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Feci fermentate: cause, sintomi e cosa fare

Le feci fermentate sono un’espressione comune, non una diagnosi, usata per descrivere feci molli o schiumose, talvolta con gas e odore acido. Possono essere associate a fermentazione intestinale, cambiamenti alimentari, malassorbimento o alterazioni del transito. Questa guida spiega cause e sintomi, chiarisce la differenza rispetto ai segnali di infiammazione e indica cosa osservare e quando chiedere un parere sanitario.
What are two disadvantages of fermentation

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Con l’espressione feci fermentate si descrivono comunemente feci molli o schiumose, talvolta con bolle di gas e odore più acido del solito. Non è una diagnosi medica e il loro aspetto, da solo, non permette di stabilire una causa precisa. La fermentazione intestinale è un processo normale: i batteri del colon trasformano parte dei carboidrati non assorbiti. Quando cambiano alimentazione, transito intestinale o tolleranza a determinati cibi, questo processo può associarsi a più gas, gonfiore e alterazioni dell’alvo.

Di seguito trovi le cause più comuni, i sintomi da osservare, gli alimenti che possono contribuire e i segnali per cui è consigliabile rivolgersi a un professionista sanitario.


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Feci fermentate: che aspetto hanno?

Il termine può riferirsi a feci con una o più di queste caratteristiche:

  • consistenza molle o più liquida del solito;
  • aspetto schiumoso o presenza di piccole bolle;
  • odore particolarmente intenso o acidulo;
  • evacuazioni più frequenti o urgenza;
  • associazione con gonfiore e flatulenza.

Questi segni possono dipendere da gas, transito intestinale rapido, cambiamenti nella dieta o altri disturbi digestivi. Anche infezioni, farmaci e intolleranze possono modificare le feci. Per questo è più utile valutare durata, ricorrenza e sintomi associati che concentrarsi soltanto sull’aspetto.


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Cosa provoca la fermentazione intestinale?

La fermentazione è provocata dall’attività dei microrganismi del colon sui carboidrati che non sono stati completamente digeriti o assorbiti nell’intestino tenue. È un fenomeno fisiologico, ma in alcune situazioni può produrre più gas o discomfort.

Alimentazione e carboidrati fermentescibili

Un pasto ricco di fibre fermentescibili o un aumento improvviso di legumi, frutta, verdure o cereali può favorire temporaneamente gas e feci più morbide. I FODMAP sono carboidrati a catena corta che, in alcune persone, vengono assorbiti solo parzialmente e possono richiamare acqua e fermentare nel colon. La tolleranza è individuale: un alimento problematico per una persona può essere ben tollerato da un’altra.

Malassorbimento e intolleranze

Il lattosio, per esempio, può causare disturbi in chi non lo digerisce adeguatamente. Anche un malassorbimento di altri zuccheri o un cambiamento nella digestione può aumentare la quantità di carboidrati che raggiunge il colon. Non è però possibile identificare un’intolleranza soltanto osservando le feci.

Transito intestinale e microbiota

Un transito accelerato può lasciare meno tempo per la digestione e favorire feci molli. Antibiotici, infezioni recenti, stress e cambiamenti nelle abitudini possono influenzare temporaneamente motilità e microbiota intestinale. Il termine disbiosi viene usato in contesti diversi e non costituisce, da solo, una diagnosi: eventuali accertamenti devono essere interpretati da un professionista.

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Altre possibili cause

Gastroenterite, uso di alcuni farmaci, eccesso di dolcificanti o condizioni digestive specifiche possono causare diarrea, gas o cambiamenti dell’odore. Se il problema è nuovo, persistente o ricorrente, è opportuno discuterne con il medico invece di attribuirlo automaticamente alla fermentazione.

Sintomi associati alla fermentazione intestinale

I sintomi più frequenti possono includere:

  • gonfiore o tensione addominale;
  • flatulenza e borborigmi;
  • crampi o fastidio addominale;
  • feci molli o diarrea;
  • alternanza tra stitichezza e diarrea.

Questi disturbi sono aspecifici e possono comparire, tra le altre situazioni, nella sindrome dell’intestino irritabile. La presenza di questi sintomi non conferma una diagnosi e non dimostra necessariamente un’alterazione del microbiota.

Quali alimenti possono aumentare la fermentazione?

In alcune persone possono contribuire a gas e gonfiore:


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  • legumi: fagioli, ceci e lenticchie;
  • verdure: cipolla, aglio, cavoli e carciofi;
  • frutta: mele, pere, mango e anguria;
  • latticini: soprattutto latte e prodotti freschi in caso di difficoltà a digerire il lattosio;
  • dolcificanti: sorbitolo, mannitolo e prodotti che ne contengono;
  • alimenti ricchi di fibre: se introdotti rapidamente o in quantità superiori alla propria tolleranza.

Non è necessario eliminare questi alimenti in autonomia. Può essere utile annotare per alcuni giorni cibi, quantità, sintomi e caratteristiche delle feci, senza modificare drasticamente la dieta. Un eventuale protocollo a basso contenuto di FODMAP dovrebbe essere valutato e seguito con il supporto di un professionista, perché le restrizioni prolungate possono ridurre la varietà alimentare.

Cosa fare in caso di feci fermentate

  1. Osserva l’andamento: annota quando compaiono i sintomi, quanto durano e se sono collegati a pasti o cambiamenti recenti.
  2. Mantieni un’alimentazione regolare: evita di aumentare bruscamente fibre, legumi o dolcificanti e valuta porzioni più moderate.
  3. Bevi a sufficienza: in caso di feci liquide presta attenzione all’idratazione; se hai patologie o indicazioni specifiche, chiedi consiglio al medico.
  4. Considera i fattori recenti: antibiotici, infezioni, viaggi, stress o nuovi alimenti possono essere informazioni utili da riferire al professionista.
  5. Non fare autodiagnosi: test per intolleranze, integratori o diete di eliminazione non dovrebbero sostituire una valutazione personalizzata.

Feci fermentate e intestino infiammato: come distinguerli?

L’aspetto delle feci non permette di distinguere con certezza una fermentazione da un’infiammazione intestinale. Feci molli, gas e gonfiore sono sintomi comuni a molte condizioni. Muco evidente, sangue rosso o feci nere, dolore intenso e persistente, febbre, diarrea notturna o peggioramento generale meritano una valutazione sanitaria.

Se compare sangue abbondante, dolore severo, febbre elevata, confusione o segni di disidratazione, è importante richiedere rapidamente assistenza medica. Anche perdita di peso involontaria, stanchezza marcata o sintomi che persistono oltre pochi giorni richiedono un parere professionale, in particolare nei bambini, negli anziani e nelle persone con malattie già diagnosticate.

Domande frequenti

Come sono le feci di un intestino infiammato?

Non esiste un unico aspetto. Possono essere frequenti o liquide e, in alcuni casi, contenere muco o sangue. Dolore persistente, febbre, urgenza e malessere possono accompagnarle. Questi segni non consentono una diagnosi, ma sangue, feci nere o sintomi importanti richiedono un contatto con un professionista sanitario.

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Cosa provoca la fermentazione intestinale?

La provocano i batteri intestinali quando fermentano carboidrati non completamente assorbiti. Un aumento improvviso di fibre fermentescibili, alcuni FODMAP, malassorbimento, transito rapido o cambiamenti recenti possono contribuire a gas e gonfiore.

Come togliere la fermentazione intestinale?

Non esiste un rimedio unico. Può aiutare individuare i fattori scatenanti con un diario alimentare, evitare aumenti improvvisi di fibre e dolcificanti, mantenere una dieta varia e curare l’idratazione. Se i disturbi continuano, è meglio chiedere una valutazione invece di seguire eliminazioni alimentari o assumere prodotti autonomamente.

Quali sono i sintomi della sindrome da fermentazione intestinale?

L’espressione viene usata in modo non uniforme e non identifica automaticamente una diagnosi. I disturbi attribuiti alla fermentazione comprendono gonfiore, flatulenza, borborigmi, crampi e cambiamenti della consistenza o della frequenza delle feci. Sintomi persistenti o segnali d’allarme devono essere valutati dal medico.

In sintesi

Le feci fermentate descrivono un cambiamento osservabile, non una malattia specifica. Alimentazione, malassorbimento, transito intestinale e fattori recenti possono contribuire, ma l’aspetto delle feci non basta per stabilire la causa. Osserva l’evoluzione, evita restrizioni non necessarie e chiedi un parere sanitario se i sintomi sono persistenti, severi, ricorrenti o associati a sangue, muco, febbre, dolore importante o perdita di peso.

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