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Quale medico per la salute digestiva? Il gastroenterologo

Il gastroenterologo è il medico specialista dell’apparato digerente e può valutare disturbi persistenti che coinvolgono esofago, stomaco, intestino, fegato, pancreas e vie biliari. In questa guida trovi 7 segnali per cui chiedere un consulto, indicazioni su quando rivolgersi urgentemente a un medico e una spiegazione del ruolo, ancora complementare, del test del microbioma nella valutazione della salute intestinale.
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Il medico specialista della salute digestiva è il gastroenterologo. Si occupa dell’apparato digerente, compresi esofago, stomaco, intestino, fegato, pancreas e vie biliari. Se hai sintomi persistenti, ricorrenti o difficili da interpretare, il medico di base può aiutarti a capire se è indicata una visita gastroenterologica. Il test del microbioma può fornire informazioni aggiuntive, ma non sostituisce una valutazione clinica né gli esami prescritti dal medico.

Come si chiama il medico della digestione?

Il medico della digestione si chiama gastroenterologo. È lo specialista che valuta, diagnostica e tratta le condizioni dell’apparato gastrointestinale e degli organi collegati. In Italia, il percorso può iniziare dal medico di medicina generale, che raccoglie i sintomi, valuta la situazione e, se necessario, prescrive una visita specialistica o alcuni esami preliminari.


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Il Test del Microbiota

La gastroenterologia è quindi una branca medica; la salute digestiva è un concetto più ampio che comprende il funzionamento dell’apparato digerente, le abitudini alimentari, l’alvo e il benessere generale. Un dietista o un nutrizionista può offrire supporto sull’alimentazione, ma non sostituisce il gastroenterologo nella valutazione di sintomi o patologie.

7 segnali per cui consultare un gastroenterologo

Un disturbo occasionale può non richiedere subito una visita specialistica. È però opportuno parlarne con il medico se i sintomi sono persistenti, peggiorano, si ripresentano spesso o interferiscono con la vita quotidiana. I segnali più comuni includono:


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  1. Gonfiore, gas, stitichezza o diarrea persistenti: disturbi che durano diverse settimane o non migliorano nonostante semplici cambiamenti nelle abitudini.
  2. Dolore addominale ricorrente: dolore o fastidio che si ripete, limita le attività o si associa ad altri sintomi.
  3. Bruciore di stomaco frequente: reflusso o rigurgito che si ripresentano spesso o che richiedono continuamente prodotti da banco.
  4. Cambiamenti duraturi dell’alvo: variazioni insolite nella frequenza, nella consistenza o nell’aspetto delle feci.
  5. Sangue nelle feci o sanguinamento rettale: un sintomo da sottoporre a valutazione medica, anche quando la causa potrebbe essere benigna.
  6. Perdita di peso involontaria: dimagrimento non intenzionale o non spiegato da cambiamenti nella dieta o nell’attività fisica.
  7. Difficoltà a deglutire: sensazione che cibo o liquidi si fermino nella gola o nel torace.

Questi segnali non indicano necessariamente una condizione grave, ma meritano un inquadramento professionale. Per dolore addominale improvviso e intenso, vomito persistente, svenimento, feci nere o sanguinamento abbondante, cerca assistenza urgente o contatta il numero di emergenza appropriato.

Quali condizioni tratta il gastroenterologo?

Il gastroenterologo può occuparsi di molte condizioni dell’apparato digerente. Tra gli ambiti più comuni rientrano:

  • Esofago: reflusso gastroesofageo, esofagite e difficoltà di deglutizione.
  • Stomaco: dispepsia, gastrite e ulcera peptica.
  • Intestino: sindrome dell’intestino irritabile, celiachia, diverticolosi o diverticolite e malattie infiammatorie croniche intestinali, come morbo di Crohn e colite ulcerosa.
  • Fegato: epatiti, steatosi epatica e altre malattie epatiche.
  • Vie biliari e cistifellea: calcoli e disturbi delle vie biliari.
  • Pancreas: pancreatite, problemi della funzione pancreatica e altre condizioni da valutare con esami appropriati.

La diagnosi dipende dalla storia clinica, dalla visita e dagli accertamenti indicati. Un gastroenterologo può richiedere, secondo il caso, esami del sangue, ecografia, test delle feci, gastroscopia o colonscopia.

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Gastroenterologo o urologo per un problema alla vescica?

In genere, i problemi della vescica appartengono all’apparato urinario e vengono valutati dal medico di base o dall’urologo. In alcune situazioni può essere coinvolto anche il ginecologo. Poiché gli organi digestivi e urinari si trovano nella stessa area del corpo, dolore pelvico o addominale possono essere difficili da distinguere. Se la causa non è chiara, il medico può indirizzarti allo specialista più adatto.

Che ruolo ha il test del microbioma?

Un test del microbioma intestinale analizza, in genere a partire da un campione di feci, alcuni aspetti della composizione microbica intestinale. Può offrire informazioni descrittive sull’ecosistema intestinale, ma il significato clinico dei risultati dipende dal test, dal contesto individuale e dall’interpretazione di un professionista qualificato.

Il test non può, da solo, diagnosticare una malattia, spiegare ogni sintomo o indicare una terapia personalizzata. Non sostituisce visita, esami del sangue, endoscopia o altri accertamenti prescritti dal medico. Se desideri approfondire questo tema, puoi consultare le informazioni sul test del microbioma InnerBuddies e discutere i risultati con un professionista sanitario, soprattutto in presenza di sintomi persistenti o segnali d’allarme.

Quali altri professionisti possono aiutare?

Il percorso può coinvolgere più figure, in base alle necessità:


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  • Medico di medicina generale: è spesso il primo punto di riferimento e può coordinare gli eventuali invii specialistici.
  • Dietista o nutrizionista qualificato: può aiutare a organizzare l’alimentazione e a gestire esigenze nutrizionali, sempre tenendo conto della diagnosi e delle indicazioni mediche.
  • Proctologo o chirurgo colorettale: può valutare in modo specifico alcune condizioni dell’ano e del retto, quando indicato.

Evita di eliminare interi gruppi alimentari o di iniziare integratori e probiotici per gestire un disturbo senza prima parlarne con un professionista, in particolare se assumi farmaci o hai una condizione già diagnosticata.

Come si svolge una visita gastroenterologica?

  1. Raccolta delle informazioni: il medico chiede quando sono iniziati i sintomi, quanto spesso si presentano, quali alimenti o situazioni sembrano associati e quali farmaci o integratori assumi.
  2. Valutazione clinica: può comprendere l’esame dell’addome e una revisione della storia familiare e personale.
  3. Eventuali accertamenti: il gastroenterologo decide se sono utili esami di laboratorio, ecografia, test delle feci o procedure endoscopiche.
  4. Piano di follow-up: il medico spiega i passaggi successivi e quando tornare per rivalutare i sintomi o i risultati.

Domande frequenti

Che medico è il gastroenterologo?

È il medico specialista dell’apparato digerente. Si occupa di esofago, stomaco, intestino, fegato, pancreas, cistifellea e vie biliari.

Quali sono i segnali che indicano di vedere un gastroenterologo?

Tra i principali ci sono sintomi digestivi persistenti, dolore addominale ricorrente, reflusso frequente, cambiamenti duraturi dell’alvo, sangue nelle feci, perdita di peso involontaria e difficoltà a deglutire. La presenza di sintomi gravi o improvvisi richiede invece assistenza urgente.

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Gastroenterologia e salute digestiva sono la stessa cosa?

No. La gastroenterologia è la specialità medica dedicata all’apparato digerente; la salute digestiva è un concetto più ampio che include il funzionamento dell’apparato digerente e le abitudini che possono sostenerlo.

Serve l’impegnativa per una visita gastroenterologica?

Per una visita tramite il Servizio Sanitario Nazionale, in genere serve l’impegnativa del medico di base e possono applicarsi regole regionali. Per una visita privata, normalmente non è necessaria. Verifica comunque le modalità della struttura scelta.

Il test del microbioma può sostituire la visita dal gastroenterologo?

No. Può fornire informazioni aggiuntive, ma non sostituisce la valutazione clinica, la diagnosi o gli esami prescritti dal medico.

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