Veillonella e sport di endurance: cosa sappiamo davvero
In breve: negli atleti di endurance, come runner, maratoneti e ciclisti, alcuni studi hanno osservato una maggiore presenza del genere Veillonella nell’intestino. Questi batteri possono utilizzare il lattato e trasformarlo in propionato, un acido grasso a catena corta. Si tratta però di un’associazione: non è dimostrato che aumentare Veillonella da solo migliori le prestazioni atletiche o sostituisca allenamento, alimentazione e recupero.
Che cos’è Veillonella?
Veillonella è un genere di batteri capace di metabolizzare il lattato. Comprende specie e ceppi diversi, che possono avere caratteristiche non identiche. Per questo non è corretto parlare di Veillonella come se fosse un unico batterio con effetti sempre uguali.
Una ricerca pubblicata nel 2019 ha osservato una maggiore abbondanza di alcune Veillonella, tra cui Veillonella atypica, nei runner di endurance rispetto a persone meno allenate. Il risultato ha stimolato l’interesse per il rapporto tra attività fisica, microbiota intestinale e metaboliti, ma non dimostra un rapporto di causa ed effetto.
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Come può essere collegata allo sport di endurance?
Durante l’esercizio intenso i muscoli producono lattato, che viene trasportato e utilizzato dall’organismo. Una parte può raggiungere l’intestino, dove alcuni microrganismi sono in grado di usarla come substrato. Veillonella può convertire il lattato in propionato attraverso processi di fermentazione.
Il propionato appartiene agli acidi grassi a catena corta, insieme ad acetato e butirrato. Questi metaboliti partecipano a diverse funzioni fisiologiche, ma la loro presenza e il loro effetto dipendono dall’intero ecosistema intestinale, dalla dieta e dalle caratteristiche individuali.
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Veillonella migliora davvero la performance?
L’ipotesi è che il propionato prodotto da alcuni batteri possa essere assorbito e contribuire al metabolismo energetico. Questo potrebbe aiutare a comprendere perché alcune Veillonella siano state rilevate più frequentemente in persone sottoposte a sforzi prolungati.
Non è però possibile concludere che Veillonella migliori direttamente la resistenza. La sua maggiore presenza potrebbe essere una conseguenza dell’allenamento, dell’alimentazione o di altri fattori, come sonno, volume dell’attività e stile di vita. Inoltre, la fatica durante l’esercizio dipende da molti meccanismi e non può essere spiegata attribuendo un ruolo esclusivo a un singolo batterio.
Il microbiota intestinale degli atleti
Il microbiota intestinale è una comunità complessa formata da batteri, virus, funghi e altri microrganismi. La composizione varia da persona a persona e può cambiare in relazione a dieta, farmaci, stress, riposo, allenamento e condizioni di salute.
Fibre e produzione di metaboliti
Molti batteri fermentano le fibre alimentari e producono acidi grassi a catena corta. Il butirrato, per esempio, viene utilizzato dalle cellule del colon e può contribuire al normale mantenimento della barriera intestinale. Tra i batteri studiati per la produzione di butirrato figura Faecalibacterium prausnitzii, ma la presenza di questa specie non garantisce da sola un migliore recupero o una minore infiammazione.
Digestione, barriera intestinale e sistema immunitario
I batteri intestinali aiutano a trasformare componenti degli alimenti che l’organismo non digerisce completamente, producono metaboliti e interagiscono con la barriera intestinale e il sistema immunitario. Queste funzioni possono contribuire al benessere generale, ma non equivalgono alla prevenzione o alla cura di una malattia.
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Nell’intestino vivono migliaia di specie microbiche. Tra i generi frequentemente rilevati ci sono Bacteroides, Prevotella, Faecalibacterium, Ruminococcus, Bifidobacterium e Lactobacillus, oltre a molti altri. Non esiste una composizione identica per tutti: il risultato dipende anche da età, dieta, ambiente, farmaci e caratteristiche individuali.
Esiste un batterio intestinale più comune?
Non c’è un unico batterio più comune in ogni persona. La prevalenza cambia in base al campione analizzato, alla parte dell’intestino, alla dieta, all’età e ad altri fattori. In molte analisi vengono considerati importanti i gruppi tassonomici Bacteroidetes e Firmicutes, ma il loro rapporto, da solo, non è un indicatore sufficiente della salute intestinale.
Quali sono i batteri benefici dell’intestino?
In un microbiota equilibrato possono svolgere funzioni utili diversi gruppi, compresi alcuni produttori di butirrato e di altri acidi grassi a catena corta, oltre a batteri dei generi Bifidobacterium e Lactobacillus. Il termine benefici va usato con cautela: gli effetti dipendono dalla specie, dal ceppo, dalla quantità e dal contesto della persona.
La presenza di Veillonella non significa automaticamente che sia un probiotico o che debba essere aumentata. Non è possibile stabilire la salute intestinale contando un solo genere batterico.
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Qual è il batterio più pericoloso per l’intestino?
Non esiste un singolo batterio sempre più pericoloso. Alcuni microrganismi o ceppi patogeni, come Salmonella, alcune forme di Escherichia coli e Clostridioides difficile, possono causare problemi intestinali in determinate condizioni. Il rischio dipende dal ceppo, dalla dose, dalle difese della persona e dal contesto clinico.
Diarrea intensa o persistente, sangue nelle feci, febbre, dolore importante o segni di disidratazione richiedono un parere medico tempestivo.
Come sostenere il microbiota durante l’allenamento
Non è possibile controllare con precisione un singolo genere batterico attraverso un alimento o un integratore. È invece ragionevole sostenere la diversità del microbiota con abitudini compatibili con le proprie esigenze sportive e digestive.
- Varia le fonti di fibre: alterna verdura, frutta, legumi, frutta secca, semi e cereali integrali quando sono ben tollerati.
- Aumenta le fibre gradualmente: cambiamenti rapidi possono provocare gonfiore o altri disturbi, soprattutto nei periodi di allenamento intenso.
- Considera gli alimenti fermentati: yogurt, kefir, crauti e kimchi possono rientrare in una dieta varia se sono tollerati e conservati correttamente. Non sono una terapia e non hanno lo stesso effetto su tutte le persone.
- Adatta idratazione e alimentazione sportiva: il fabbisogno di liquidi, carboidrati, proteine e sali minerali dipende da durata, intensità, ambiente e caratteristiche individuali.
- Proteggi il recupero: sonno adeguato, gestione del carico di allenamento e pause sufficienti possono sostenere sia la prestazione sia il benessere digestivo.
- Non ignorare i sintomi persistenti: disturbi ricorrenti dopo l’esercizio meritano una valutazione con un medico o un dietista qualificato, soprattutto se interferiscono con allenamento e vita quotidiana.
Domande frequenti
Come si chiama il batterio che colpisce l’intestino?
Non esiste un unico batterio che colpisce l’intestino. Alcune infezioni possono essere causate da batteri come Salmonella, alcune forme di Escherichia coli o Campylobacter, mentre altri disturbi hanno cause diverse e non dipendono necessariamente da un’infezione batterica.
Quali batteri vivono normalmente nell’intestino?
Nel microbiota intestinale vivono molti gruppi, tra cui Bacteroides, Prevotella, Faecalibacterium, Ruminococcus, Bifidobacterium e Lactobacillus. La composizione è personale e può variare nel tempo.
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No. Il fatto che alcune Veillonella siano state osservate più spesso in atleti di endurance non significa che siano probiotici o che un prodotto contenente questo genere sia necessario o indicato.
Un test del microbiota può dire se sono un atleta sano?
Un test del microbiota descrive alcuni microrganismi presenti nel campione analizzato, ma non fornisce da solo una diagnosi generale di salute né predice con certezza la prestazione sportiva. Se è collegato a sintomi, il risultato dovrebbe essere discusso con un professionista sanitario.
Quando è opportuno rivolgersi a un professionista?
Chiedi consiglio a un medico se i sintomi intestinali sono persistenti, intensi o in peggioramento, oppure se compaiono sangue nelle feci, febbre, dolore significativo o disidratazione. Per organizzare dieta e integrazione in base all’allenamento, può essere utile il supporto di un dietista qualificato.
Cosa ricordare
- Veillonella è stata associata in alcuni studi agli sport di endurance e al metabolismo del lattato.
- La conversione del lattato in propionato è un meccanismo interessante, ma non dimostra da sola un miglioramento della prestazione.
- Il microbiota intestinale comprende molti microrganismi e risponde a dieta, allenamento, sonno, farmaci e altri fattori.
- Non esiste un batterio universale da eliminare o aumentare per ottenere migliori prestazioni atletiche.