Aggiornato:

Valori della calprotectina: soglie e quando preoccuparsi

I valori della calprotectina fecale aiutano a valutare la presenza di infiammazione intestinale, ma non stabiliscono da soli una diagnosi. Questa guida spiega le soglie orientative negli adulti, il significato di un valore pari a 200 µg/g, il rapporto con il morbo di Crohn, i fattori che possono alterare il risultato e i tempi per ripetere l’esame. Troverai anche indicazioni sui sintomi d’allarme e sul ruolo complementare del microbioma.
What levels of calprotectin are concerning

Controllo rapido in 2 minuti Un test del microbioma intestinale è utile per te? Rispondi a poche domande veloci e scopri se un test del microbioma è davvero utile per te. ✔ Richiede solo 2 minuti ✔ Basato sui tuoi sintomi e stile di vita ✔ Raccomandazione chiara sì/no Scopri se il test è adatto a me

In generale, negli adulti un valore di calprotectina fecale inferiore a 50 µg/g è considerato nella norma, mentre valori oltre 150–250 µg/g meritano una valutazione clinica più attenta. Un risultato di 200 µg/g, però, non indica automaticamente il morbo di Crohn o un’altra malattia: può dipendere da diverse cause e deve essere interpretato insieme ai sintomi, ai farmaci assunti e agli intervalli di riferimento del laboratorio.

La calprotectina è un marker di infiammazione intestinale. In questa guida vediamo quali livelli possono essere preoccupanti, cosa può significare un valore alto, quando ripetere il test e quando rivolgersi rapidamente al medico.

Che cos’è la calprotectina fecale?

La calprotectina è una proteina presente soprattutto nei neutrofili, cellule coinvolte nella risposta immunitaria. Quando nella mucosa intestinale è presente un processo infiammatorio, la calprotectina può aumentare e venire eliminata con le feci. Il test misura quindi un segnale di infiammazione locale, ma non identifica da solo la causa.

Un valore elevato può comparire in caso di malattie infiammatorie croniche intestinali, come morbo di Crohn e colite ulcerosa, ma anche durante alcune infezioni intestinali o in presenza di altre condizioni. Al contrario, nei disturbi funzionali come la sindrome dell’intestino irritabile la calprotectina è spesso normale, anche se il risultato deve sempre essere valutato nel contesto individuale.


Scopri il test del microbioma

Laboratorio UE certificato ISO • Il campione rimane stabile durante la spedizione • Dati protetti dal GDPR

Il Test del Microbiota

Quali valori della calprotectina sono preoccupanti?

Le soglie possono variare in base al metodo utilizzato, al laboratorio e all’età. Per questo è importante leggere il referto e non confrontare direttamente risultati ottenuti con kit diversi. Come orientamento generale per gli adulti:

  • Meno di 50 µg/g: valore generalmente nella norma e associato a una bassa probabilità di infiammazione intestinale significativa.
  • Da 50 a 120–150 µg/g: fascia borderline o lievemente aumentata. Può essere utile controllare i fattori transitori e, se indicato dal medico, ripetere l’esame.
  • Oltre 120–150 µg/g: aumento più rilevante, che può richiedere ulteriori accertamenti in base a sintomi e storia clinica.
  • Oltre 250 µg/g: valore significativamente elevato, soprattutto se persistente o associato a diarrea, sangue nelle feci, febbre, anemia o perdita di peso.
  • Oltre 500 µg/g: aumento marcato. Può essere compatibile con un’infiammazione importante, un’infezione o altre condizioni che richiedono valutazione medica.

Queste fasce non sono una diagnosi e non sostituiscono la valutazione di un professionista. Un valore alto non dimostra necessariamente la presenza di una malattia infiammatoria cronica intestinale, mentre un valore normale non esclude ogni possibile problema, in particolare se i sintomi sono persistenti o importanti.

Cosa significa avere la calprotectina a 200?

Una calprotectina di 200 µg/g è generalmente considerata aumentata e si colloca sopra molti intervalli di normalità. Può indicare un’infiammazione intestinale da approfondire, ma il significato dipende dalla situazione.


Visualizza esempi di consigli dalla piattaforma InnerBuddies

Visualizza in anteprima i consigli sulla nutrizione, gli integratori, i diari alimentari e le ricette che InnerBuddies può generare in base al test del tuo microbioma intestinale

Visualizza esempi di raccomandazioni

Tra le possibili spiegazioni ci sono un’infezione recente, una malattia infiammatoria intestinale, l’uso di alcuni farmaci o altre condizioni gastrointestinali. Se il valore è stato rilevato dopo una gastroenterite, il medico potrebbe considerare opportuno attendere la risoluzione dei sintomi e ripetere il test. Se invece sono presenti sangue nelle feci, febbre, anemia, diarrea persistente o calo di peso, è consigliabile contattare il medico senza affidarsi soltanto a un nuovo test.

Un singolo risultato di 200 µg/g non permette di stabilire se sia necessario eseguire una colonscopia. La decisione dipende dal quadro clinico, dall’età, dalla familiarità, dagli esami del sangue e dall’andamento della calprotectina.

Qual è il valore della calprotectina nel morbo di Crohn?

Nel morbo di Crohn non esiste un unico valore di calprotectina valido per tutti. Il livello può variare in base alla sede e all’estensione dell’infiammazione, alla fase della malattia, alle terapie e alla risposta individuale.

Durante una fase attiva il valore può essere elevato, talvolta anche molto alto, mentre in remissione può ridursi. Per questo la calprotectina viene spesso usata come strumento di monitoraggio, insieme ai sintomi, agli esami del sangue e, quando indicato, agli esami endoscopici o di imaging. Un valore in calo può essere un segnale favorevole, ma non dimostra da solo la remissione completa. Allo stesso modo, un aumento non stabilisce da solo una recidiva: deve essere discusso con il gastroenterologo.

Perché la calprotectina può aumentare?

Un livello elevato può avere cause diverse. Tra quelle che il medico può prendere in considerazione ci sono:

  • morbo di Crohn o colite ulcerosa;
  • infezioni intestinali batteriche, virali o parassitarie;
  • gastroenterite recente;
  • uso di farmaci antinfiammatori non steroidei, come ibuprofene o naprossene;
  • in alcuni casi, uso di inibitori di pompa protonica;
  • lesioni della mucosa, polipi o altre patologie che richiedono accertamento;
  • sanguinamento o altre condizioni del tratto intestinale.

Non sospendere farmaci prescritti autonomamente. Se assumi FANS o altri medicinali e il risultato è aumentato, chiedi al medico se possono avere influito e se sia opportuno modificare il percorso o ripetere l’esame.

Controllo rapido in 2 minuti Un test del microbioma intestinale è utile per te? Rispondi a poche domande veloci e scopri se un test del microbioma è davvero utile per te. ✔ Richiede solo 2 minuti ✔ Basato sui tuoi sintomi e stile di vita ✔ Raccomandazione chiara sì/no Scopri se il test è adatto a me

Quando rivolgersi rapidamente al medico?

È importante chiedere un parere medico in tempi brevi se la calprotectina è elevata e sono presenti uno o più segnali d’allarme:

  • sangue visibile nelle feci o feci nere;
  • diarrea persistente o notturna;
  • dolore addominale intenso o progressivo;
  • febbre;
  • perdita di peso non intenzionale;
  • stanchezza marcata o anemia;
  • vomito persistente, disidratazione o peggioramento generale.

In presenza di dolore improvviso e severo, abbondante sanguinamento, svenimento, confusione o segni di disidratazione, rivolgiti urgentemente ai servizi sanitari. L’assenza di questi sintomi non significa comunque che un valore molto alto debba essere ignorato.

Quanto ci mette a scendere la calprotectina?

Il tempo necessario perché la calprotectina diminuisca dipende dalla causa dell’aumento. Dopo un’infezione transitoria può ridursi quando l’infiammazione si risolve, ma il ritmo varia da persona a persona. Se l’aumento è collegato a una malattia infiammatoria intestinale, la riduzione dipende dalla risposta al trattamento stabilito dal gastroenterologo.

Per un risultato borderline, in assenza di sintomi d’allarme, il medico può consigliare di ripetere il test dopo circa 2–4 settimane. Per monitorare una terapia o un intervento già concordato, il controllo può essere programmato dopo 6–12 settimane. Non esiste però una tempistica universale: segui le indicazioni del curante e utilizza, quando possibile, lo stesso laboratorio e lo stesso metodo.

Come prepararsi a interpretare il risultato

  1. Controlla l’unità di misura e l’intervallo di riferimento riportato dal laboratorio.
  2. Annota eventuali infezioni, episodi di diarrea o sanguinamenti recenti.
  3. Comunica al medico tutti i farmaci e gli integratori assunti, compresi i FANS.
  4. Considera età, sintomi, familiarità per malattie intestinali e risultati degli esami del sangue.
  5. Non modificare terapia, dieta o integratori con l’obiettivo di correggere il numero senza un consiglio professionale.

Il medico può valutare esami ematici, test delle feci per infezioni, accertamenti per la celiachia o ulteriori esami gastroenterologici. La colonscopia non è automatica per ogni aumento, ma può essere indicata quando il valore resta alto, cresce nel tempo o si associa a un quadro clinico sospetto.

Calprotectina nei bambini e negli anziani

Neonati e lattanti possono avere valori fisiologicamente più elevati rispetto agli adulti. Nei bambini l’interpretazione deve tenere conto dell’età, della crescita, dei sintomi e della storia familiare; è quindi opportuno rivolgersi al pediatra prima di applicare le soglie degli adulti.

Nelle persone anziane aumenti moderati possono avere più spiegazioni e non devono essere attribuiti automaticamente all’età. Sintomi d’allarme, anemia, sanguinamento o cambiamenti persistenti dell’alvo meritano sempre un approfondimento medico.


Diventa membro della community InnerBuddies

Esegui un test del microbioma intestinale ogni due mesi e osserva i tuoi progressi mentre segui le nostre raccomandazioni

Sottoscrivi un abbonamento InnerBuddies

Calprotectina e microbioma: che rapporto c’è?

Calprotectina e test del microbioma forniscono informazioni diverse. La calprotectina è un indicatore di possibile infiammazione intestinale; il microbioma descrive la composizione relativa delle comunità microbiche presenti nel campione analizzato.

Un test del microbioma non diagnostica il morbo di Crohn, la colite ulcerosa, l’IBS o altre malattie e non sostituisce gli esami clinici. Può offrire informazioni aggiuntive da discutere con un professionista, soprattutto per riflettere su alimentazione e stile di vita. Tuttavia, i risultati possono variare nel tempo e la loro interpretazione non deve portare a eliminazioni alimentari drastiche o a terapie fai da te.

Se desideri approfondire questo aspetto, puoi consultare il test del microbioma intestinale come complemento informativo, non come alternativa alla valutazione medica.

Alimentazione, stile di vita e integratori

Una dieta varia e ben tollerata, un sonno regolare, l’attività fisica compatibile con le proprie condizioni e la gestione dello stress possono sostenere il benessere generale e la regolarità intestinale. In genere è preferibile aumentare le fibre gradualmente, scegliendo legumi, cereali integrali, frutta e verdura in base alla tolleranza individuale.

In caso di malattia infiammatoria intestinale attiva, stenosi, diarrea importante o sintomi in peggioramento, non aumentare le fibre né introdurre integratori senza averne parlato con il medico. Probiotici, prebiotici e altri integratori possono avere indicazioni diverse a seconda della persona e non devono essere presentati come un trattamento dell’infiammazione o come sostituti della terapia prescritta.

Domande frequenti

Quando i valori di calprotectina sono preoccupanti?

Negli adulti, valori persistentemente superiori a 150–250 µg/g meritano un confronto con il medico. Un livello oltre 250 µg/g è particolarmente importante se associato a sangue nelle feci, febbre, anemia, diarrea persistente o calo di peso. La soglia esatta dipende dal laboratorio e dal quadro clinico.

Controllo rapido in 2 minuti Un test del microbioma intestinale è utile per te? Rispondi a poche domande veloci e scopri se un test del microbioma è davvero utile per te. ✔ Richiede solo 2 minuti ✔ Basato sui tuoi sintomi e stile di vita ✔ Raccomandazione chiara sì/no Scopri se il test è adatto a me

Cosa significa avere la calprotectina alta 200?

200 µg/g è un valore aumentato che può essere associato a infiammazione, infezione recente, farmaci o altre condizioni. Non conferma da solo una diagnosi. Il medico può decidere se ripetere il test o richiedere ulteriori accertamenti in base a sintomi e anamnesi.

Qual è il valore della calprotectina nel morbo di Crohn?

Non esiste un valore unico. Nel morbo di Crohn la calprotectina può essere alta durante l’attività della malattia e più bassa in remissione, ma il risultato deve essere integrato con valutazione clinica, esami del sangue e altri accertamenti.

Quanto ci mette a scendere la calprotectina?

Dipende dalla causa e dalla sua risoluzione. Dopo un episodio transitorio può diminuire in alcune settimane; nelle malattie croniche il cambiamento dipende dalla risposta alla terapia. Il momento del controllo deve essere stabilito dal medico.

La calprotectina normale esclude sempre una malattia intestinale?

No. Un valore normale riduce la probabilità di un’infiammazione intestinale significativa, ma non esclude ogni disturbo o una malattia limitata. Se i sintomi persistono, parlane con il medico anche con un risultato nella norma.

Un valore borderline richiede una colonscopia?

Non necessariamente. In assenza di segnali d’allarme, il medico può preferire verificare i fattori transitori e ripetere l’esame. Se il valore aumenta, resta elevato o i sintomi sono importanti, possono essere indicati ulteriori approfondimenti.

In sintesi

I valori della calprotectina aiutano a capire se può esserci un’infiammazione intestinale, ma il numero deve essere letto insieme a sintomi, farmaci, età e risultati di altri esami. Un valore di 200 µg/g è aumentato, mentre livelli oltre 250 µg/g o associati a segnali d’allarme richiedono particolare attenzione. Non modificare terapie autonomamente e chiedi consiglio a un medico per decidere se ripetere il test o procedere con altri accertamenti.

Torna al Le ultime notizie sulla salute del microbioma intestinale