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Butirrato: alimenti, benefici e come favorirne la produzione

Il butirrato, o acido butirrico, è un acido grasso a catena corta prodotto soprattutto nel colon dalla fermentazione delle fibre. Questo articolo spiega a cosa può contribuire, quali alimenti contengono piccole quantità di butirrato e quali forniscono fibre e amido resistente per sostenerne la produzione. Troverai anche indicazioni sull'introduzione graduale delle fibre, sugli integratori e sui loro possibili effetti indesiderati.
Eubacterium - a positive gut bacteria that breaks down dietary fibers

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Il butirrato, noto anche come acido butirrico, è un acido grasso a catena corta prodotto soprattutto nel colon quando alcuni batteri del microbiota fermentano fibre e amido resistente. Può fornire energia alle cellule del colon e contribuire al mantenimento della barriera intestinale. Per favorirne la produzione, la strategia più pratica è seguire un'alimentazione varia, con un aumento graduale di fibre da vegetali, legumi e cereali integrali.

Che cos'è il butirrato?

Il butirrato è uno degli acidi grassi a catena corta generati dalla fermentazione batterica dei carboidrati non completamente digeriti nell'intestino tenue. La quantità prodotta dipende dalla dieta, dalla composizione del microbiota e dalla risposta individuale. Tra i microrganismi coinvolti possono esserci batteri del gruppo Eubacterium, tra cui specie oggi classificate anche con nomi aggiornati come Anaerobutyricum.


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A cosa può servire il butirrato?

  • Energia per il colon: il butirrato può essere utilizzato dalle cellule che rivestono il colon, chiamate colonociti.
  • Barriera intestinale: contribuisce ai normali processi che aiutano a mantenere l'integrità del rivestimento intestinale.
  • Modulazione della risposta infiammatoria: gli studi lo associano a meccanismi che possono contribuire a una risposta immunitaria e infiammatoria equilibrata nell'intestino.
  • Ambiente del microbiota: la fermentazione delle fibre produce anche altri metaboliti e può sostenere un ambiente intestinale favorevole a diverse specie batteriche.

Questi effetti descrivono meccanismi biologici generali e non significano che il butirrato prevenga o curi una malattia. La risposta può variare in base alla dieta, alla salute e alla composizione individuale del microbiota.

Quali alimenti favoriscono la produzione di butirrato?

Il colon produce la maggior parte del butirrato disponibile nell'organismo. Per questo, più che cercare grandi quantità di butirrato già presenti negli alimenti, è utile fornire al microbiota fibre fermentabili e amido resistente.


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Fibre fermentabili e prebiotiche

Possono contribuire alla fermentazione batterica alimenti come:

  • cipolle, aglio e porri;
  • asparagi, carciofi e topinambur;
  • radice di cicoria;
  • avena e cereali integrali;
  • legumi, come lenticchie, ceci e fagioli;
  • banane non troppo mature.

Il termine prebiotico indica un substrato utilizzato selettivamente dai microrganismi dell'ospite con un possibile beneficio per la salute. Non tutte le fibre hanno lo stesso effetto e la tolleranza può essere diversa da persona a persona.

Alimenti con amido resistente

L'amido resistente arriva in parte al colon senza essere digerito nell'intestino tenue. Si trova, per esempio, nei legumi, nell'avena e in patate o riso cotti e poi raffreddati. Anche la quantità e il tipo di amido resistente dipendono dall'alimento e dalla preparazione; non è necessario seguire una procedura rigida per ottenere una dieta equilibrata.

Quali alimenti contengono già butirrato?

Piccole quantità di butirrato possono essere presenti soprattutto nei grassi del latte, come il burro, e in alcuni formaggi. Tuttavia, l'apporto diretto con gli alimenti è generalmente più limitato rispetto alla produzione che avviene nel colon. Inoltre, scegliere alimenti molto ricchi di grassi per aumentare il butirrato non è una strategia adatta a tutti: è preferibile considerare l'alimentazione nel suo complesso e privilegiare una dieta varia.

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Dove si trova l'acido butirrico in natura?

In natura l'acido butirrico si forma attraverso la fermentazione di materia organica e si trova anche, in quantità variabili, nei grassi del latte e in alcuni prodotti lattiero-caseari. Nel corpo umano viene prodotto principalmente nell'intestino crasso dai batteri che fermentano le fibre. Questa produzione interna è la fonte più rilevante dal punto di vista della fisiologia intestinale.

Esiste un probiotico che produce butirrato?

Non esiste un unico probiotico universalmente riconosciuto come soluzione per aumentare il butirrato. La produzione è svolta da diversi batteri del microbiota, tra cui alcuni appartenenti ai gruppi Eubacterium e Anaerobutyricum, ma la presenza o l'efficacia di un ceppo può dipendere dal prodotto, dalla dose e dalla persona. Molti integratori probiotici comuni non producono direttamente butirrato. Prima di usare un prodotto con probiotici o metaboliti batterici, è opportuno chiedere consiglio a un professionista sanitario qualificato.

Integratori di butirrato: cosa sapere

Gli integratori possono contenere, per esempio, butirrato di sodio o di calcio e vengono talvolta descritti come postbiotici, cioè preparati a base di microrganismi inattivati o dei loro componenti e metaboliti, secondo la formulazione. Non sono equivalenti a una dieta ricca di fibre e non sono necessari per tutte le persone. La qualità, la formulazione e le indicazioni possono variare; prima dell'uso è consigliabile confrontarsi con medico o dietista, soprattutto in presenza di patologie, gravidanza, allattamento o terapie farmacologiche.


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Possibili effetti indesiderati e precauzioni

Aumentare rapidamente fibre e alimenti fermentabili può provocare temporaneamente gas, gonfiore, crampi o cambiamenti dell'alvo. Per migliorare la tolleranza:

  1. aumenta le fibre poco alla volta;
  2. varia le fonti alimentari invece di concentrarti su un solo alimento;
  3. bevi in modo adeguato, salvo diverse indicazioni mediche;
  4. osserva la risposta individuale e riduci il ritmo se i disturbi aumentano.

Chi ha disturbi digestivi diagnosticati, sospetta una sovracrescita batterica dell'intestino tenue o segue una dieta terapeutica dovrebbe farsi guidare da un professionista, perché un aumento dei prebiotici non è adatto in modo identico a tutti. Sintomi persistenti, intensi, in peggioramento o associati a segnali preoccupanti richiedono un consulto medico.

Domande frequenti sul butirrato

Quali sono i benefici del butirrato?

Il butirrato può fornire energia alle cellule del colon, contribuire al mantenimento della barriera intestinale e partecipare alla modulazione della risposta infiammatoria. Si tratta di possibili funzioni biologiche, non di una garanzia di beneficio clinico individuale.

Quali alimenti contengono butirrato?

Burro e alcuni formaggi possono contenerne piccole quantità perché il butirrato è presente tra i grassi del latte. Per sostenere la produzione intestinale sono più importanti fibre fermentabili e amido resistente provenienti da legumi, cereali integrali, verdure e altri alimenti vegetali.

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Dove si trova l'acido butirrico in natura?

Si trova in quantità variabili nei grassi del latte e in alcuni alimenti fermentati o lattiero-caseari, mentre nell'organismo viene prodotto soprattutto nel colon durante la fermentazione delle fibre.

Qual è il probiotico che produce butirrato?

Non c'è un singolo probiotico valido per tutti. Alcuni batteri intestinali, inclusi determinati membri dei gruppi Eubacterium e Anaerobutyricum, possono produrre butirrato, ma un integratore probiotico deve essere valutato in base al ceppo e alla formulazione specifica.

Il butirrato può causare effetti collaterali?

Un aumento repentino delle fibre può causare gas o gonfiore temporanei. Gli integratori possono avere effetti indesiderati o non essere adatti a determinate persone; per questo è prudente chiedere un parere sanitario prima di assumerli.

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