riacutizzazione dell’IBS?

Durante una riacutizzazione, l’obiettivo è ridurre i fattori che possono aumentare il disagio senza adottare restrizioni drastiche o improvvisare terapie.

  1. Osserva i sintomi: annota dolore, evacuazioni, alimenti, stress, sonno e farmaci assunti.
  2. Mantieni una buona idratazione: soprattutto in presenza di diarrea, salvo diverse indicazioni mediche.
  3. Scegli pasti semplici e regolari: evita di eliminare molti alimenti contemporaneamente e limita ciò che hai già notato essere problematico.
  4. Riprendi gradualmente la routine: movimento leggero, sonno regolare e tecniche di rilassamento possono aiutare alcune persone a gestire i sintomi.
  5. Chiedi consiglio prima di usare farmaci o integratori: la scelta dipende dal tipo di sintomo, dalla tua salute e dagli altri trattamenti.

Una dieta a basso contenuto di FODMAP può essere utile in alcuni casi, ma dovrebbe essere valutata con un dietista o un medico e seguita per un periodo limitato e strutturato, così da evitare carenze o restrizioni non necessarie.

Se l’IBS è fuori controllo, cosa fare?

Se i sintomi impediscono di lavorare, dormire, mangiare o svolgere le normali attività, contatta il medico o il gastroenterologo. È utile portare un diario dei sintomi e un elenco di farmaci, integratori e alimenti eliminati. Non aumentare autonomamente le dosi dei farmaci, non iniziare antimicrobici e non seguire diete molto restrittive senza supervisione.


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L’IBS può durare mesi?

Sì, i sintomi dell’IBS possono durare mesi o alternare periodi tranquilli e riacutizzazioni. Una durata prolungata non conferma da sola la diagnosi: i sintomi persistenti devono essere valutati per verificare che non vi siano altre condizioni. Un piano personalizzato può includere alimentazione, attività fisica, gestione dello stress e trattamenti indicati dal professionista in base al sottotipo di IBS.

Il ruolo del microbioma intestinale

Il microbioma intestinale, cioè l’insieme dei microrganismi presenti nell’intestino, è oggetto di ricerca nell’IBS. Dieta, farmaci, infezioni, età e stile di vita possono influenzarne la composizione. In alcune persone con IBS sono state osservate differenze rispetto a persone senza sintomi, ma non esiste un profilo microbico unico che permetta di diagnosticare l’IBS.

Un test del microbioma non sostituisce la visita, gli esami indicati o la diagnosi clinica. I risultati possono essere difficili da interpretare e non dimostrano automaticamente che un batterio sia la causa dei sintomi o che un integratore li risolva. Prima di modificare dieta o assumere probiotici e altri prodotti, è consigliabile confrontarsi con un professionista qualificato.

Quando consultare rapidamente un medico

Contatta un medico se i sintomi sono nuovi, persistenti o peggiorano. Richiedi una valutazione tempestiva in presenza di:

  • sangue nelle feci o feci nere;
  • perdita di peso non intenzionale;
  • febbre, vomito persistente o dolore intenso;
  • diarrea notturna o sintomi che svegliano regolarmente;
  • anemia, stanchezza marcata o difficoltà a nutrirti;
  • un cambiamento improvviso dell’alvo, soprattutto in età avanzata;
  • familiarità per tumore del colon-retto, celiachia o malattie infiammatorie intestinali.

Domande frequenti

Come posso calmare una riacutizzazione dell’IBS?

Idratati, mantieni pasti regolari e semplici, annota i possibili fattori scatenanti e riposa. Se la riacutizzazione è intensa, ricorrente o diversa dal solito, chiedi indicazioni al medico. Evita di iniziare farmaci o diete restrittive senza consiglio professionale.

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Cosa devo fare se l’IBS è fuori controllo?

Contatta il medico o il gastroenterologo, in particolare se i sintomi limitano la vita quotidiana o non migliorano. Se compaiono sangue nelle feci, dolore intenso, febbre, vomito persistente o perdita di peso, richiedi una valutazione tempestiva.

L’IBS può durare mesi?

Sì. Può avere un andamento intermittente e durare mesi, ma i sintomi persistenti devono essere discussi con un professionista per confermare la diagnosi ed escludere altre cause.

Perché l’IBS peggiora con l’età?

Non sempre peggiora. Cambiamenti nello stress, nel sonno, nell’alimentazione, nei farmaci e nella motilità intestinale possono influenzare i sintomi. Un peggioramento nuovo o significativo richiede una valutazione, soprattutto nelle persone più anziane.

In sintesi

  • I sintomi dell’IBS possono iniziare a qualsiasi età, ma spesso compaiono dall’adolescenza alla prima età adulta.
  • Dolore addominale ricorrente associato a cambiamenti dell’alvo è un quadro da valutare, non una diagnosi fai da te.
  • L’IBS può durare mesi e alternare fasi di miglioramento e riacutizzazione.
  • Un esordio tardivo o segnali d’allarme richiedono particolare attenzione medica.
  • Il microbioma può contribuire alla comprensione della salute intestinale, ma i test non diagnosticano l’IBS.

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