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Come sono le feci nell’IBS? Aspetto, Bristol e segnali

Le feci nell’IBS possono essere dure, formate, molli o liquide, a seconda del sottotipo e delle variazioni del transito intestinale. Questa guida spiega la traduzione medica di “stool”, illustra i sette tipi della Scala di Bristol e indica quali segnali, come sangue, feci nere catramose, colore persistentemente chiaro, dolore intenso o perdita di peso, meritano una valutazione sanitaria.
What do IBS feces look like

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Le feci nell’IBS, cioè nella sindrome dell’intestino irritabile, possono cambiare consistenza e frequenza: alcune persone presentano stitichezza, altre diarrea, mentre nell’IBS di tipo misto i due schemi possono alternarsi. L’aspetto da solo non permette di diagnosticare l’IBS, ma osservarne l’andamento può aiutare a descrivere meglio i sintomi al medico.

In questa guida trovi anche il significato medico di stool, una spiegazione della Scala di Bristol e i principali cambiamenti delle feci che non andrebbero ignorati.


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Cosa significa “stool” in italiano?

In ambito medico, il termine inglese stool significa feci. È la traduzione usata per indicare il materiale eliminato con la defecazione, per esempio in espressioni come stool consistency, cioè consistenza delle feci, oppure blood in stool, cioè sangue nelle feci.

Nel linguaggio inglese comune, stool può avere anche altri significati a seconda del contesto, come “sgabello” inteso come seduta. In un referto o in un’informazione sanitaria, però, si riferisce generalmente alle feci. In italiano, “feci” è il termine medico più preciso; “evacuazioni” descrive invece l’atto o la frequenza con cui vengono eliminate.


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Come si classificano le feci? La Scala di Bristol

La Scala di Bristol descrive la forma e la consistenza delle feci in sette tipi. È uno strumento orientativo per raccontare il transito intestinale, non un test diagnostico.

  1. Tipo 1: palline dure e separate, spesso difficili da evacuare.
  2. Tipo 2: forma cilindrica ma grumosa, compatibile con una tendenza alla stitichezza.
  3. Tipo 3: cilindrica con fessure sulla superficie.
  4. Tipo 4: cilindrica, liscia e morbida; viene spesso considerata una consistenza tipica di un transito regolare.
  5. Tipo 5: pezzi morbidi e ben definiti, talvolta associati a un transito più rapido.
  6. Tipo 6: frammenti soffici e poltacei con margini irregolari, compatibili con feci molli o diarrea.
  7. Tipo 7: feci completamente liquide, senza parti solide, tipiche della diarrea.

Un singolo episodio non è necessariamente significativo. È più utile annotare per alcuni giorni forma, frequenza, urgenza, dolore e altri sintomi, senza cercare di formulare una diagnosi autonoma.

Come possono apparire le feci nell’IBS?

L’IBS può essere classificata, in base al sintomo intestinale predominante, in diversi sottotipi. L’aspetto delle feci può variare nel tempo:

  • IBS con diarrea predominante, o IBS-D: possono comparire feci di tipo 5, 6 o 7, evacuazioni frequenti e urgenza.
  • IBS con stitichezza predominante, o IBS-C: sono più comuni feci di tipo 1 o 2, evacuazioni difficili e sensazione di svuotamento incompleto.
  • IBS a tipo misto, o IBS-M: possono alternarsi periodi con feci dure e periodi con feci molli o liquide.

Questi schemi possono essere compatibili con l’IBS, ma non sono specifici. Anche infezioni, farmaci, intolleranze, malattie intestinali e altre condizioni possono modificare le abitudini intestinali. La diagnosi richiede una valutazione clinica, soprattutto se i sintomi sono nuovi, persistenti o in peggioramento.

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Quali sono le feci preoccupanti?

Alcuni cambiamenti richiedono un confronto con un medico, in particolare se persistono o sono associati ad altri disturbi:

  • Sangue rosso visibile sulle feci, sulla carta igienica o nell’acqua del water. Può avere cause diverse e non va attribuito automaticamente all’IBS.
  • Feci nere, lucide e catramose, soprattutto se accompagnate da debolezza, capogiri o malessere. Alcuni alimenti, integratori di ferro e farmaci possono scurire le feci, ma il colore catramoso merita una valutazione rapida.
  • Feci persistentemente pallide, grigie o color argilla, in particolare se associate a urine scure o colorazione gialla della pelle o degli occhi.
  • Diarrea notturna che sveglia dal sonno o diarrea che non tende a migliorare.
  • Perdita di peso involontaria, febbre, stanchezza marcata o anemia già riscontrata.
  • Dolore addominale intenso, nuovo o progressivo, vomito persistente, addome molto gonfio o difficoltà a eliminare feci e gas.

In presenza di molto sangue, feci nere catramose con malessere, dolore intenso, svenimento o peggioramento rapido, cerca assistenza medica urgente. Per gli altri segnali, prenota un consulto con il medico o con un professionista sanitario qualificato.

Il colore delle feci può cambiare?

Il colore può variare temporaneamente in base agli alimenti, alla velocità del transito e ad alcuni medicinali o integratori. Verde, marrone più chiaro o più scuro non indicano necessariamente una malattia. È invece opportuno chiedere consiglio se un colore insolito persiste, compare senza una spiegazione evidente o si associa a sangue, dolore, febbre, ittero o perdita di peso.

Muco nelle feci: quando parlarne con un medico?

Una piccola quantità di muco può essere presente normalmente, perché l’intestino produce muco per facilitare il passaggio delle feci. È consigliabile parlarne con un medico se il muco è abbondante o ricorrente, oppure se compare insieme a sangue, febbre, dolore, diarrea persistente o un cambiamento importante delle abitudini intestinali.


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Feci e microbiota intestinale: che relazione c’è?

Il microbiota intestinale contribuisce ai processi digestivi e alla produzione di alcune sostanze nell’intestino. Alimentazione, stress, infezioni, farmaci e cambiamenti del transito possono influenzare sia il microbiota sia la consistenza delle feci. Tuttavia, osservare forma e colore delle feci non permette di conoscere la composizione del microbiota né di diagnosticare una disbiosi.

Gli eventuali test del microbiota devono essere interpretati con prudenza e insieme a un professionista sanitario: un risultato non sostituisce la valutazione dei sintomi, la storia clinica o gli esami indicati dal medico.

Come monitorare i cambiamenti in modo utile

  1. Annota per alcuni giorni frequenza, tipo della Scala di Bristol, urgenza e facilità di evacuazione.
  2. Segnala dolore, gonfiore, febbre, sangue, muco, risvegli notturni e variazioni di peso.
  3. Considera cambiamenti recenti come viaggi, infezioni, farmaci, integratori o modifiche dell’alimentazione.
  4. Porta queste informazioni al medico, evitando di usare l’aspetto delle feci come unica base per una diagnosi o per modificare una terapia.

Domande frequenti su stool e feci

Qual è il significato di “stool” in italiano?

In un contesto medico, stool significa “feci”. Il significato dipende dal contesto generale della frase, perché nella lingua comune può indicare anche uno sgabello.

Qual è la traduzione medica di “stool”?

La traduzione medica di stool è “feci”. Per esempio, stool sample significa campione di feci e blood in stool significa sangue nelle feci.

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Quali sono le feci preoccupanti?

Tra i segnali da discutere con un medico ci sono sangue visibile, feci nere e catramose, feci persistentemente pallide, diarrea notturna, perdita di peso involontaria e dolore intenso o persistente. La presenza di questi segnali non indica da sola una causa specifica, ma merita una valutazione.

Come si chiamano le feci in inglese?

In inglese, “feci” si traduce generalmente con stool in ambito medico. Sono comuni anche feces, più formale, e bowel movements, che indica soprattutto le evacuazioni o l’atto di andare di corpo.

In sintesi

Le feci nell’IBS possono corrispondere a diversi tipi della Scala di Bristol e cambiare nel tempo. La traduzione medica di stool è “feci”, mentre sangue, feci nere catramose, colore persistentemente pallido, diarrea notturna, perdita di peso o dolore importante richiedono un parere sanitario. Usa l’osservazione delle evacuazioni per descrivere i sintomi, non per sostituire una diagnosi professionale.

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