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Sintomi IBD: segnali, calprotectina e diagnosi

I sintomi IBD possono includere diarrea persistente, dolore addominale, sangue o muco nelle feci, urgenza, stanchezza e perdita di peso. La calprotectina fecale può aiutare a individuare un’infiammazione intestinale e a orientare gli accertamenti, ma non conferma da sola la diagnosi. L’articolo spiega il percorso diagnostico, come interpretare con cautela il risultato e quali segnali richiedono un consulto medico.
IBD detection

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La malattia infiammatoria intestinale (IBD) comprende soprattutto il morbo di Crohn e la colite ulcerosa. I sintomi IBD più comuni sono diarrea persistente, dolore addominale, sangue o muco nelle feci, urgenza di evacuare, stanchezza e perdita di peso involontaria. Un campione di feci può aiutare a cercare segni di infiammazione, per esempio attraverso la calprotectina fecale, ma non può diagnosticare da solo l’IBD. La conferma richiede una valutazione clinica e, quando indicato, altri esami.

Quali sono i primi sintomi dell’IBD?

I segnali possono variare in base alla forma e all’estensione della malattia. Meritano valutazione medica soprattutto se persistono, peggiorano o si presentano insieme:


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  • Diarrea persistente: evacuazioni frequenti o liquide che durano più del previsto.
  • Dolore e crampi addominali: possono accompagnarsi allo stimolo di evacuare.
  • Sangue o muco nelle feci: possono indicare un problema del tratto intestinale, ma hanno anche altre possibili cause.
  • Urgenza e tenesmo: bisogno improvviso di andare in bagno o sensazione di evacuazione incompleta.
  • Stanchezza marcata: può essere associata all’infiammazione, all’anemia o ad altri fattori.
  • Perdita di peso involontaria: soprattutto se non dipende da cambiamenti intenzionali nell’alimentazione o nell’attività fisica.
  • Febbre o riduzione dell’appetito: possono comparire in alcuni casi e devono essere valutate nel contesto generale.

Questi sintomi non indicano automaticamente un’IBD: infezioni, intolleranze, farmaci e altri disturbi possono causare manifestazioni simili.

L’IBD è una condizione seria?

L’IBD è una condizione cronica che richiede un monitoraggio medico. La sua intensità può variare e, con un trattamento adeguato, molte persone possono raggiungere periodi di remissione. Se l’infiammazione resta attiva, possono comparire complicazioni come anemia, carenze nutrizionali o problemi intestinali che richiedono cure specifiche. La gravità non si può stabilire dai soli sintomi o da un singolo risultato di laboratorio.


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Quando rivolgersi rapidamente a un medico

Contatta un medico se diarrea, dolore, sangue nelle feci o perdita di peso persistono. Rivolgiti con urgenza ai servizi sanitari se compaiono sanguinamento abbondante, dolore addominale intenso o improvviso, febbre elevata persistente, vomito continuo, addome molto gonfio, svenimento, confusione o segni di disidratazione come poca urina e forte capogiro.

Si può rilevare l’IBD con un campione di feci?

Un campione di feci può rilevare alcuni marcatori di infiammazione intestinale, tra cui la calprotectina. Il risultato può aiutare il medico a decidere se sono necessari ulteriori accertamenti e può essere utile nel distinguere, con la storia clinica e altri esami, un disturbo infiammatorio da uno funzionale come la sindrome dell’intestino irritabile. Tuttavia, un test delle feci normale non esclude ogni possibile problema e un valore elevato non equivale automaticamente a una diagnosi di IBD.

Il ruolo della calprotectina fecale

La calprotectina è una proteina associata alla presenza di alcuni globuli bianchi. Quando la sua quantità nelle feci è aumentata, può suggerire un’infiammazione nel tratto intestinale. Il test è non invasivo e viene interpretato insieme a sintomi, esame obiettivo, storia clinica ed eventuali altri risultati.

Come si interpretano i valori?

I limiti di normalità e le fasce di interpretazione possono cambiare in base al metodo usato dal laboratorio, all’età e alle indicazioni cliniche. In generale:

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  • Valore basso o normale: rende meno probabile un’infiammazione intestinale significativa in quel momento, ma non sostituisce la valutazione dei sintomi.
  • Valore intermedio o borderline: può richiedere il controllo del contesto clinico e, secondo il medico, la ripetizione dell’esame.
  • Valore elevato: suggerisce un approfondimento, ma non identifica da solo la causa.

Infezioni gastrointestinali, alcuni farmaci tra cui i FANS e altre condizioni possono aumentare la calprotectina. Non modificare o sospendere farmaci senza averne parlato con un professionista sanitario.

Come viene confermata la diagnosi?

Non esiste un unico esame capace di confermare ogni caso di IBD. Il percorso può comprendere:

  1. Colloquio e visita: il medico valuta durata e andamento dei sintomi, familiarità, farmaci e condizioni precedenti.
  2. Esami del sangue: possono cercare anemia e altri segnali compatibili con infiammazione o carenze.
  3. Esami delle feci: possono includere calprotectina e, quando indicato, test per escludere infezioni.
  4. Colonscopia con biopsie: consente di osservare la mucosa e analizzare piccoli campioni di tessuto.
  5. Imaging: ecografia, risonanza magnetica o altri esami possono essere richiesti per valutare specifiche aree dell’intestino.

La scelta degli esami dipende dalla situazione individuale e spetta al medico o allo specialista in gastroenterologia.


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Come si può tenere sotto controllo l’IBD?

Il controllo dell’IBD richiede un piano personalizzato. Può includere terapie prescritte, visite e analisi di monitoraggio, oltre a indicazioni alimentari adattate alla fase della malattia. Per stare meglio, può essere utile seguire il piano concordato, annotare sintomi e possibili fattori scatenanti, mantenere un’adeguata idratazione quando possibile e chiedere supporto per stanchezza o difficoltà alimentari. Diete drastiche, integratori e probiotici non dovrebbero sostituire le cure e vanno discussi con un professionista, soprattutto durante una riacutizzazione.

Microbioma intestinale: che cosa può dire?

Nell’IBD sono state osservate variazioni del microbioma intestinale, ma la composizione dei batteri può dipendere da molti fattori. I test commerciali del microbioma possono offrire informazioni descrittive o educative, ma non diagnosticano, curano o prevengono l’IBD e non sostituiscono calprotectina, endoscopia o valutazione specialistica. Anche eventuali modifiche alla dieta dovrebbero essere considerate con un medico o un dietista qualificato.

Domande frequenti

Quali sono i segnali d’allarme dell’IBD?

Diarrea persistente, sangue o muco nelle feci, dolore addominale ricorrente, urgenza, stanchezza e perdita di peso sono segnali da discutere con il medico, in particolare se durano o peggiorano.

Come si fa a stare meglio con l’IBD?

È importante seguire il percorso indicato dal gastroenterologo, assumere le terapie come prescritto e segnalare tempestivamente nuovi sintomi o effetti indesiderati. Alimentazione, idratazione e attività quotidiana vanno adattate alle proprie condizioni e non possono essere stabilite in modo uguale per tutti.

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Come si controlla l’IBD?

Il controllo può comprendere visite, esami del sangue e delle feci, eventuali esami strumentali e una terapia personalizzata. L’obiettivo è ridurre l’attività della malattia e mantenere il benessere, sotto supervisione medica.

Un valore alto di calprotectina significa necessariamente IBD?

No. Infezioni, FANS e altre condizioni possono aumentare il valore. Il risultato va interpretato dal medico insieme ai sintomi e agli altri esami.

In sintesi

La calprotectina fecale può essere un supporto utile per individuare una possibile infiammazione intestinale, ma non conferma da sola l’IBD. Se presenti sintomi persistenti o segnali preoccupanti, chiedi una valutazione medica: una diagnosi accurata permette di scegliere gli accertamenti e il percorso di cura più appropriati.

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