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Feci nella sindrome dell’intestino irritabile: come riconoscerle

Le feci nella sindrome dell’intestino irritabile possono essere dure, molli o alternate, senza un aspetto unico valido per tutti. In questo articolo scopri come osservare consistenza, colore e frequenza con la scala di Bristol, quali sintomi possono accompagnare l’IBS e come distinguere con prudenza IBS, disbiosi intestinale e SIBO. Troverai anche indicazioni su diario dei sintomi, domande da rivolgere al medico e segnali d’allarme.
What do IBS stools look like

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Le feci nella sindrome dell’intestino irritabile possono cambiare molto: alcune persone hanno feci molli o acquose e urgenza, altre feci dure e difficili da espellere, mentre altre alternano diarrea e stitichezza. Non esiste quindi un aspetto delle feci che permetta da solo di riconoscere l’IBS. Consistenza, frequenza, dolore addominale e andamento dei sintomi nel tempo offrono informazioni utili, ma una diagnosi richiede una valutazione medica.

Come possono essere le feci nell’IBS?

La sindrome dell’intestino irritabile, o IBS, è caratterizzata da dolore o fastidio addominale associato a cambiamenti dell’alvo. Il quadro può variare da persona a persona e anche nello stesso individuo nel corso del tempo.

  • IBS con diarrea: feci molli o acquose, maggiore frequenza, urgenza evacuativa e talvolta sensazione di svuotamento incompleto.
  • IBS con stitichezza: feci dure, secche o a palline, evacuazioni poco frequenti, sforzo e sensazione di non aver svuotato completamente l’intestino.
  • IBS mista: alternanza di feci dure e feci molli o acquose in periodi diversi.

Il muco può comparire in alcune persone con IBS, ma non è un segno specifico. Il sangue visibile, invece, non dovrebbe essere attribuito automaticamente all’IBS e merita un parere medico.


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Consistenza delle feci e scala di Bristol

La scala di Bristol aiuta a descrivere in modo più preciso la consistenza delle feci e a comunicare meglio con un professionista sanitario:

  • Tipi 1 e 2: feci dure o formate da palline, generalmente associate a stitichezza.
  • Tipi 3 e 4: feci formate, spesso considerate nella gamma abituale.
  • Tipo 5: feci morbide e frammentate.
  • Tipi 6 e 7: feci molli o acquose, associate a una tendenza diarroica.

Un singolo episodio non consente di trarre conclusioni. È più utile osservare il pattern per alcuni giorni o settimane, insieme a frequenza, urgenza, dolore, alimentazione, stress, sonno e farmaci.

Il colore delle feci nell’IBS

Il colore delle feci può cambiare per effetto di alimenti, integratori, pigmenti biliari e velocità del transito intestinale. Nell’IBS, il colore da solo non è generalmente sufficiente per distinguere la sindrome da altre condizioni.


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Alcuni alimenti possono modificare temporaneamente il colore; anche ferro e bismuto possono rendere le feci più scure. Feci nere e catramose, sangue rosso, feci persistentemente molto chiare o color argilla richiedono una valutazione medica, soprattutto se associati a dolore, debolezza, febbre o altri sintomi.

Frequenza, urgenza e sintomi associati

La frequenza delle evacuazioni varia naturalmente. Nell’IBS può aumentare, diminuire o alternarsi. Sono comuni anche gonfiore, meteorismo, crampi, dolore addominale, urgenza e sensazione di evacuazione incompleta. In alcune persone i sintomi cambiano dopo i pasti o durante periodi di stress.

Questi segnali non indicano necessariamente una disbiosi intestinale. La consistenza delle feci può essere influenzata da idratazione, fibre, grassi, caffeina, alcol, alimenti fermentabili, attività fisica, ciclo mestruale, farmaci e ritmo del sonno. Per questo è preferibile valutare l’insieme dei sintomi, non concentrarsi soltanto sull’aspetto delle feci.

IBS, disbiosi intestinale e SIBO: quali differenze?

IBS, disbiosi intestinale e SIBO non sono sinonimi. L’IBS è una sindrome definita da sintomi intestinali; con disbiosi si descrive un’alterazione dell’equilibrio o della composizione del microbiota, mentre la SIBO indica una crescita eccessiva di microrganismi nell’intestino tenue. Possono condividere gonfiore, gas e cambiamenti dell’alvo, ma le feci non permettono da sole di distinguerle.

Nel sospetto di SIBO, un professionista può valutare la storia clinica e, quando appropriato, considerare un test del respiro con idrogeno e metano. Il metano è stato associato a una maggiore tendenza alla stitichezza, ma questo dato non equivale a una diagnosi basata sul solo aspetto delle feci.

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Come capire se si ha la disbiosi intestinale?

Sintomi come gonfiore, gas, alvo irregolare o cambiamenti nell’odore delle feci possono comparire in presenza di molti disturbi e non confermano da soli una disbiosi intestinale. Per capire meglio la situazione, è utile raccogliere informazioni su alimentazione, farmaci, infezioni recenti, stress, frequenza e consistenza delle feci e discuterle con il medico.

Un’analisi del microbioma può descrivere alcuni aspetti della comunità microbica intestinale, ma i risultati non costituiscono da soli una diagnosi né indicano automaticamente una cura. Devono essere interpretati con cautela e nel contesto dei sintomi e della storia personale. Puoi approfondire il tema attraverso il test del microbioma intestinale, considerando il confronto con un professionista qualificato.

Cosa non mangiare con disbiosi intestinale?

Non esiste un elenco universale di alimenti da eliminare in caso di disbiosi intestinale. Togliere molti alimenti senza una guida può ridurre la varietà della dieta e non risolvere la causa dei sintomi. Alcune persone notano una maggiore sensibilità a pasti molto grassi, alcol, caffeina o specifici alimenti ricchi di FODMAP, ma la risposta è individuale.

È più prudente annotare ciò che si mangia e i sintomi successivi, evitando di attribuire automaticamente ogni disturbo a un singolo alimento. Un dietista o un medico può aiutare a valutare eventuali modifiche temporanee e a mantenere un’alimentazione adeguata, senza restrizioni non necessarie.

Come si risolve la disbiosi intestinale?

La disbiosi non è una diagnosi unica con una soluzione valida per tutti. Il percorso dipende dai sintomi, dalla causa sospettata e dalla valutazione clinica. In generale, possono essere discussi con un professionista la qualità complessiva della dieta, l’apporto di fibre tollerate, l’idratazione, l’attività fisica e l’uso appropriato dei farmaci. Non è consigliabile iniziare antibiotici, integratori o probiotici con l’obiettivo di curare autonomamente una presunta disbiosi.


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Se i sintomi sono persistenti, ricorrenti o peggiorano, il medico può stabilire se siano necessari esami ulteriori. Un test del microbioma può fornire informazioni descrittive, ma non sostituisce la valutazione clinica e non garantisce un miglioramento dei sintomi.

Come monitorare le proprie feci in modo utile

  1. Segna la consistenza usando la scala di Bristol.
  2. Annota frequenza, urgenza, dolore, gonfiore e presenza di muco.
  3. Registra pasti, bevande, fibre, alcol, caffeina e cambiamenti importanti nella dieta.
  4. Indica farmaci e integratori, senza modificarli o sospenderli senza consiglio medico.
  5. Nota stress, sonno, attività fisica e, quando pertinente, variazioni legate al ciclo mestruale.
  6. Osserva l’andamento per circa due-quattro settimane, se i sintomi lo consentono, e porta il diario alla visita.

Quando rivolgersi al medico

È opportuno chiedere un parere medico se i sintomi sono nuovi, persistenti, intensi o in peggioramento. Serve una valutazione tempestiva in presenza di sangue nelle feci, feci nere e catramose, febbre, perdita di peso non intenzionale, anemia, diarrea notturna, vomito persistente, dolore importante o familiarità per malattie infiammatorie intestinali o tumore del colon-retto.

Un esordio in età più avanzata o un cambiamento marcato e duraturo dell’alvo richiedono particolare attenzione. Questi segnali non indicano necessariamente una malattia grave, ma non dovrebbero essere attribuiti automaticamente all’IBS.

Domande frequenti

Come capire se si ha la disbiosi intestinale?

Non è possibile capirlo soltanto osservando le feci. Gonfiore, gas e alvo irregolare hanno molte possibili cause. Diario dei sintomi, visita medica ed eventuali esami possono aiutare a inquadrare meglio la situazione.

Cosa non mangiare con disbiosi intestinale?

Non esiste un alimento vietato per tutti. Prima di eliminare cibi, è preferibile individuare i possibili fattori scatenanti con un diario e chiedere consiglio a un medico o dietista, soprattutto se si considerano diete a basso contenuto di FODMAP.

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Come sono le feci con la disbiosi intestinale?

Possono cambiare consistenza, frequenza o odore, ma questi aspetti non sono specifici. Feci molli, stitichezza, muco e gas possono comparire anche nell’IBS o in altre condizioni.

Come si risolve la disbiosi intestinale?

Dipende dalla causa e non esiste un trattamento universale. Una valutazione professionale può aiutare a scegliere interventi appropriati su alimentazione, stile di vita ed eventuali esami, evitando l’automedicazione.

Le feci con IBS contengono sangue?

Il sangue non è considerato una caratteristica tipica dell’IBS. Se compare sangue rosso o le feci sono nere e catramose, è importante contattare un professionista sanitario.

Il test del microbioma diagnostica l’IBS?

No. Può descrivere alcuni elementi del microbiota, ma non diagnostica da solo l’IBS, la SIBO o la disbiosi e non sostituisce la valutazione clinica.

In sintesi

  • Le feci nell’IBS possono essere dure, molli, acquose o alternate.
  • La scala di Bristol aiuta a descrivere la consistenza in modo pratico.
  • Colore, odore e frequenza sono influenzati da molti fattori e non bastano per una diagnosi.
  • IBS, disbiosi intestinale e SIBO possono condividere sintomi, ma sono condizioni diverse.
  • Una dieta di eliminazione o un integratore non dovrebbe essere iniziato senza una valutazione adeguata.
  • Sangue, febbre, calo di peso, diarrea notturna e dolore importante richiedono un parere medico.

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