Diarrea: cause, cosa fare e quando preoccuparsi
Diarrea: che cos’è e come riconoscerla
La diarrea consiste nell’emissione di feci più liquide o semiliquide e, spesso, più frequenti del solito. È un sintomo, non una malattia: può comparire per un’infezione, dopo l’assunzione di alcuni farmaci, in seguito a un alimento non tollerato oppure come manifestazione di un disturbo intestinale. Nella maggior parte degli episodi acuti l’obiettivo principale è prevenire la disidratazione e osservare l’evoluzione dei sintomi.
Si parla in genere di diarrea acuta quando dura pochi giorni e di diarrea persistente o cronica quando continua o si ripresenta per settimane. La durata da sola non permette di stabilire la causa, quindi i sintomi ricorrenti meritano una valutazione professionale.
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Per quale motivo viene la diarrea?
Le cause più frequenti includono:
- Infezioni intestinali: virus, batteri e, meno spesso, parassiti possono causare diarrea, crampi, nausea, vomito e talvolta febbre. Il contagio può avvenire attraverso alimenti o acqua contaminati.
- Alimenti e malassorbimento: lattosio, fruttosio, alcuni polioli come sorbitolo e mannitolo, pasti molto grassi o grandi quantità di zuccheri possono peggiorare il disturbo nelle persone sensibili.
- Farmaci: antibiotici, metformina, lassativi, prodotti contenenti magnesio e alcuni antidepressivi possono avere la diarrea tra gli effetti indesiderati. Non sospendere una terapia prescritta senza parlarne con un professionista.
- Stress e asse intestino-cervello: ansia e stress possono accelerare il transito intestinale in alcune persone, senza dimostrare da soli la presenza di una malattia.
- Disturbi intestinali: sindrome dell’intestino irritabile con diarrea, celiachia, malattia di Crohn, colite ulcerosa, colite microscopica, malassorbimento degli acidi biliari e altre condizioni possono provocare episodi ricorrenti.
La diarrea liquida può comparire quando nell’intestino viene richiamata o secreta più acqua del normale. Infezioni, lassativi, malassorbimento di alcuni zuccheri e colite microscopica sono tra le possibili cause. L’aspetto delle feci non è sufficiente per una diagnosi.
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Cosa fare nei primi giorni
- Reidratati a piccoli sorsi: acqua, brodo leggero e soprattutto soluzioni reidratanti orali disponibili in farmacia possono aiutare a reintegrare liquidi e sali. Se hai vomito, prova con quantità molto piccole e frequenti.
- Mangia secondo la tolleranza: non è necessario digiunare. Scegli porzioni semplici e moderate, come riso, patate, pane o pasta, banana, carote cotte, pollo o pesce magro.
- Riprendi gradualmente la dieta abituale: quando i sintomi migliorano, reintroduci gli alimenti uno alla volta e osserva la tolleranza.
- Proteggi le persone intorno a te: lava accuratamente le mani, evita di preparare cibo per altri se sospetti un’infezione e segui le indicazioni sanitarie locali.
Cosa mangiare con la diarrea
Riso, pasta o pane semplici, patate senza buccia, banane, carote cotte, zuppe leggere e proteine magre possono essere più facili da tollerare. Lo yogurt può essere adatto ad alcune persone, ma va evitato se peggiora i sintomi o se esiste un’intolleranza. La cosiddetta dieta BRAT, basata solo su banana, riso, mela e pane tostato, non è completa e non dovrebbe essere protratta.
Quali alimenti limitare temporaneamente
- alcol, caffè e altre bevande contenenti caffeina;
- cibi fritti, molto grassi, piccanti o elaborati;
- bevande molto zuccherate, gassate e succhi di frutta;
- dolcificanti come sorbitolo, mannitolo e xilitolo;
- latte e latticini se sembrano peggiorare i sintomi;
- grandi quantità di fibre insolubili, legumi e verdure crude durante la fase più intensa.
Queste indicazioni sono generali e non sostituiscono una valutazione individuale, soprattutto in caso di diabete, gravidanza, malattie croniche o rischio di disidratazione.
Quando la diarrea è preoccupante?
Contatta rapidamente un medico o un servizio di assistenza se compaiono:
- sangue rosso nelle feci o feci nere;
- dolore addominale intenso, addome molto gonfio o peggioramento rapido;
- febbre elevata o persistente, brividi o vomito che impedisce di bere;
- segni di disidratazione, come forte sete, bocca molto secca, urine scarse o scure, vertigini, confusione o debolezza marcata;
- diarrea che non migliora, che si ripete frequentemente o che dura oltre alcune settimane;
- perdita di peso involontaria, anemia o episodi che svegliano durante la notte.
Neonati, bambini piccoli, persone anziane, immunodepresse o con malattie croniche possono disidratarsi più rapidamente e dovrebbero ricevere indicazioni mediche con maggiore tempestività.
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Annotare durata, frequenza, aspetto delle feci, eventuale febbre, dolore, vomito, alimenti recenti, viaggi e farmaci assunti può essere utile. In termini pratici, un episodio improvviso di pochi giorni è spesso definito acuto; una diarrea che persiste o si ripresenta richiede invece di cercare la causa. Feci acquose, presenza di sangue, sintomi notturni o perdita di peso sono informazioni importanti da riferire al medico. Non è possibile identificare con sicurezza il tipo o l’origine della diarrea solo dal suo aspetto.
Cosa può essere scambiato per sindrome dell’intestino irritabile?
La sindrome dell’intestino irritabile può causare dolore addominale associato a cambiamenti dell’alvo, inclusa la diarrea, ma non dovrebbe essere autodiagnosticata. Sintomi simili possono comparire in caso di:
- celiachia: può associarsi a diarrea, gonfiore e carenze nutrizionali;
- malattie infiammatorie intestinali: Crohn e colite ulcerosa possono causare diarrea, dolore, febbre e sangue nelle feci;
- colite microscopica: spesso provoca diarrea acquosa persistente e richiede biopsie per essere riconosciuta;
- SIBO: può essere associata a gonfiore, gas e alterazioni dell’alvo, ma la diagnosi spetta al medico;
- intolleranze o malassorbimento: lattosio, fruttosio e acidi biliari possono contribuire a episodi legati ai pasti;
- disturbi tiroidei o pancreatici: possono influire sulla digestione e sulla consistenza delle feci.
A seconda dei sintomi, il professionista può valutare esami del sangue, test per la celiachia, esami delle feci come la calprotectina, breath test o altri accertamenti. Un test del microbioma intestinale può descrivere alcuni aspetti del profilo microbico, ma non diagnostica la causa della diarrea e non sostituisce gli esami clinici.
Gestire la diarrea ricorrente e l’intestino irritabile
Quando la diarrea è ricorrente, è utile lavorare con un medico o un dietista per individuare i fattori scatenanti senza eliminare alimenti inutilmente. In alcuni casi può essere proposta una dieta a basso contenuto di FODMAP, con eliminazione temporanea, reintroduzione e personalizzazione sotto supervisione.
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Attività fisica compatibile con le proprie condizioni, sonno regolare e tecniche di rilassamento possono sostenere il benessere generale e la relazione tra intestino e sistema nervoso. Fibre solubili come lo psyllium possono aiutare a regolare la consistenza delle feci in alcune persone, ma vanno introdotte gradualmente con adeguata idratazione e con il parere di un professionista se i sintomi sono importanti.
Probiotici e alimenti fermentati non hanno lo stesso effetto per tutti: la risposta dipende dal prodotto e dalla persona. Non usarli come sostituti della diagnosi o della terapia. Un’eventuale scelta può essere discussa con il medico o il farmacista.
Domande frequenti sulla diarrea
Per quale motivo ti viene la diarrea?
Le cause comuni sono infezioni, alimenti contaminati o non tollerati, farmaci, lassativi, stress e alcuni disturbi intestinali. Se è persistente, ricorrente o accompagnata da segnali d’allarme, è necessaria una valutazione medica.
Quando la diarrea è preoccupante?
È importante chiedere assistenza in caso di sangue o feci nere, disidratazione, dolore intenso, febbre elevata, vomito continuo, peggioramento rapido o sintomi persistenti. La soglia di attenzione è più bassa per neonati, anziani e persone fragili.
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Considera durata, frequenza, consistenza, sintomi associati, alimenti, viaggi e farmaci recenti. Questi elementi orientano il colloquio clinico, ma non consentono da soli di stabilire una diagnosi.
Quali sono i sintomi della diarrea nei neonati?
Nei neonati un cambiamento improvviso verso feci molto più liquide e frequenti del solito può indicare diarrea, ma la consistenza normale varia con il tipo di alimentazione. Sono segnali di possibile disidratazione meno pannolini bagnati, bocca asciutta, assenza di lacrime, sonnolenza insolita o difficoltà a bere. Contatta rapidamente il pediatra in caso di sangue nelle feci, vomito ripetuto, febbre, rifiuto dei liquidi o qualsiasi dubbio; non somministrare farmaci antidiarroici senza indicazione.
In sintesi
La diarrea richiede soprattutto idratazione, alimenti semplici secondo tolleranza e attenzione ai segnali d’allarme. Le forme ricorrenti o prolungate possono avere cause diverse dalla sindrome dell’intestino irritabile e vanno valutate da un professionista. Un diario dei sintomi può aiutare a descrivere il problema e a orientare gli accertamenti più appropriati.