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Sequenziamento 16S rRNA: cos’è e come funziona

Il sequenziamento 16S rRNA è una tecnica che identifica e confronta i batteri presenti in un campione, come quello fecale, senza doverli coltivare. In questa guida spieghiamo che cos’è il gene 16S, come si svolge l’analisi 16S, quali informazioni può offrire sul microbiota intestinale e perché non equivale a una diagnosi. Mettiamo inoltre a confronto il 16S con la metagenomica shotgun e con il sequenziamento dell’RNA.
Unlocking the Microbiome: How 16S rDNA Sequencing Powers InnerBuddies Personalized Gut Health Insights

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Il sequenziamento 16S rRNA è una tecnica usata per descrivere la composizione batterica di un campione, compreso un campione fecale. Analizzando una regione del gene che codifica l’RNA ribosomiale 16S, è possibile stimare quali gruppi di batteri sono presenti e in quale abbondanza relativa. Il risultato offre informazioni sul microbiota intestinale, ma non costituisce una diagnosi medica né descrive da solo tutte le funzioni dei microrganismi.

Che cos’è il gene 16S rRNA?

Il gene 16S rRNA contiene le istruzioni per una componente del ribosoma, la struttura cellulare coinvolta nella produzione delle proteine. È presente nei batteri e negli archei e comprende:

  • regioni conservate, simili tra molti microrganismi;
  • regioni variabili, che possono aiutare a distinguere gruppi tassonomici diversi.

Per questo il gene 16S viene spesso descritto come un codice a barre molecolare. Il confronto delle sequenze con banche dati di riferimento può aiutare a classificare i batteri senza ricorrere alla coltura in laboratorio, che non è adatta a tutti i microrganismi.


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Che cos’è il 16S batterico?

Con l’espressione 16S batterico si indica il gene 16S rRNA utilizzato per studiare la componente batterica di un campione. L’analisi risponde soprattutto a una domanda: quali gruppi batterici sono rilevabili e come sono distribuiti nel campione? Il livello di identificazione può variare: spesso è affidabile a livello di genere, mentre l’assegnazione alla specie non è sempre possibile.

16S rRNA e 18S rRNA: qual è la differenza?

Il 16S è generalmente usato per batteri e archei. Il gene 18S rRNA è invece un marcatore impiegato per studiare organismi eucarioti, tra cui funghi e altri microrganismi con cellule dotate di nucleo. La scelta del marcatore dipende dall’obiettivo dell’analisi: il 16S non offre una panoramica completa di virus, funghi o altri organismi non batterici.


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Che cos’è l’analisi 16S o amplicon sequencing?

L’analisi 16S, chiamata anche amplicon sequencing del 16S, non legge l’intero DNA di ogni microrganismo. In genere, il laboratorio:

  1. estrae il DNA dal campione;
  2. amplifica con la PCR una o più regioni del gene 16S;
  3. sequenzia gli ampliconi ottenuti;
  4. confronta le sequenze con database di riferimento;
  5. elabora un profilo della composizione batterica.

Il report può includere la classificazione tassonomica, l’abbondanza relativa dei gruppi identificati e alcune misure di diversità. Un’abbondanza relativa non indica necessariamente il numero assoluto di batteri: se un gruppo aumenta in proporzione, altri possono apparire relativamente ridotti anche senza una diminuzione assoluta.

Come funziona il sequenziamento 16S rRNA?

Il percorso può comprendere le seguenti fasi. I dettagli tecnici, come le regioni analizzate e la piattaforma di sequenziamento, dipendono dal protocollo del laboratorio.

  1. Raccolta: il campione fecale viene raccolto con un kit domiciliare seguendo le istruzioni fornite.
  2. Estrazione del DNA: il laboratorio isola il DNA microbico presente nel campione.
  3. Amplificazione: primer specifici amplificano regioni del gene 16S, per esempio regioni variabili come V3-V4 quando previste dal protocollo.
  4. Sequenziamento: le copie amplificate vengono lette con una tecnologia di sequenziamento di nuova generazione.
  5. Analisi bioinformatica: le sequenze vengono controllate, raggruppate o denoizzate, quindi confrontate con un database per l’assegnazione tassonomica.
  6. Interpretazione: i risultati vengono organizzati in un profilo leggibile, con indicazioni sull’abbondanza relativa e sulla diversità batterica.

Il risultato può risentire di fattori come la raccolta e la conservazione del campione, il metodo di estrazione, i primer, la regione 16S scelta e il database utilizzato. Per confrontare due analisi è quindi importante verificare se sono stati applicati protocolli comparabili.

Che cosa può mostrare sul microbiota intestinale?

Il sequenziamento 16S può aiutare a descrivere:

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  • composizione tassonomica: i principali phylum, famiglie, generi o altri gruppi rilevati;
  • abbondanza relativa: la proporzione stimata dei diversi gruppi nel campione;
  • diversità microbica: indici che riassumono ricchezza ed equilibrio della comunità rilevata;
  • confronti nel tempo o tra campioni: quando il metodo di raccolta e analisi è sufficientemente coerente.

Queste informazioni descrivono un campione in un determinato momento. Dieta, farmaci, età, stile di vita, transito intestinale e modalità di raccolta possono influenzare il microbiota. Un singolo risultato non permette di stabilire da solo se una persona sia sana o abbia una condizione clinica.

Il 16S può dire quali funzioni svolgono i batteri?

Non direttamente. Dalla composizione batterica si possono talvolta elaborare predizioni del potenziale funzionale, per esempio relative alla fermentazione delle fibre, ma non equivalgono alla misurazione diretta dell’attività microbica. Anche la produzione di acidi grassi a catena corta, come il butirrato, non può essere confermata soltanto dalla presenza di determinati batteri.

Metagenomica shotgun e 16S: qual è la differenza?

Il principale vantaggio della metagenomica shotgun è che sequenzia frammenti dell’intero DNA presente nel campione, invece di concentrarsi su un singolo gene marcatore. Può quindi offrire una risoluzione tassonomica potenzialmente maggiore e informazioni sui geni e sulle funzioni codificate, oltre a rilevare una gamma più ampia di microrganismi, in base al campione e al protocollo.

Il sequenziamento 16S è generalmente più mirato e può richiedere meno risorse, rendendolo utile per una panoramica della componente batterica. La shotgun, invece, comporta spesso costi, dati e complessità bioinformatica maggiori. Nessun metodo è automaticamente migliore in ogni situazione: la scelta dipende dalla domanda di ricerca, dal tipo di campione e dagli obiettivi dell’analisi.

Sequenziamento dell’RNA e sequenziamento 16S: non sono la stessa cosa

Il termine sequenziamento dell’RNA, o RNA sequencing, indica una tecnica che analizza le molecole di RNA presenti in un campione. Può essere usata, per esempio, per studiare quali geni sono trascritti in un determinato momento. Il sequenziamento 16S rRNA, invece, di solito parte dal DNA e amplifica il gene che codifica l’RNA ribosomiale 16S per classificare batteri e archei. La somiglianza nel nome può creare confusione, ma si tratta di approcci diversi per materiale analizzato e obiettivo.


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Come interpretare un report del microbiota

Un report basato sul 16S è uno strumento informativo, non un test diagnostico. Per leggerlo con prudenza:

  • considera le abbondanze come relative e non come conteggi assoluti;
  • controlla il livello tassonomico raggiunto: genere e specie non sono sempre distinguibili;
  • non interpretare un singolo batterio come causa certa di un sintomo;
  • valuta il contesto, compresi dieta, farmaci e condizioni personali;
  • usa i risultati per formulare domande da discutere con un professionista sanitario.

Se hai sintomi persistenti, intensi, in peggioramento o comunque preoccupanti, rivolgiti a un medico. Un’analisi del microbiota non deve sostituire una valutazione clinica.

Come InnerBuddies presenta queste informazioni

InnerBuddies organizza i dati dell’analisi in un profilo del microbiota con spiegazioni e spunti alimentari generali. Per esempio, il report può richiamare il ruolo delle fibre e suggerire di variare gradualmente fonti vegetali come frutta, verdura, legumi e cereali integrali, se compatibili con le esigenze individuali. Questi suggerimenti non garantiscono un risultato specifico e non sostituiscono il parere di un dietista o di un medico.

Prima di modificare in modo importante la dieta, soprattutto in presenza di patologie, gravidanza, allergie, disturbi gastrointestinali o terapie in corso, è opportuno chiedere consiglio a un professionista qualificato.

Domande frequenti

Cos’è il 16S rRNA?

È il gene che codifica una componente dell’RNA ribosomiale di batteri e archei. Le sue regioni variabili possono essere usate come marcatori per classificare i microrganismi presenti in un campione.

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Che cos’è l’analisi 16S?

È un’analisi molecolare che amplifica e sequenzia regioni del gene 16S per descrivere la composizione batterica di un campione, spesso senza coltivare i microrganismi.

Qual è il vantaggio principale della metagenomica shotgun rispetto al sequenziamento 16S?

La metagenomica shotgun legge frammenti dell’intero DNA del campione e può fornire informazioni più ampie su specie, geni e potenziali funzioni. In genere richiede più risorse e un’analisi bioinformatica più complessa.

Come funziona il sequenziamento dell’RNA?

L’RNA sequencing estrae e legge le molecole di RNA presenti in un campione, spesso dopo averle convertite in una forma adatta al sequenziamento. Serve a studiare l’RNA rilevato e, in determinati contesti, l’attività di trascrizione; non è sinonimo dell’analisi 16S basata sul DNA.

In sintesi

Il sequenziamento 16S rRNA offre una panoramica mirata dei batteri rilevabili nel microbiota intestinale. È utile per descrivere la composizione e alcune misure di diversità, ma presenta limiti di risoluzione e non misura direttamente funzioni o stato di salute. Interpretare i risultati nel loro contesto, insieme a indicazioni professionali quando necessario, aiuta a usarli in modo consapevole.

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