Aggiornato:

IBD: sintomi, malattie, alimentazione e cosa fare

I sintomi IBD possono includere diarrea persistente, dolore addominale, sangue nelle feci, stanchezza e perdita di peso, ma variano da persona a persona. Questa guida spiega che cosa sono la malattia di Crohn e la colite ulcerosa, come viene valutata l’IBD, quali alimenti possono essere meglio tollerati durante attività e remissione e quando chiedere assistenza medica. Le indicazioni nutrizionali sono generali e non sostituiscono il parere di un professionista.
What are four symptoms of inflammatory bowel disease

I sintomi IBD più comuni sono diarrea persistente, dolore o crampi addominali, urgenza di evacuare, sangue o muco nelle feci, stanchezza e perdita di peso involontaria. IBD è l’acronimo inglese di inflammatory bowel disease, cioè malattia infiammatoria intestinale. Comprende soprattutto la malattia di Crohn e la colite ulcerosa. I sintomi possono essere lievi o intensi e possono comparire durante riacutizzazioni alternate a periodi di remissione. Se persistono, peggiorano o includono sangue nelle feci, è importante rivolgersi al medico.

Che cos’è l’IBD?

L’IBD è un gruppo di malattie croniche caratterizzate da infiammazione del tratto digestivo. Non è una singola condizione e non va confusa con la sindrome dell’intestino irritabile, che ha caratteristiche e criteri diagnostici diversi. Nell’IBD l’infiammazione può danneggiare la parete intestinale; l’andamento e la sede dipendono dalla forma della malattia.


Le cause non sono completamente chiarite. Possono contribuire una combinazione di predisposizione genetica, fattori ambientali e alterazioni della risposta immunitaria. Anche il microbioma intestinale viene studiato in relazione all’IBD, ma un test del microbioma non può diagnosticare la malattia né stabilire da solo la terapia più adatta.

Quali sono le malattie IBD?

<
  • Malattia di Crohn: può interessare qualsiasi tratto dell’apparato digerente, dalla bocca all’ano, anche se coinvolge spesso l’ileo e il colon. Le aree infiammate possono alternarsi ad aree sane e l’infiammazione può interessare più strati della parete intestinale.
  • Colite ulcerosa: interessa il colon e il retto. L’infiammazione tende a essere continua e coinvolge soprattutto lo strato più superficiale della parete intestinale.

Esistono anche casi in cui, dopo gli accertamenti, non è possibile classificare subito con certezza la forma di IBD. La distinzione spetta al gastroenterologo.

Sintomi IBD: quali riconoscere

I sintomi dipendono dalla sede e dall’estensione dell’infiammazione. Quelli più frequenti includono:

  • Diarrea cronica o ricorrente: può essere acquosa e può presentare muco o sangue.
  • Dolore e crampi addominali: possono variare per intensità e localizzazione.
  • Urgenza evacuativa e tenesmo: bisogno improvviso di andare in bagno o sensazione di evacuazione incompleta.
  • Sanguinamento rettale: è più tipico della colite ulcerosa, ma richiede comunque una valutazione medica.
  • Stanchezza: può essere associata all’infiammazione, a un sonno disturbato o a carenze nutrizionali, che devono essere verificate.
  • Perdita di peso involontaria: può comparire quando i sintomi riducono l’appetito o compromettono l’alimentazione.
  • Febbre: può accompagnare alcune riacutizzazioni.
  • Manifestazioni extraintestinali: possono includere dolori articolari, alterazioni cutanee o infiammazione oculare.

Come possono presentarsi le forme lievi?

Un’IBD lieve può manifestarsi con diarrea intermittente, crampi leggeri, gonfiore, maggiore urgenza intestinale o stanchezza. Questi disturbi possono assomigliare ad altri problemi digestivi e non permettono di formulare una diagnosi da soli. Se durano più di qualche settimana, si ripetono o interferiscono con la vita quotidiana, è consigliabile parlarne con il medico.

Quando chiedere assistenza rapidamente

Contatta un medico con urgenza in caso di sanguinamento abbondante, dolore addominale intenso o in rapido peggioramento, febbre persistente, vomito continuo, marcata debolezza, segni di disidratazione o incapacità di alimentarti e bere. Anche un modesto sangue nelle feci non dovrebbe essere attribuito automaticamente all’IBD: può avere molte cause e va valutato.

Come si cura l’IBD?

La cura dell’IBD viene stabilita dal gastroenterologo in base alla forma, alla sede e all’attività della malattia. Il percorso può includere farmaci prescritti, controlli periodici e, in situazioni specifiche, procedure o interventi chirurgici. L’obiettivo può essere controllare l’infiammazione e mantenere la remissione, ma il trattamento deve essere personalizzato.

Non sospendere, modificare o sostituire una terapia prescritta senza aver parlato con il professionista che ti segue. Esami del sangue, test delle feci come la calprotectina, esami radiologici ed endoscopia possono contribuire alla valutazione, secondo il giudizio clinico.

Cosa mangiare con l’IBD?

Non esiste una dieta unica per tutte le persone con IBD. Le esigenze cambiano in base alla fase della malattia, alla presenza di restringimenti intestinali, agli esami nutrizionali e alla tolleranza individuale. Un dietista esperto di patologie intestinali può aiutare a evitare restrizioni inutili e a proteggere l’apporto di energia, proteine, liquidi e micronutrienti.

Durante una riacutizzazione

Con il parere del medico o del dietista, alcune persone tollerano meglio pasti piccoli e frequenti, alimenti semplici e cotti e una temporanea riduzione delle fibre insolubili. Esempi possibili sono riso, patate senza buccia, verdure ben cotte, banana matura, uova, pesce o carni magre, se già tollerati. Non seguire automaticamente una dieta povera di fibre: in presenza di stenosi o di altre complicanze le indicazioni devono essere mediche. Bevi regolarmente e chiedi consiglio se la diarrea è intensa.

Durante la remissione

Se tollerati, reintroduci gradualmente una varietà di alimenti: verdure e frutta, cereali, fonti di proteine come pesce, uova e legumi ben cotti, oltre a grassi insaturi come l’olio extravergine d’oliva. Non eliminare interi gruppi alimentari senza una ragione documentata. Tieni un diario di alimenti e sintomi per individuare eventuali associazioni personali, senza considerarlo uno strumento diagnostico.

Alimenti da valutare con cautela

Alcol, cibi molto piccanti, pasti ricchi di grassi, caffeina, latticini o dolcificanti come i polioli possono peggiorare i disturbi in alcune persone, ma non sono trigger universali. Una riacutizzazione non dimostra necessariamente che l’ultimo alimento consumato ne sia la causa. Discuti eventuali esclusioni con un professionista per ridurre il rischio di carenze.

IBD e microbioma intestinale

Nelle persone con IBD sono state osservate differenze nella composizione del microbioma intestinale, ma il significato può variare e non consente di stabilire da solo la causa o l’evoluzione della malattia. Un’alimentazione varia, quando compatibile con la tolleranza individuale e con la fase clinica, può contribuire al benessere generale.

Un test del microbioma intestinale può offrire informazioni descrittive sul campione analizzato, ma non diagnostica l’IBD, non misura da solo l’infiammazione e non sostituisce visita, esami clinici o terapia. Eventuali modifiche alla dieta basate sui risultati vanno discusse con un professionista sanitario.

Come viene valutata una possibile IBD?

  1. Annota durata, frequenza e caratteristiche dei sintomi, inclusa l’eventuale presenza di sangue o muco.
  2. Riferisci al medico perdita di peso, febbre, stanchezza e casi familiari di malattie intestinali.
  3. Segui gli accertamenti indicati, che possono comprendere esami del sangue, delle feci, imaging e colonscopia.
  4. Porta alla visita l’elenco dei farmaci, degli integratori e degli alimenti che hai eliminato.

Domande frequenti sull’IBD

Quali sono i sintomi della IBD?

I sintomi possono includere diarrea persistente o ricorrente, dolore addominale, urgenza evacuativa, sangue o muco nelle feci, stanchezza, febbre e perdita di peso. La combinazione e l’intensità variano.

Come si cura l’IBD?

La gestione dipende dalla diagnosi e dall’attività della malattia. Può comprendere terapia farmacologica prescritta, monitoraggio, supporto nutrizionale e, in alcuni casi, procedure o chirurgia. Solo il gastroenterologo può indicare il percorso appropriato.

Cosa mangiare con l’IBD?

Dipende dalla fase della malattia e dalla tolleranza personale. Durante una riacutizzazione possono essere meglio tollerati cibi semplici e cotti; in remissione è spesso utile ampliare gradualmente la varietà. Chiedi consiglio a un dietista, soprattutto in caso di perdita di peso o restrizioni alimentari.

Quali sono le malattie IBD?

Le principali sono la malattia di Crohn e la colite ulcerosa. Sono condizioni diverse, anche se entrambe rientrano nella malattia infiammatoria intestinale.

In sintesi

I sintomi IBD meritano attenzione quando sono persistenti, ricorrenti o accompagnati da sangue, febbre, perdita di peso o forte stanchezza. La diagnosi richiede una valutazione clinica e la gestione combina, quando necessario, terapia medica e supporto nutrizionale. Un diario dei sintomi può aiutare il colloquio con il medico; non sostituisce gli accertamenti professionali.

Torna al Le ultime notizie sulla salute del microbioma intestinale